Coralli e Cammei di Torre del Greco

26 dicembre 2018 | commenti: Commenta per primo |

Alla scoperta dell’affascinante mondo dei coralli e dei candidi cammei di Torre del Greco, connubio di natura e arte.

Presso la Chiesa di Sant’Eligio, in una traversa di Via Giulia in Roma, progettata dal giovane Raffaello Sanzio, sede dell’Università e Nobil Collegio degli Orefici, Gioiellieri e Argentieri dell’alma città di Roma, si è svolto, il 5 dicembre 2018 un convegno sui Coralli ed i Cammei di Torre del Greco.

Si sa poco del favoloso corallo, l’unico materiale prezioso che abbiamo in Italia e lavoriamo quasi in monopolio nel mondo, conosciuto forse più all’estero che nel nostro Paese.

Dopo averlo pescato con metodi nuovi che non danneggiano i banchi, iniziano varie lavorazioni per liberare i rametti dalle scorie, e far comparire le stupende nuance fino al rosso rubino.

Il confronto con la perla, il secondo materiale biologico prezioso in natura viene spontaneo. Questa non può servirsi che della sua lucentezza, oriente, grandezza e rotondità per splendere ed attrarre, mentre il corallo è l’unico materiale la cui forma naturale suggerisce all’artista come farlo diventare un piccolo capolavoro con arte quasi esclusivamente manuale. Quindi possiede anche la ricchezza attribuitagli dall’artista. Talora mostra anche la sua firma.

Immagine Pixabay sotto licenza Creative Commons CC0

Professionalità che, a Torre del Greco, si tramanda di padre in figlio. Questa cittadina situata in una lingua di terra adiacente il Vesuvio, tra Ercolano a Pompei, oltre ad essere ricca di storia millenaria, è sede di un’arte che ha decine di secoli di produzione e diffusione dei suoi manufatti nel mondo antico e moderno che lo faranno diventare – si spera – anche Patrimonio immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco.

Le forme e le sfumature di colori che il corallo presenta coprono una infinita gamma di gioielli di forme e applicazioni diverse che hanno seguito le mode nei secoli e si modernizzano con gli attuali artigiani.

Attualmente il corallo ha zone definite di estrazione, periodi stabiliti di ripopolamento, variazione e alternanza dei territori, un ridotto numero di licenze ed anche il distacco (con martello e scalpello) avviene dai 40 ai 100 metri di profondità, il che ne rende difficile l’estrazione ai dilettanti subacquei, e ne conserva nel tempo la fertilità.

Immagine Pixabay sotto licenza Creative Commons CC0

Diverso e vietato il recupero del corallo dalle barriere coralline, protette. Numerose le notizie su questo materiale prezioso perché abbastanza raro in natura. Di esso non si butta nulla, anche gli scarti vengono utilizzati per burattare, fresare, molare e lucidare il gioiello finito, che può perdere la sua lucentezza, ma la può sempre recuperare con semplici trattamenti.

Si è sfatata la diceria che il corallo sia un’alga, anche se quel suo fluttuare è simile a quello delle piante.  È un animale e si alimenta dei prodotti biologici del mare. Il suo esoscheletro lo rende prezioso.  Alcuni recenti esemplari di quei gioielli erano esposti all’ammirazione dei presenti.

Quello dei cammei è stato il capitolo che ha concluso la serata. Una volta si usava la giada per produrre cammei, oggi vengono ricavati da due specie di conchiglie, comuni nel Mediterraneo.

Ha una lavorazione inizialmente semplice, per estrarre porzioni utili della conchiglia, di varie forme e dimensioni, sempre rigorosamente a mano, utilizzando al più dischi diamantati. Una volta preparate e rifinite queste piccole sezioni, vengono incollate, a caldo, su una specie di manico in legno che consente la loro lavorazione.

E qui interviene l’artigiano artista che, operando sulla parte superficiale, bianca, più tenera, la incide col bulino ricavandone veri e propri microquadri, alcuni dei quali sono esposti nei musei di tutto il mondo. La parte inferiore della porzione, più dura, di colore ambrato, fa risaltare l’immagine superiore, bianca, lavorata artisticamente.

Attualmente sembra che solamente a Torre del Greco si realizzino i cammei più apprezzati. Viene attribuita alla creatività degli attuali artigiani, il tenersi al corrente con la modernità di questo gioiello.

Anfitrione della serata è stato il Primo Console Camerlengo, Corrado di Giacomo, orafo e gioielliere di una antica famiglia dedicata a questa professione. Egli ha ricordato ai numerosi artigiani dell’oreficeria, commercianti ed artisti presenti, la storia di una delle più antiche Corporazioni della Capitale, quella della Università e nobil collegio degli Orefici dell’alma Città di Roma, che riunisce il gota degli orafi, argentieri e gioiellieri della Capitale. Un Sodalizio che sopravvive da oltre 500 anni, dopo essersi separato dalle Confraternite dei Fabbri e dei Sellai, grazie anche ad una apposita bolla papale di Giulio II°.

Gestore dell’evento il Dr. Steven Tranquilli, Direttore generale della Federpreziosi, la più grande associazione italiana che rappresenta oltre 8.000 produttori e commercianti del settore preziosi, sostenuta dalla Camera di Commercio. Egli ha chiosato spesso i vari interventi della numerosa schiera degli artigiani del settore Coralli e Cammei di Torre del Greco, presenti, che hanno descritto nei particolari lo sfaccettato mondo di questo settore unico al mondo, che tramanda di padre in figlio questa vera e propria arte, insegnandola anche ai giovani in una apposita scuola.

Presenti il Dr. Mario Bartucca, Presidente vicario della Assocoral che riunisce gli operatori del settore, Vincenzo Aucella ed altri maggiorenti di Torre del Greco, mentre il maestro Tommaso Mazza ha affascinato i presenti con la descrizione delle varie fasi della lavorazione e realizzazione dei cammei.

La serata si è conclusa felicemente davanti ad un calice dell’ottimo Chianti dal colore del corallo, offerto dalla Fattoria di Sammontana, di Matteo Dzieduszycky, sponsor dell’iniziativa, accompagnato da sapide schegge di Parmigiano Reggiano Dop, donato dalla Azienda Agricola Giansanti Di Muzio.

Testo di Marco Biffani

 

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