Dissesto Idrogeologico e Ambiente Municipio X

22 gennaio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Dissesto idrogeologico e ambiente, una sfida per tutti

Alessandro Ieva, l’intervista Parte II

Il vice Presidente Alessandro Ieva questa volta affronta un tema particolarmente sentito nel nostro territorio.

Assessore Ieva, la volta scorsa abbiamo affrontato con lei argomenti di sua competenza quali l’ambiente, il decoro urbano, la sicurezza e abbiamo sfiorato l’argomento rifiuti. Ha annunciato l’apertura di due isole ecologiche che andranno ad aggiungersi alle due già esistenti. Ci sono altre novità?

Sono in corso le istruttorie per la realizzazione di due nuovi centri di raccolta con annessa una piccola officina in località Axa-Malafede e Infernetto.

Questa Amministrazione, inoltre, sta promuovendo e valorizzando, attraverso un’attività di prevenzione e contrasto alla criminalità diffusa e predatoria e di tutela ambientale, l’installazione di sistemi di videosorveglianza sul territorio cittadino. Ciò al fine di innalzare i livelli di sicurezza nel tessuto urbano nelle aree maggiormente interessate da situazioni di degrado e illegalità. In questo modo cercherà di contrastare fortemente il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti con il posizionamento di fototrappole.

È bene ribadire che ognuno deve fare la sua parte, sia l’Amministrazione, sia i cittadini. Solo così potremo migliorare il nostro territorio.

La delega alla sicurezza riguarda anche quella idraulica. Un argomento che nel Municipio X è di grande rilevanza, considerando il tipo di territorio, l’abusivismo e i cambiamenti climatici.

Questo è un tema al quale da anni mi sono dedicato come cittadino volontario e che da Assessore ho potuto affrontare con maggior incisività.

Tra i primi atti di Giunta, oltre alla Delibera per l’istituzione del Tavolo Tecnico per il Dissesto Idrogeologico del X Municipio, c’è la Direttiva che riguarda il censimento delle strutture di canalizzazione delle acque piovane, dei manufatti fognari, degli impianti di sollevamento, di fossi e cunette e pozzetti assorbenti, su cui i tecnici stanno lavorando per arrivare ad avere dati georeferenziati. Uno strumento che ritengo essenziale per la programmazione finanziaria degli interventi.

La rete di bonifica del territorio del Municipio X, che le opere di fine ‘800 hanno consentito di liberare la terra dalle stagnanti paludi costiere, è costituita da canali di acque alte, medie e basse che, a gravità o tramite sollevamento meccanico, terminano nel Mar Tirreno o nel Fiume Tevere.

Il drenaggio delle aree ubicate a quote più elevate è assicurato dal Canale Palocco e dai suoi influenti; il drenaggio delle aree a quote intermedie è invece assicurato a gravità nel Mar Tirreno dal Canale Dragoncello, Canale della Lingua e Canale dei Pescatori. Le aree depresse invece sono drenate attraverso gli impianti di sollevamento di Stagni, Bagnolo e Tor San Michele.

Nel corso del ‘900, le aree agricole del Municipio, sono divenute zone di lottizzazione abusiva prima e regolamentata poi.

L’urbanizzazione non ha tenuto conto del progressivo aumento del livello di rischio idraulico che si stava generando sul fragile equilibrio morfologico del territorio del Municipio X e neppure con il nuovo Piano Regolatore del Comune di Roma, approvato nel 2008, è stato preso in considerazione il livello di criticità e stress, a cui il territorio era sottoposto. Tanto è vero che, il nuovo P.R.G. prevede ulteriori 6 milioni di metri cubi di volumetrie da realizzare nei prossimi anni.

In che modo sta affrontando il tema?

Portando in Giunta e in Consiglio indirizzi utili; destinando fondi per i lavori di competenza municipale, collaborando e sollecitando gli enti competenti a predisporre interventi di mitigazione del rischio idraulico, un tema divenuto nel tempo un dramma in cui concorrono cause diverse ma sempre di matrice antropica.

