Covid19 – in fuga da Bergamo in Bolivia

13 marzo 2020 | commenti: Commenta per primo |

L’inizio dell’epidemia nel paese andino: Covid19 – in fuga da Bergamo in Bolivia.

Il Sudamerica sembrava una piccola isola felice con pochissimi casi di contagio. In Bolivia non c’era nessun contagiato, nonostante il paese fosse circondato da paesi infetti. Un altro problema l’attanagliava, l’epidemia di dengue che è la peggiore mai avuta.

I media locali stanno seguendo da vicino cosa sta accadendo in Cina e in Europa, in particolare è sorvegliato il Nord Italia che vede un’ampia comunità a Bergamo. Da qui parte la nostra storia, con la fuga di due donne risultate positive al corona virus. La storia è stata raccontata da tutti i media boliviani, in particolare dai quotidiani La Razòn, La Repùblica e El Deber.

La rocambolesca fuga

Secondo le scarne informazioni la protagonista è una donna di 60/65 anni (varia in base alle fonti) che lavora a Bergamo come badante. Secondo il racconto fatto ai media, avrebbe ricevuto la diagnosi di esser stata contagiata dal covid 2019. Lei convinta della sua imminente morte, ha deciso di tornare a casa, per poter morire nella terra natia.

Va precisato che la donna non presentava sintomi, in questo modo è riuscita a superare i controlli all’aeroporto Viru Viru di Santa Cruz il 7 marzo ed è in quarantena in ospedale, mentre a casa sua ci altri membri della famiglia. C’è un secondo caso confermato di una paziente di 64 anni che si trova in quarantena con la famiglia, nel departamento di Oruro (una sorta di regione omonima della città). Da Santa Cruz ha raggiunto la sua destinazione finale, passando per la capitale La Paz via terra (via autobus, non esiste treno).

La prima paziente si trova a San Carlos. Un piccolo comune della Bolivia, che si trova a 110 km a nord-ovest della città Santa Cruz, nella provincia di Ichilo. La donna avrebbe ricevuto una diagnosi in Italia e avrebbe dovuto passare la quarantena in casa sua. La donna una volta arrivata in Bolivia ha partecipato ad una grigliata con decine di parenti ed amici, che le davano il benvenuto, del tutto ignari della sua condizione.

Il giorno dopo si è sentita male, la febbre è salita e si è recata nel piccolo ospedale municipale di San Carlos, impegnato a fronteggiare il dengue. Ora è completamente isolato e all’esterno ci sono decine di persone pronte al linciaggio della donna e della famiglia. In tutto questo caos, sempre a San Carlos è stato diagnosticato un terzo caso.

I provvedimenti del Governo

Attualmente si è in piena campagna elettorale per scegliere il nuovo presidente dopo la fuga del precedente. Possiamo dire che abbiamo un governo tecnico, che ha adottato dei provvedimenti d’urgenza. Nonostante le rassicurazioni del ministro della salute Aníbal Cruz, con ogni probabilità il paese non è in grado di affrontare un’epidemia su larga scala. Ogni città possiede una sola ambulanza in grado di non disperdere contaminanti, regalo di queste ultime settimane.

Le pazienti sono gestite secondo i protocolli internazionali e secondo il ministro della salute

“Sebbene siano stati rilevati due casi relativi ai viaggi, al momento il virus non si è diffuso a livello di comunità, il Ministero della Salute ha iniziato ad adottare misure per mitigare la diffusione della malattia”

Inoltre l’11 marzo è stato istituita un’emergenza nazionale, dopo che i primi due casi di coronavirus sono stati confermati ed è presto arrivato il terzo.

In tutto questo il Presidente ad interim Jeanine Añez, ha invitato alla calma e ad affrontare insieme la pandemia.

Inoltre è stato stabilita la possibilità di un isolamento volontario delle persone che provengono da altri paesi. Ognuno verrà debitamente identificato, sulla base dell’istituzione di un protocollo specifico applicato a tutti i punti di ingresso nel territorio nazionale.

Inoltre, nonostante le raccomandazioni dell’OMS, si è deciso di chiudere le scuole, università, lo stop dei voli da Sabato 14 marzo e in conclusione la presidente Añez  ha detto che “è proibita la realizzazione di eventi pubblici di massa con la partecipazione di più di 1.000 persone, quali concerti di musica, eventi culturali e altri simili“.

di Elide Groppi Munoz

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Le immagini Pixabay appaiono in Creative Commons CC0

 

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