Intervista a Chef Rubio – “La cucina è uno strumento per parlare di cultura”

18 ottobre 2017 | commenti: 1 |
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Abbiamo intervistato Chef Rubio, all’anagrafe Gabriele Rubini, al Cooking show Aran presso l’Aran Store Gregorio VII  a Roma e ci ha parlato del suo rapporto con la cucina e della sua web serie di ricette con traduzione in Lingua dei Segni.

 

chef-rubio-intervista Incontrando Chef Rubio, la prima sensazione che si ha non è sicuramente quella di trovarsi di fronte a uno dei soliti divi della tv, quelli che dopo aver avuto un po’ di visibilità cominciano a soffrire di quello strano ed epidemico disturbo di scollamento dalla realtà.

Al contrario lui risulta una persona schietta e affabile che parla del proprio lavoro e progetti con rispetto e pragmatismo, come di chi mette molta cura in tutto ciò che fa.

Eppure di motivi per vantarsi ne avrebbe.  3 edizioni di Unti e Bisunti su DMAX (canale 52 dtfree), in cui ha fatto conoscere tradizioni e cucina di strada di tutta Italia, I re della Griglia, Il cacciatore di tifosi, il programma in 6 puntate E’ uno sporco lavoro  e 3 edizioni (l’ultima delle quali conclusasi a fine settembre 2017) della web serie dal titolo  Cucina in tutti i Sensi.  Video-ricette inclusive, rivolte a tutti e tradotte in Lingua dei Segni Italiana dalla LIS coach, istruttrice e attrice sorda Deborah Donadio (ISSR), per una cucina senza barriere, oltre ogni disabilità.

Novità dell’edizione 2017 è stata, poi, quella d’aver reso accessibile il programma anche alle persone cieche, grazie all’integrazione di una serie di applicazioni screenreader, che convertono le immagini e i testi in contributi audio per l’utenza cieca e all’aver incluso, nella squadra ai fornelli, anche la Sous Chef ipovedente Serena Sacco (L’Altro Spazio).

Aran Store Roma management e Chef Rubio

Aran Store Roma management e Chef Rubio

Avete mai pensato, ad esempio, al suono di una zucchina quando viene tagliata? E a quello di un peperone? Inconfondibile, ve lo garantisco! Basta chiudere gli occhi e provare, per un momento, questa esperienza sensoriale.

Come più volte ha precisato Rubio: “La cucina è uno strumento per parlare di cultura, di popoli. L’arte culinaria è solo un tramite, mentre il punto di partenza e quello di arrivo sono sempre le persone, il loro vissuto, la loro storia, il territorio”.

Tablet Roma ha avuto il piacere di incontrarlo e intervistarlo al Cooking show Aran che si è tenuto a Roma, venerdì 13 ottobre, presso l’Aran Store Gregorio VII a Roma, in una serata divertente, conviviale e ricca di spunti, che ha coinvolto anche il numeroso pubblico non udente, con domande e tantissime curiosità.

Buonasera Chef Rubio, possiamo chiederti chi ti ha trasmesso l’amore per il cibo e la cucina?

Diversi fattori. La famiglia, il mondo, le esperienze che ho avuto da ragazzino. O sono stato fortunato o ero predisposto al mondo gastronomico.

Grazie al tuo lavoro e ai tanti programmi che hai condotto, ricordiamo Unti e Bisunti, I re della griglia e tanti altri, hai potuto testare tante cucine, tra le quali anche quelle tradizionali italiane. Ce n’è una che reputi la migliore?

Direi di no. Sono tutte interessanti e varie, da Nord a Sud. Ci sono piatti estremamente semplici, ma proprio perché vanno nella direzione della semplicità, sono difficili da eseguire.

Chi li fa bene non è un improvvisato, anche se non ha la qualifica di chef, ma è una persona che conosce bene la materia prima e la maneggia con tutte le attenzioni di questo mondo. Ovunque si va in Italia, se si trova il giusto interprete, si può mangiare bene.