La riduzione della permeabilità dei terreni, compromessa dall’urbanizzazione; l’insufficienza dei canali di bonifica a trasportare le piene defluenti nel reticolo idrografico; l’assenza di sistemi di drenaggio urbano per le acque meteoriche in molti quartieri. La gestione mista delle acque chiare-nere, sono tutti elementi che ormai confondono addirittura le ragioni del tipo di dissesto.

La mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico nel X Municipio è un tema che deve essere affrontato con serietà e competenza, affinché gli sforzi e le risorse impegnate massimizzino l’efficienza dei risultati, evitando la realizzazione di opere e interventi inutili.

Serve principalmente agire prioritariamente su quattro ordini di azione:

  1. Corretta pianificazione urbanistica compatibile con le criticità idrauliche, per le nuove edificazioni, non più revocabili;
  2. Realizzazione di corrette opere strutturali di mitigazione del rischio sul reticolo idrografico;
  3. Implementazione e attuazione dei Piani di Emergenza per il contenimento del danno dovuto al reticolo idraulico;
  4. Miglioramento, manutenzione ed efficientamento del sistema di drenaggio urbano.

 

Lo Studio per il Risanamento Idraulico dei bacini delle Acque Basse Medie e Alte dell’area di Roma sud e individuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idraulico nell’area oggetto di studio, commissionato dal Comune di Roma all’Università degli Studi Roma Tre Dipartimento di Ingegneria, ha individuato le criticità idrauliche presenti nel territorio municipale. Ha aggiornato il quadro conoscitivo di quanto già mappato dal Decreto Segretariale 58/2016 dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale e individuato un set di interventi e misure strutturali per la protezione dei beni esposti a probabili eventi alluvionali dell’intero reticolo idrografico di bonifica. Questo è stato individuato come il più importante intervento previsto sul Bacino delle Acque Alte la realizzazione di una cassa d’espansione in destra idraulica del Canale Palocco con sfioratore d’ingresso immediatamente a valle dello sbocco dell’Influente D.

 

 

A proposito di competenze, in questo campo cosa può fare il Municipio?

L’Amministrazione municipale ha solo competenze di manutenzione sulle pochissime fognature di acque di pioggia e relative caditoie nell’entroterra e sui pozzetti assorbenti presenti nella parte litorale (Ostia). A queste infrastrutture si aggiunge anche la manutenzione delle scoline laterali delle strade in manutenzione. Tutte le altre infrastrutture sono in carico al Dipartimento SIMU di Roma Capitale, al CBTAR e ad Acea Ato2.

Come previsto dalla normativa vigente, per poter accedere con priorità ai finanziamenti governativi, gli interventi devono essere presenti nella piattaforma ReNDis-ISPRA, per questo siamo particolarmente soddisfatti per aver dato impulso alla Regione Lazio, già dal luglio 2018, affinché procedesse all’inserimento sulla Piattaforma ReNDiS l’intervento denominato Cassa di espansione sul canale Palocco e sovralzo arginale in dx e sx idraulica del canale Palocco per un importo complessivo di € 8.187.000,00” per la salvaguardia idraulica dell’Infernetto.

 

E per gli allagamenti?

Le fognature bianche e miste, unitamente ai canali minori generano allagamenti sulle aree scolanti quando il reticolo di canali principali e idrovore (ex bonifica) in cui si immettono, non riescono a smaltire le acque nei due corpi recettori finali: il Tevere (impianto idrovoro di Bagnolo e di Tor San Michele, e Fosso del Fontanile) da una parte e direttamente in mare dall’altra (foce canale dei Pescatori e canale Palocco).

Come è noto, gran parte del Municipio X risulta sensibile ai fenomeni esondativi di questo reticolo di canali di bonifica realizzati dai ravennati, è bene ricordarlo, per scopi agricoli in un contesto di utilizzo dei terreni sicuramente idraulicamente meno impegnativo rispetto allo sviluppo antropico attuale come si evince dalla progressiva invasività delle aree urbanizzate rappresentate in rosso nelle mappe a confronto sotto riportate.

