Diritto di visita del minore – La parola all’Esperto

16 gennaio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Diritto di visita del minore e nuovo partner

Salve a tutti e ben ritrovati. Anche per questo numero ho potuto constatare come le richieste di Voi lettori si siano maggiormente incentrate sulle problematiche relative ai rapporti familiari.

L’argomento che andremo ad approfondire, riguarda la circostanza che si verifica ogni qualvolta, a seguito della cessazione del rapporto affettivo tra le parti e la ricostituzione di un nuovo nucleo familiare, si ponga il problema di come/quando/se i figli possano relazionarsi con il nuovo partner dell’uno o dell’altro genitore.

E’ sempre più frequente, difatti, che in sede di regolamentazione dei rapporti personali, o successivamente alla stessa, i genitori si trovino nella necessità di richiedere la possibilità che i propri figli possano vedere il nuovo partner. Ovvero, in caso contrario, di esprimere il proprio rifiuto chiedendo sempre al Giudice competente che sta trattando eventualmente la regolamentazione della cessazione del rapporto (sia esso separazione, divorzio o convivenza more uxorio) di limitare il diritto di visita dell’altro genitore alla sua sola presenza non consentendo, dunque, anche la presenza del nuovo compagno/a.

Su tale problematica è frequentemente intervenuta la Suprema Corte, non da ultimo, in una recente sentenza a chiarimento di tale punto.

I Giudici hanno difatti stabilito come, il regime del diritto di visita del genitore separato con i figli, non possa prevedere il divieto che, agli incontri, sia presente anche il nuovo partner dell’altro genitore.

Più precisamente, si deve ritenere che se e soltanto se, la nuova relazione abbia assunto un sostanziale carattere di stabilità, la conoscenza del nuovo compagno/a non possa essere vietata né, tanto meno, possa avere effetti negativi sullo sviluppo psico-fisico dei figli.

Ovviamente, a sommesso parere di chi scrive, è altrettanto evidente come tale decisione non possa di certo risolvere il quotidiano problema della conflittualità che insorge tra le parti ove vi sia una nuova figura adulta da accettare accanto ai propri figli. Né, tanto meno, può esaurire i diversi aspetti che ogni singolo caso richiede e, per il quale, è sempre necessario espletare un esame attento e scrupoloso, proprio per non pregiudicare il diritto di alcuno.

Sempre più frequente a tal fine è il supporto che i genitori ( con mia immensa soddisfazione devo dire congiuntamente) decidano di rivolgersi ad uno psicoterapeuta specializzato proprio per entrare in possesso degli strumenti migliori e più idonei al fine di accompagnare gradatamente, e senza traumi, i figli minori all’ingresso di figure adulte nuove.

Anche in tali ipotesi, pertanto, è doveroso considerare, quale unico obiettivo, quello di ristabilire, in ogni singolo caso concreto, una situazione regolare del nuovo sistema familiare assicurando, non solo ai figli ma anche agli adulti, un clima di serenità e di benessere funzionale all’instaurarsi di rapporti che, ovviamente, con l’ausilio del tempo e della collaborazione di ciascuno, devono tendere alla serenità e all’equilibrio a protezione di tutti i suoi componenti.

Avv. Federica Lorenzetti

 

 

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