Denis Popov, una storia tra calcio, politica e Covid-19

21 giugno 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Denis Popov, Man of the Match

Lo sport sta riprendendo lentamente in tutta Europa e la storia del fine settimana arriva dalla Russia con protagonista Denis Popov.

Una storia di ammonimento sul caos nella nostra vita nel post-COVID.

Quindi, la Premier League russa è ricominciata nel weekend. Ed è ricominciato con uno scandalo enorme e tipicamente sovietico. Ad ulteriore dimostrazione come questo Paese sia ancora ben lontano dalla Democrazia e dell’equità’ dei suoi cittadini.

Un’intera squadra è stata infettata …La squadra è l’FC Rostov. Avrebbero dovuto giocare contro l’FC Sochi.

In qualche modo, non sono riusciti a rispettare le misure di quarantena, qualcuno ha catturato il virus e, al termine del loro ritiro pre-campionato , il Virus si è diffuso nella squadra, facendo andare in tilt la preparazione e (si pensava) la ripresa del campionato.

Cosa sarebbe successo in Europa lo possiamo immaginare, ma cosa è successo invece in Russia?

Il Rostov, che sta lottando per un posto in Champions League, ha chiesto agli avversari previsti, lo Sochi, di riprogrammare la partita.

Sochi è in realtà una squadra di dove vengono mandati i giovani talenti dallo Zenit San Pietroburgo, per svezzarsi e crescere.

Lo Zenit è una squadra di proprietà di influenti elettori e sostenitori di Putin e super favorita per vincere il titolo quest’anno.

Quindi, l’FC Sochi è uscito allo scoperto alla proposta del Rostov e in pratica ha detto: “Questo è il tuo problema, non stiamo riprogrammando nessuna partita”.

La lega si e’ completamente disinteressata del problema (chissà perché?) ed ha permesso che tutto ciò accadesse senza mai intervenire e facendo intendere che la decisione della Dirigenza del Rostov sarebbe stata esaminata in separata sede.

In poche ore era chiaro che sarebbe toccato al Rostov decidere e capire cosa fare.

Tra calcio, politica e Covid

Quello che hanno fatto è decidere di schierare la loro squadra giovanile …

I ragazzi (e in realtà sono bambini: il più grande ha 19 anni, il più giovane ha 15 anni) sono stati avvertiti tre giorni prima che si sarebbero dovuto recare nel sud del Paese per una partita della Premier League Russa!

Nessuno di loro si è allenato da marzo, praticamente hanno solo seguito le lezioni della scuola tramite Zoom per tutto questo tempo.

Quindi, a tre giorni della partita, si sono incontrati, fatto qualche allenamento leggero e si sono recati a Sochi per giocare contro degli adulti e in particolare contro dei professionisti del gioco del calcio.

Una squadra di bambini contro una squadra di adulti, per una partita che valeva un titolo nazionale o perlomeno una qualificazione alle prossime competizioni europee. In uno dei campionati più’ ricchi al Mondo.

Il Paese è rimasto giustamente sconcertato!

Lo Sochi è stato castigato sui social media dall’opinione pubblica e dai tifosi di tutte le squadre di calcio russe, a cui ha risposto con un post su Instagram che mostrava uno scolaro triste che ha fatto andare su tutte le furie tutti quanti..

Un post che cercava d’essere ironico, ma nella fastidiosa maniera russa, dell’immagine perenne del super uomo. Un post scandaloso dello Sochi che prende in giro quelli che chiama “gli studenti”.

La traduzione del post dice:

L’intero Paese farà il tifo per gli Studenti? Una volta eravamo tutti scolari. Oggi giochiamo a calcio. Il campo è a livello. La palla è rotonda. Gioca finché la mamma non ti chiama a casa.

Bello. Simpatici come dieci foglie di ortica infilate dei pantaloni.

Fortunatamente il post e’ stato recepito in maniera negativa dai social russi fino al punto che l’FC Sochi ha dovuto eliminare il post, ma ha ancora insistito sulla partita che doveva comunque essere giocata e che a loro non importava nulla dei Covid-19 che aveva colpito la squadra avversaria.

Niente da fare, si doveva giocare e si e’ giocato.