Il progressivo inserimento dei nuovi insediamenti abitativi, in assenza di una adeguata programmazione delle relative opere di urbanizzazione primaria, ha comportato importanti sovraccarichi idraulici per lo smaltimento delle acque meteoriche, determinando, oltre ai ciclici allagamenti nelle aree orograficamente più esposte, un aumento delle portate e quindi, arrivano ai canali emissari maggiori volumi d’acqua in terreni una volta agricoli e quindi permeabili oggi cementificati e quindi impermeabili.

Ritengo essenziale il provvedimento del Ministero dell’Ambiente che ha finanziato un nuovo stralcio del fondo di rotazione per la progettazione di interventi contro il dissesto idrogeologico, di cui al D.P.C.M. del 14/07/2016, assegnando circa 20 milioni di euro a quattro regioni italiane, tra queste la Regione Lazio per 11 progetti per un totale di 1,92 milioni di euro e di oltre 800 mila euro per la progettazione della messa in sicurezza di alcuni fossi e canali nel Comune di Roma.

La Capitale viene finanziata con la progettazione di 7 interventi per un importo complessivo di circa 800 mila euro per la progettazione della messa in sicurezza di alcuni fossi e canali, corrispondente a un valore di interventi pari a poco più di 42 milioni di euro e che fra questi è stata finanziata la progettazione di 4 interventi ricadenti nel Municipio X per un importo di 370 mila euro, a valere su interventi che cubano complessivamente 30 milioni di euro. L’attuazione della progettazione degli interventi resta in capo al Presidente della Regione che, in qualità di commissario di Governo, attiva le procedure previste dal Codice degli Appalti in materia di progettazione di opere pubbliche.

 

Costruzioni abusive, cambiamenti climatici, comportamenti illeciti dei cittadini. Tutto influisce in questo ambito.

Ed è per questo che non finiremo mai di sottolineare quanto siano importanti i singoli che formano una comunità.

Certo quando ci si trova dinanzi a fenomeni atmosferici eccezionali come quello dell’ottobre 2011, che portò alla morte di un uomo a causa dell’esondazione di uno dei canali principali del sistema idraulico: il Canale Palocco.

O ancora come quando nel gennaio 2014 ci fu l’esondazione di un canale pensile nella zona Stagni, provocata dal cattivo funzionamento delle paratie e delle idrovore, ogni prevenzione è superata. Proprio a seguito di questi tragici fatti è stato appurato che dalla perimetrazione ufficiale, il nostro territorio non risultava a rischio allagamenti.

Questo perché era stata presa in considerazione soltanto l’ipotesi di una piena del Tevere. La zona quindi identificata a rischio era solo quella dell’Idroscalo.

Presa coscienza di questo, e a seguito di una protesta popolare di cui ho fatto parte come ex Coordinatore del Coordinamento Sicurezza Idraulica del X Municipio, si è giunti al PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) la cui attivazione a livello locale ha portato in primo piano, come crediamo sia giusto, la voce dei cittadini.

Da qui, una serie di provvedimenti amministrativi che hanno fatto da prologo allo studio dell’Università Roma Tre sulle acque Alte, medie e basse.

 

Assessore Ieva, è possibile recuperare il nostro territorio?

La sicurezza idrogeologica passa anche attraverso la pianificazione del territorio, le infrastrutture, un trasporto pubblico non inquinante (metro e tram) e riducendo il consumo del suolo. Dal punto di vista idraulico, risanare un Municipio come questo, devastato da una folle urbanizzazione che non ha tenuto conto delle fragilità morfologiche del territorio, costerà caro a tutti i cittadini, infatti, lo studio del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre prevede 110 interventi la cui realizzazione richiede un finanziamento di oltre 150 milioni di euro solo per il territorio del X Municipio di Roma Capitale per una manutenzione annuale di 800.000 euro.

Il futuro è sicuramente nella sfida ambientalista e nel senso di responsabilità ad ogni livello. Sfide e comportamenti che riguardano tutti. Nessuno escluso.

di Emanuela Sirchia

Se vuoi leggere la prima parte di questa intervista, sul decoro, il verde e la sicurezza

Alessandro Ieva, intervista – parte 1

 

 

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