Cani e Coronavirus

1 aprile 2020 | commenti: 1 |
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Lettera ai miei cani ai tempi del Coronavirus

Carissimi London e June,
ormai siamo in guerra da alcune settimane e la nostra vita è dovuta cambiare improvvisamente da un giorno all’altro.

So che passate le vostre giornate ad osservarmi (tipico di tutti i cani di casa!), ed avrete notato il mio sguardo più cupo, la voce nervosa, il passare tanto più tempo a guardare i telegiornali.

Non soltanto come un tempo al mattino durante la colazione, e durante la cena… ora il telegiornale è il sottofondo costante della nostra vita, che sia in TV o alla radio.

E se non è il telegiornale è la conferenza giornaliera della Protezione Civile!

Conte dei contagiati, dei deceduti, dei guariti, dei medici ed infermieri ammalati, dei paesi in quarantena…

Vedo i vostri occhi studiarmi, con sguardi interrogativi, in cerca di spiegazioni sul perché non possiamo più uscire per le nostre passeggiate al parco o in campagna, non possiamo più allenarci nel mantrailing sportivo, e ci dobbiamo limitare camminare per qualche misero metro di fronte a casa.

E sempre al guinzaglio. Niente più corse in libertà, al massimo 1 metro e mezzo di spazio e poi stop!

Allora piccoli miei, ormai siete abbastanza grandi da sapere cosa è accaduto.

Ancora una volta l’umanità ha stravolto gli equilibri della natura, e dopo gli incendi che hanno devastato l’Australia, i maremoti ed i terremoti che hanno dilaniato territori incantati e l’inquinamento che ha soffocato i nostri cieli ed i nostri mari, la Madre Terra ha detto basta.

Eh sì, ha detto proprio basta e ci ha mandato un avvertimento, di quelli che non puoi inequivocare.

Con la nostra solita superficialità abbiamo pensato che ce la saremmo cavata come sempre, come se non ci riguardasse davvero. Ma abbiamo veramente sottovalutato il problema, ed un terribile virus ha invaso le nostre città ed ogni nazione del mondo, spargendosi e replicandosi ovunque in un attimo, e lasciando dietro di sé solo morte e desolazione.

Non ha tanto senso ora dare la colpa a qualcuno: così come succede quando in classe tutti ricevono una nota se non salta fuori il colpevole di qualche malefatta, allo stesso modo siamo stati puniti tutti.

I più sfortunati hanno pagato e stanno pagando prima con atroci sofferenze fisiche, e poi anche con la vita; i più fortunati, tra i quali ci sono anche io (almeno per ora) hanno perduto la propria libertà.

Non è per sempre, state tranquilli. Tutto tornerà alla normalità, si spera, una volta che gli scienziati avranno trovato il modo di sconfiggere il nemico.

E’ una guerra, e per noi che non ne abbiamo vissute altre, è la prima vera che dobbiamo affrontare e subire.

Il personale medico e sanitario sono i nostri soldati e combattono in trincea, insieme a tutte le forze speciali che tutte le nazioni stanno mettendo in campo.

A noi che non possiamo fare nulla di operativo, viene assegnato il compito di sottrarci al nemico, di nasconderci ad esso finché non verrà sconfitto.

In sostanza, noi umani paghiamo per tutto il male che abbiamo fatto a Madre Natura.

Voi piccoli amici a quattro zampe pagate, come i ragazzi che prendono la famigerata nota collettiva, per un crimine che non avete commesso.

E’ molto triste e mi addolora…. Se non fosse per la vostra vita così stravolta oggi, in qualche modo vivrei questa reclusione in modo meno triste.

Nella mia vita umana, di forse 75 – 80 anni, avrò ancora modo di uscire, viaggiare, vedere amici, provare le gioie della famiglia.

Ma voi? In una vita media di 10-12 anni, perdere alcuni mesi (sì perché così certamente sarà) corrisponde a perdere anni importanti.

Anni che non torneranno più.

Tra qualche mese, quando finalmente usciremo da questo incubo globale, saremo tutti cambiati.

Gli umani spero in meglio, più consapevoli, più riconoscenti alla scienza, più rispettosi della natura e dell’ambiente.

Ma voi, piccoli London e June, sarete invecchiati, stanchi, nervosi, infastiditi dall’incontro con i vostri simili.

Quello che posso fare, mentre stiamo nella nostra cella dorata, è donarvi tutto il mio tempo, e condividere con voi momenti di gioco, di esercizi e di piccole attività che possano rendere questa reclusione più accettabile.

Ricorderemo questi giorni e settimane scanditi da appuntamenti fissi: telegiornale, colazione, 10 minuti di passeggiata davanti a casa, pulizia delle zampette con le salviette detergenti (mi raccomando, la candeggina* usatela solo per i pavimenti!), abbaiare in giardino ai cani del vicino, pausa pisolino, esercizi di apprendimento, 10 minuti di passeggiata (di nuovo davanti a casa), ricerca olfattiva in giardino, di nuovo pausa pisolino, conferenza della Protezione Civile, cena (e telegiornale), nanna….

Altro non vi posso offrire e voi siete fin troppo comprensivi.

Voi creature senza colpa, che vi accontentate di pochissimo e che meritereste tanto, tanto di più!

Mi consola che siate qui con me, che siate mio conforto ed appoggio in giornate grigie tutte uguali.

Mi consola il sapere che mi posso ancora prendere cura di voi.

Mi rattrista non poter dare in questo periodo il mio aiuto ai cani dei rifugi con cui collaboro, e che ancora più di voi, pagano ingiustamente per la stoltezza umana.

Vi abbraccio forte, miei piccoli grandi amori.
La vostra (a volte superficiale) mamma umana
Elena

di Elena Cannella

*NDR: a seguito di errati assurdi consigli trasmessi da una nota trasmissione televisiva, come invece indicato anche dal Ministero della Salute, segnaliamo che “E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani)”

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1 commento

  • Fabio ha detto:

    Belle e verissime riflessioni e condivisioni con i tuoi compagni di vita, loro, son certo non sentono passare il tempo sentono però e ne godono, la tua presenza continua e senza interruzione. Quindi queste settimane che per loro equivalgono a mesi sono piene di te.

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