Come si comunicava nei tempi antichi

20 marzo 2019 | commenti: Commenta per primo |

La graduale nascita ed evoluzione del linguaggio è stata una tappa fondamentale nello sviluppo della comunicazione umana.

La voce è lo strumento naturale di comunicazione, ma oltre una certa distanza occorrono mezzi diversi. Ed è così che fin dalla preistoria, gli uomini hanno utilizzato il fumo o i fuochi di notte, trombe e tamburi, sfruttato alture o innalzato torri per trasmettere segnali.

Ma per comunicare con luoghi più lontani, non c’era altro mezzo che andarci di persona, oppure utilizzare un messaggero, a cui veniva affidato il messaggio da trasmettere a voce (ma chissà se poi lo ricordava esattamente?).

In altri casi il messaggero (che poteva spostarsi a piedi, o a cavallo, o su una barca), trasportava degli oggetti simbolici convenzionali che facevano capire, a chi li riceveva, il senso del messaggio. Per esempio : denti di animali o piume potevano voler dire che si era trovata selvaggina abbondante.

Ed ecco un’altra tappa fondamentale : le prime forme di scrittura. Il messaggio può allora essere inciso, scolpito o scritto su un supporto, che poteva essere la corteccia di un albero, una tavoletta di argilla, le pareti di una tomba, una pergamena, un piccolo rotolo trasportato da un piccione viaggiatore.

Il cavallo è stato per eccellenza nei secoli l’animale usato per trasportare messaggeri e notizie nei posti più lontani, ma anche altri animali hanno avuto un ruolo, in dipendenza delle situazioni ambientali. Basti pensare al cammello nei deserti o all’elefante nell’Asia del sud-est.

     Siccome oltre ai messaggi bisognava trasportare anche le merci e a volte dei “passeggeri” , si cominciò ben presto ad utilizzare anche carri e carrozze.

 

Grande Muraglia

In Cina anche la Grande Muraglia con i suoi 6.000 km. di lunghezza facilitava le comunicazioni, almeno ai confini nord dell’ impero. Nel XIII secolo l’arrivo dei Mongoli con i loro veloci cavalli migliorò ulteriormente il sistema. Ne dà notizia anche Marco Polo.

Ma sono i Romani che avendo costruito un’estesissima rete di strade, su questa organizzarono il loro ”cursus publicus” (che non era pubblico per niente, ma riservato allo stato…), un sistema di comunicazioni ineguagliato, con corrieri a cavallo, carri e stazioni di sosta, che permetteva di raggiungere velocemente da Roma le province più lontane dell’impero, trasmettendo ordini ed informazioni alle legioni ed ai governatori.

     E’ stato calcolato che la velocità con cui i messaggi viaggiavano sulla rete dell’impero romano non sarà più raggiunta in Europa se non nel XIX secolo.

Le strade romane costituiranno la base essenziale per le comunicazioni in Europa e non solo, anche nel Medioevo e nei secoli successivi.

Impero romano

 

Non solo le singole persone hanno sempre avuto la necessità di comunicare, per lo più in modo estemporaneo, ma soprattutto il re, i principi, gli stati, sia in tempo di pace che di guerra, dovevano poter trasmettere editti, leggi, ordini in tutto il paese, in modo organizzato e il più veloce possibile.

Un esempio famoso ed eroico di messaggero “di stato” è certamente quello del greco Filippide, con la sua gran corsa di 42 chilometri dalla città di Maratona all’Acropoli di Atene per annunciare la vittoria (“Nike! Nike!”) sui Persiani nel 490 a.C. e poi stramazzare al suolo morto.

Il concetto di “servizio postale” pare fosse già presente in imperi molto antichi e va di pari passo con la creazione di una rete di strade su cui si spostavano i messaggeri. Essenziali erano anche il mare e le vie d’acqua.

Tomba egizia

Gli Egizi già nel 2.000 a.C. avevano un sistema per trasmettere ordini e papiri del faraone, ed utilizzavano anche i piccioni viaggiatori.

Ciro il Grande nel 540 a.C. e poi Dario, misero in opera un efficiente sistema di comunicazioni per controllare il loro vasto impero, basato su strade che raggiungevano il Mediterraneo in Siria e in Egitto da un lato, e l’India dall’altro. Stazioni di sosta per il cambio dei cavalli consentivano una velocità di quasi 200 km al giorno, che era eccezionale per quei tempi. Lo storico greco Erodoto si disse meravigliato per il sistema persiano di corrieri.

I Cinesi pare avessero già attorno al 1.800 a.C. un sistema “postale”, perfezionato poi dalla dinastia Tang nel 600 d.C. con una rete di corrieri e stazioni di riposo ogni 15 km.

di Giuseppe Menzio

 

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