Dario Vergassola in tour

12 giugno 2019 | commenti: Commenta per primo |

Dario Vergassola in tour con “Sei in un Paese meraviglioso”

Dario Vergassola. E cinque. E’ tornato da lunedì, in prima serata, su Sky Arte il “tour on the road” per l’Italia, alla scoperta del patrimonio culturale italiano. Per 15 puntate, “Sei in un Paese meraviglioso” , realizzato da Ballandi Arts, punta sugli itinerari mistici e religiosi che rappresentano uno dei trend di sviluppo più interessanti del turismo di qualità in Italia.

Dalla Pieve di Sant’Agata alla Basilica di San Vittore, passando per la Chiesa di San Domenico fino alla Cattedrale di Giovinazzo e al Santuario di Nostra Signora della Salute di Manarola. Arte, cultura, storia e spiritualità.

A condurre le puntate, in viaggio tra Toscana, Emilia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia e Liguria, Dario Vergassola accompagnato da Michelle Carpente.

Signor Vergassola, da “Professione comico” alla vittoria al Festival di Sanscemo, passando per teatro, cinema, libri, fiction, radio. Effettivamente il versante religioso le mancava.

«Ho fatto tutto in quanto miracolato sennò sarei rimasto a fare l’operaio. Questo in realtà è un modo per ringraziare gli dei che mi hanno tenuto in considerazione».

 

Come si sente nei panni di un Virgilio-Vergassola?

«È la quarta volta che conduco questo programma. Mi accompagna una compagnia molto divertente: dieci ragazzotti robusti che lavorano sodo per realizzare un programma molto curato in cui tutti sono seri. Solo io cazzeggio. Mi fanno alzare alle 6 del mattino e mi fanno andare a letto tardissimo, ‘sti disgraziati: non capisco niente di quello che faccio. Meno male che c’è Michelle a fare la parte seria, io sono stupidotto».

 

Mi verrebbe da parafrasare il titolo della canzone con cui ha vinto il festival di Sanscemo, “Non me la danno mai”: Michelle gliel’ha già data?

«Assolutamente no: mi rovinerebbe il personaggio. Tutte quelle che hanno partecipato alla trasmissione l’hanno fatto per stare con me. Ma sono stufo di essere valutato per la mia bellezza e non per la mia testa».

A proposito di testa, so che nel programma quest’anno si sdoppia…

«Sì, ogni tanto, mentre parlo con Michelle, appare un monaco che sono sempre io ma rappresenta è la mia parte spirituale».

Litigate molto fra voi, lei e il monaco?

«Non è ancora successo, ma prima o poi accadrà perché lui è troppo pedante…».

 

Nella prima puntata in onda lunedì andate alla scoperta – leggo – della “Via degli Dei, un percorso fino a 130 km in bicicletta o un trekking attraverso gli Appennini”. È impazzito o è colpa del monaco?

«Tranquilla, è solo finzione: non faccio tutto il percorso, altrimenti muoio. Due anni fa mi era preso il delirio di camminare col cane nel bosco, vicino casa mia. in pigiama».

In pigiama?

«È molto comodo: uscivo la mattina con il cane, Manicomio, e passeggiavo».

Strano nome per un cane…

«L’avevo preso da un canile e l’ho chiamato così perché saltava sempre come una pallina magica. Pensi che quando l’abbiamo portato a casa e lavato ha cambiato colore. Soffre di diabete: quindi deve fare due punture al giorno. E quando andavo a passeggio con lui mi portavo dietro un bicchierino di plastica per analizzare i valori nella sua pipì. Pensi un po’ come siamo messi…».

Siete messi bene: molto peggio fare la Via degli Dei in bici…

«Ha ragione. Anche se passeggiare in mezzo al verde, senza tralicci o cartelli stradali, ti fa sentire bene: ti ritrovi immerso nel nulla, in una natura meravigliosa».

Che fa, mi diventa romantico?

«È il fanciullino che è in me».

Restiamo adulti, la prego. “Sei in un paese meraviglioso” è anche su Instagram. Che rapporto ha con i social?

«Come con le donne: so che ci sono ma non ho rapporti. Sono un primitivo digitale. Anzi: ogni tanto vedendo i miei figli che smanettano sul computer chiedo loro di farmi capire come funziona. Ma poi mi incazzo perché non ci capisco niente e finiamo anche per litigare furiosamente».

Tempo fa ci fu un bel “duello” fra lei e Gasparri sui social, sbaglio?

«No, non sbaglia. Ma quello non ero io. Era un tipo che si era creato una falsa identità fingendosi me. Una volta rintracciato ha spiegato che, se avesse scritto le stesse cose a nome suo, non se lo sarebbe cagato nessuno e così ha finto di essere me. Seriamente: non mi piace l’idea che chiunque possa dire la sua. Sarò antidemocratico, ma tutti questi esperti tuttologi non li sopporto. Non puoi parlare di vaccini se non sei medico o non hai avuto problemi. Sa che le dico? Che secondo me bisognerebbe fare un test alle persone prima che vadano a votare, tipo quelli che sanciscono che sei un essere umano».

Addirittura?

«Non è giusto che votino tutti, anche quelli che non conoscono la storia e nemmeno i politici di oggi. La colpa è anche nostra perché evidentemente non abbiamo seminato bene. Noi eravamo quelli che andavano alle manifestazioni perché ci credevamo, che sostenevano il femminismo, che facevano politica col ciclostile. Oggi non sappiamo manco i nomi dei ministri. Si conoscono solo Salvini e Di Maio».

Non ci resta che buttarci sulla Via Francigena?

«Conviene prendere una zainetto leggero e farsi un bel giretto: in Italia ci sono percorsi che Santiago se lo mangiano. Meglio questo di turismo che quello delle crociere».

Soprattutto in questi giorni, dopo quello che è successo a Venezia…

«Una follia. Spero ci sia il fermo anche se capisco che dietro ci sarà un business pazzesco. Lo vedo a La Spezia: quando ti arrivano 12 pullman di coreani, io mi arrendo».

La Spezia, la sua città. Come va con la Sampdoria?

«Mi è simpatica ma non ho mai giocato a calcio e non seguo le partite. Il mio agente ha detto a Fabio Fazio che avevo giocato e che ero tifoso ma, in realtà, quello era mio cugino. Io non ci capisco niente, ma vado da lui ugualmente. Anzi, fosse per me le partite dovrebbero chiudere dopo un tempo: durano troppo».

Ultima domanda: qual è il suo percorso ideale tra tutti quelli fatti per la trasmissione?

«Uscire da casa con il cane – gli ho cambiato nome: ora si chiama Tito -, un bastoncino di sambuco, una boccetta di Lexotan in caso di attacco d’ansia e salire a 600 metri sui monti liguri».

In pigiama?

«Sono freddoloso».

di Patrizia Pertuso

Dal blog

patriziapertuso.wordpress.com

«Vi porto a spasso tra i luoghi mistici in Italia con un altro me, monaco»

 

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