E delle cucine un po’ più innovative, tipo quella fusion, cosa ne pensi?

Tutte le cucine sono interessanti e vale la pena osservarle. Poi ce ne sono di più solide e di meno solide.

Chef Rubio e Deborah Donadio

Chef Rubio e Deborah Donadio

Tra i tuoi ultimi programmi c’è la web serie Cucina in tutti i sensi, in cui hai preparato alcune ricette conosciute, con la traduzione in Lingua dei Segni, grazie a Deborah Donadio – insegnante LIS all’Istituto Statale per Sordi di Roma e in questo caso anche tuo Sous Chef – che ti ha affiancato nel programma. Ci vuoi raccontare com’è nata questa idea?

E’ nata dallo studio della Lingua dei Segni. Ho frequentato il  primo corso di LIS presso l’ISSR (Istituto Statale Sordi di Roma). Prima è cominciata la passione per la lingua e poi mi sono detto, perché non fare dei video destinati anche a loro?

Da lì è stato poi abbastanza facile, perché comunque avevo fatto amicizia con Deborah Donadio, che è l’assistent coach, ma è anche un’attrice, quindi molto portata a stare di fronte al video ed è stato poi semplice coinvolgerla e fare questa cosa insieme.

Quindi conosci bene la LIS?

No, è un qualcosa che va sempre rinfrescato. Se smetti due o tre mesi già cominci a perdere i vocaboli. La lingua la comprendo, ma se non mi esercito ogni tanto è difficile riuscire a parlare in maniera fluida.

Chef Rubio, Deborah Donadio e Rosa Anna Rinaldi

Chef Rubio, Deborah Donadio e Rosa Anna Rinaldi

A maggio 2016 sei stato nominato dal Comitato Paralimpico Italiano, Chef Ufficiale di Casa Italia alle Paralimpiadi di Rio (6 al 17 settembre 2016). Visto il tuo impegno sociale, potremmo dire che sei diventato il portabandiera di questo messaggio di integrazione?

Ma se ce n’è pure un altro non mi dispiace…anzi!

Come sicuramente saprai è stato da poco approvato in Senato il testo del Disegno di Legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana, l’inclusione sociale delle persone sorde e il superamento delle barriere comunicative. Il testo passerà adesso alla Camera dei deputati. Cosa ne pensi?

Tanto prima che diventi legge ce ne vorrà. (un po’ disilluso)

La cucina Aran dello Store Gregorio VII a Roma, è stata la location in cui hai realizzato le tue video-ricette e stasera si replica. Cosa ci preparerai?

Avendo poche possibilità a livello di cappe, visto che siamo in un negozio e per non dare troppo fastidio, abbiamo deciso di fare un piatto dei quattro della web serie, la Tempura di verdure, una frittura giapponese leggera e croccante.

L’abbiamo riproposta come esempio, come scusa per poter chiacchierare e avere degli interpreti LIS che traducano quello che faccio, mentre ho le mani impegnate e  permettere anche a persone non udenti di vivere un live e una chiacchiera.

Posso chiederti un’indiscrezione? Visto il successo degli altri tuoi programmi, sei stato per caso contattato da qualche canale tv, per far diventare questa web serie un prodotto televisivo?

No! Per le cose delicate e sociali non è che ci si smuove più di tanto. Non m’aspettavo e non m’aspetto nulla di tutto ciò.

Salutando Chef Rubio, ringraziandolo del tempo concesso, gli auguriamo buon lavoro, sperando che venga presto smentito e vista la meritevolezza della web serie Cucina in tutti i Sensi, questa approdi anche in tv, magari proprio su un’emittente pubblica, la cui prerogativa dovrebbe essere quella di intrattenere e informare, in maniera accessibile, Tutti.

 

Intervista di Barbara Donzella

Photo Courtesy © Lorenzo Sigillò

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