Covid-19, il 2020 tra drammi e opportunità

13 novembre 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Coronavirus 2020: dramma planetario e qualche opportunità dal Covid-19

Sono quasi dieci mesi che conviviamo nel 2020 con l’incubo Covid e ormai sappiamo quasi tutto di lui.

Sappiamo che è un nemico insidioso e invisibile, sappiamo che ha fatto oltre un milione e centomila morti in tutto il mondo, sappiamo che dopo un periodo estivo in cui si è depotenziato, rallentando temporaneamente la sua espansione, è tornato prepotentemente alla ribalta della cronaca in settembre, con l’Europa che, da sola, raccoglie il 50% dei contagi mondiali.

Abbiamo visto all’opera i negazionisti, coloro che gridano al complotto internazionale per un allarme che, a loro avviso, nasconde solo grandi interessi economici guidati da una regia occulta.

In questo 2020 siamo stati testimoni del Covid-19

Siamo stati testimoni dell’inferno nella primavera di quest’anno, con la deportazione notturna di centinaia di bare con i camion dell’Esercito, a Bergamo, delle prime vittime del Covid-19, con immagini che rimarranno stampate nella nostra mente e in quelle di chiunque le abbia viste, considerato che sono state diramate in ogni angolo del pianeta, attraverso la TV e i social network.

Le disposizioni di chiusura totale, adottate recentemente da Francia, Spagna o Germania col fine di contenere il diffondersi del virus, fanno pensare che ancora è lungo il cammino verso una “normalizzazione” che riporti serenità nella comunità internazionale e una nuova spinta per la ripartenza dell’economia, col tentativo di recuperare nel minor tempo possibile il PIL perduto a causa del progressivo indebolimento dell’economia dovuta ai lockdown.

Tutti attendono una risposta dalla comunità scientifica; una risposta risolutiva per questa che appare una vera e propria guerra che stiamo combattendo tutti, aggrappati alla speranza che presto o tardi una cura specifica venga fuori, abbinata al vaccino che salverebbe l’umanità da un catastrofico epilogo.

E nell’attesa?

Nell’attesa di questa auspicata panacea, cosa possiamo fare e soprattutto quali sono le inevitabili positività che costituiscono l’altra faccia della medaglia di ogni cosa?

Il lockdown di marzo e aprile ci ha aiutati a riscoprire, specie nelle metropoli, una tempistica rallentata dello scorrere della vita, in barba alle frenesie che costituivano la componente principale del tran-tran quotidiano, fino a qualche mese fa.

La riscoperta dello stare insieme in famiglia, di godere del tempo che trascorre in compagnia dei propri figli, il fare qualcosa di collettivo anziché di individuale come ad esempio recuperare il dialogo familiare anziché mangiare un pasto in fretta avendo come unico interlocutore, peraltro passivo, la televisione.

Televisione che invece ha avuto anche momenti di gloria con l’impennata degli abbonamenti a Sky, Netflix, Infinity e tante altre fonti, attraverso le quali è stato possibile, durante il blocco totale delle uscite, vedere film vecchi e nuovi per la gioia di chi “non aveva tempo” per farlo prima…

Alla ricerca di normalità

Altro dato confortante è l’aumento sensibile dei lettori. Stare a casa ha significato anche leggere più libri, lasciare spazio alle proprie curiosità e lasciarle soddisfare in compagnia di un buon libro stampato o di un e-book per chi preferisce servirsi dell’elettronica.

A proposito di elettronica è forse questo il settore che ha fatto la parte del leone, costringendo tantissimi al lavoro agile con collegamenti via internet, scuole costrette ad attrezzarsi con la didattica a distanza e per questo obbligate a dare -sia pur temporaneamente (almeno questo auspichiamo) – quella spinta a servirsi maggiormente di supporti e piattaforme elettroniche con le quali superare le difficoltà del momento e non rimanere imbrigliati senza poter dare risposte che la società costantemente chiede a ciascuno di noi, a prescindere dal ruolo incarnato.

E’ per questo che sia i lavoratori sia gli studenti hanno trovato – sebbene grazie a un’accelerazione non richiesta – una nuova dimensione di conoscenze telematiche da poter integrare nella vita di tutti i giorni, quando questa pandemia lascerà spazio ad una vita “normale”.

di Stefano Quagliozzi

Direttore Tablet Roma

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Le immagini Pixabay appaiono in Creative Commons CC0

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