Cinema Amondo a Varsavia, uno dei più piccoli al mondo

13 novembre 2019 | commenti: Commenta per primo |

Cinema Amondo, benvenuti nel cinema più piccolo di Varsavia, ma non solo

Con la storia del Cinema Amondo, si chiude la nostra trilogia dedicata a Varsavia. Un posto speciale e non solo perchè ci troviamo in uno dei cinema più piccoli del Mondo!

C’è una via, praticamente in quello che i locali chiamano “centrum”, dove puoi trovare ottimi ristoranti, panifici di prima classe e caffè di gran classe.

La via si chiama Zurawia e non è lunga, quindi non dovrebbe essere difficile, davanti al n. 20 come dice il website, vedere un cinema. Invece è impossibile. Devi chiedere a quelli del ristorante e ti dicono “sì, devi entrare in questo cortile e vedrai una scritta al neon con su scritto Kino”, che in polacco significa “cinema”.

Come entri dentro la prima cosa che ti viene in mente non è controllare l’orologio per vedere se sei in orario con la proiezione, ma cercare un calendario per vedere esattamente in che anno ti trovi.

Siamo ancora nel 2019? Bene!

Dopo un attimo di smarrimento ed ammirazione per il mini-ingresso, biglietteria, sala attesa e minibar, ti sorprendi che parlino in inglese e polacco, pensavi semplicemente d’essere in Russia e che Breznev stesse per apparire da un momento all’altro.

“Il più piccolo cinema di Varsavia” dicono sui social network, e nonostante ciò le sale sono ben due, micro sale da 24 posti l’una, senza nessun comfort di quelli che puoi pensare al giorno d’oggi, ma il tutto è semplicemente affascinante.

Non c’è il comfort da grande sala, ma c’è la gentilezza e la passione che non trovi di certo in altri cinema.

Sono capitato qui casualmente per la visione del film “Lorenzo Felice”, che tenevo tanto di vedere ma vivendo e viaggiando all’estero, non sempre è facile da incontrare nelle sale delle Capitali Europee.

Lunedi sera è sempre un’ottima sera per il Cinema, c’è meno gente e sai che chi esce per andare al cinema è un appassionato e non uno che “non sa come passare il weekend”.

Trovare il Cinema Amondo, anzi, l’ “Amondo Kino”, non è stato semplice.

L’indirizzo era giusto, ma davanti avevo un ristorante, non un cinema e cosi ho dovuto chiedere e gentilmente mi hanno detto “vai nel retro del Ristorante, è li che troverai il Cinema”.

Una volta preso il biglietto era prerogativa avere da bere e nel minibar una di quei succhi con erbe e frutta, mi faceva l’occhiolino. Il mangiare? Semplice, la mamma del tipo alla cassa aveva fatto due torte e potevi tranquillamente prendertene una fetta offerta da lui stesso.

Ambientarsi nella micro-sala del Cinema Amondo è stato facile e mentre si scambiavano due chiacchere ecco che lo stesso ragazzo che ci aveva fatto i biglietti, offerto la torta e venduto le bibite, si presentava in sala e ci raccontava un attimo la storia del Cinema e di cosa avrebbe trattato il film, augurato buona visione e spento l’interruttore delle luci che si trovava di fianco alla porta d’ingresso.

Il Cinema è la l’espressione e la passione di una casa di produzione polacca, che produce film, documentari, servizi e interviste per televisioni e multisale, ma i titolari avevano bisogno di uno spazio da mettere a disposizione di giovani interessati nel fare cinema e non avevano un luogo dove far vedere i loro lavori.

Cosi partiva l’idea dell’Amondo Kino circa sette anni fa. Uno spazio dallo stile rétro per visioni private e studenti. E oggi?

Con il tempo la gente che frequentava la sala del Cinema Amondo cominciava a domandarsi perché’ un uso cosi ristretto? Ed ecco che, tra frequentatori e appassionati, nasceva l’idea di creare un microspazio per produzioni indie polacche e da li, in breve tempo, il passo è stato breve e si è passati a una programmazione internazionale e la creazione di minifestival e quant’altro possa ruotare attorno al Cinema.

Ogni giorno chi ci lavora lo fa volontariamente e solo nel nome dell’amore per quest’arte. Il Cinema non fa utili e solo la passione dei volontari e l’amore del cinema da parte dei titolari della casa di produzione, permette a questo spazio d’esistere e di andare avanti.

Alla fine, pensavo: per quanto andrà avanti? Difficile da ipotizzare, sarebbe bello che si tramandasse di generazione in generazione, perché questi spazi vanno salvaguardati, sfortunatamente non portano “voti” e la politica sempre più reazionaria e conservatrice che stiamo vivendo in Europa, non ha interesse per queste cose.

di Massimo Usai

Foto  © di Massimo Usai photographer

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