L’FC Rostov, come nelle migliori favole, ha segnato pochi secondi dopo il calcio d’inizio.

Il loro portiere di 17 anni ha parato un rigore. Nella Premier League Russa, ma alla fine del primo tempo sono sotto: 4-1, il risultato e’ anche meglio di quello che si sospettava.

In Russia, non ci sono storie con finali “alla Hollywood”.

Come una belva in libertà, arriva la tripletta da parte Alexander Kokorin, una spinta clamorosa a un ragazzino che avrà’ almeno 40Kg in meno di lui. L’arbitro non vede e convalida il goal.

Kokorin ha recentemente avuto il tempo, nonostante anche in Russia fosse obbligatorio “stare in casa”, di attaccare ferocemente un uomo in un bar e picchiarlo con una sedia … Poveri ragazzi. Questo e’ quello che hanno davanti.

Quando la squadra di proprietà dei migliori amici di Putin, deve vincere per forza il titolo, l’onestà nello sport è solo per inguaribili romantici.

Come se Sochi avesse bisogno di ulteriori aiuti, arriva anche l’aiuto dell’arbitro ed assegna un rigore inesistente. Il giovane portiere para!

Un eroe, lui sì, Denis Popov, senza dubbio (nato nel 2003!)

Beffa nella beffa e’ che la partita è stata interrotta nel primo tempo per un ringraziamento ai medici che hanno e stanno combattendo contro il Covid-19.

Uno non può’ avere tanta fantasia per inventarsi una storia simile. 

E’ quasi fantascienza.

L’allenatore di Sochi, dopo 70 minuti dall’inizio della partita, con il punteggio di 7-1, ha sostituito tutti i suoi attaccanti, perché “è un tipo benevolo”, senza dubbio..

Ma i fans dello Sochi non devono temere, c’e’ tempo per divertirsi ancora un po’. Non temete, c’e’ tempo per sbeffeggiare lo Rostov per aver presentato i ragazzini.

Arrivano altri 3 goal, finisce 10-1 !

Per chiarire meglio la situazione, l’intero staff dei coach del Rostov non era presente.

Era davvero la squadra dell’Accademia che giocava. Raggiunto per un commento, l’allenatore del Rostov Valeri Karpin ha detto: “Non so nemmeno chi è andato a Sochi. Siamo tutti rinchiusi in quarantena”.

Con questa sconfitta Rostov è fuori dalla corsa per il titolo, Zenit ha un avversario in meno di cui preoccuparsi. Gli amici di Putin stanno festeggiando il titolo quasi in tasca.

Immagino che ne sia valsa la pena, per loro, questa farsa da ex Impero comunista.

Solo in Russia. Sul serio. Solo in Russia.

Per chiarimenti finali: finora, 6 giocatori di Rostov sono risultati positivi, ma l’intera squadra e lo staff di 42 persone sono in quarantena obbligatoria. Ad ogni modo, questi sono i pericoli da correre per riavviare lo sport. Specie in un paese con una storia di negazioni della realtà e abbastanza lenti nel ribellarsi a queste prepotenze.

Il presidente di Rostov ha dichiarato: “Non ho rimpianti. I nostri ragazzi sono stai fantastici, sono stati coraggiosi e sono certo che saranno futuri campioni“.

Dice “nessun commento” sulla decisione di Sochi. Non ha idea di cosa farà la loro squadra nei prossimi due turni di campionato. “Di certo, a questo punto, Non negozieremo più con nessun avversario.”

Il più popolare presentatore televisivo della Russia, Dmitry Guberniyev, ha detto: “Questa partita aumenterà il prestigio del calcio russo a livelli irraggiungibili! Noi e i nostri figli saremo per sempre orgogliosi di questa lotta senza compromessi!”

Cosa volesse dire non e’ chiaro. Un misto di no-senso e patriottismo. Russia.

I numeri della partita sono da record nel calcio professionistico.

45-2 a favore del Sochi. 25 nello specchio della porta.

Il Portiere dell’FC Rostov ha concesso 10 goal ed è stato nominato Man of the Match.

Ed è confermato: il 2003, Denis Popov, ora ha un record nel campionato Russo per i 15 salvataggi in una partita.

testo e foto di Massimo Usai

www.massimousai.com

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