La vita speciale di un dogo argentino

6 marzo 2019 | commenti: Commenta per primo |

Una storia d’amore fuori dal comune: il dogo argentino Mortimer e Francesca.

Benvenuti Signore e Signori a questo faccia a faccia, scontro tra titani (o meglio titane!).

Le nostre protagoniste di oggi sono: da una parte Naya, meglio conosciuta nell’ambiente come “Mortimer”, di quasi 10 anni, dogo argentino, affetta da sordità dalla nascita; dall’altra Francesca, educatrice cinofila e compagna di vita di Mortimer, di 31 anni, educatrice cinofila attiva nel settore dei rescue di Dogo Argentino e molossi in generale (v. Tablet QUI).

Non ci troviamo, come starete pensando tutti, in uno studio televisivo. Siamo invece nel centro cinofilo LiberaMente di Manerba del Garda, gestito da Francesca Maculan.
Ma andiamo al dunque. Faremo la stessa domanda ad entrambe, e vediamo cosa ne viene fuori!

Elena: Com’è stato il vostro primo incontro? Amore a prima vista?

Mortimer: In realtà stavo dormendo, quando Francesca è entrata nel mio box, diciamo che ha reso subito chiaro che avrebbe passato la vita a disturbare le mie innumerevoli ed impegnative attività… A parte questo, non è stato semplice per me all’inizio farmi capire da lei, ma l’ho addestrata velocemente.

Francesca: Sì, era una palletta con due occhi enormi e profondi: impossibile non innamorarsene! Quando sono entrata nel suo box stava dormendo in disparte, gli altri cuccioli e la mamma si sono agitati al mio arrivo, ma lei non si è accorta di nulla, essendo sorda, e questo mi ha fatto una tenerezza infinita.

Mi è stato detto che l’avrebbero soppressa nel giro di qualche giorno, non potendola vendere, mi è stata messa in braccio e da lì non è scesa fin quando siamo arrivate a casa!

Elena: Mortimer sei un dogo argentino, appartieni quindi ad una razza di cane molossoide importante per taglia e temperamento. Ci sono state difficoltà al tuo arrivo a casa di Francesca?

Mortimer: In effetti credo non fossero preparati a tante cose che ho portato con me, entrando nella loro vita. Io ero una furia, avevo contratto la parvovirosi in allevamento ed ho iniziato a stare male appena arrivata a casa, ho girato non so quanti veterinari odiosi, che mi facevano cose terribili con la scusa del “è per il tuo bene”, e alla fine ne sono uscita, grazie alla mia incontenibile voglia di vivere!

Francesca: Mortimer, stai un po’ esagerando: i veterinari volevano davvero aiutarti!

Mortimer: Silenzio, donna!

Francesca: Vabbè, avrete capito che Mortimer è un tipino particolare! Quando ho deciso di portarla a casa credevo il problema principale sarebbe stato comunicare con lei: come avrei richiamato un cane che non poteva sentirmi? Come le avrei insegnato tutte quelle parole che usiamo normalmente con i cani? Come percepisce il mondo un cane sordo? Come avrei potuto farne parte?

Ben presto ho capito che la sordità sarebbe stata l’ultimo dei nostri problemi, che avevo davanti un cane complicato, sì, ma perfettamente in grado di comprendermi ed interagire. Il suo carattere impetuoso mi ha portata spesso al limite della pazzia! Molto testarda, con una personalità talmente ingombrante che quasi non ci sta in una stanza.

Una cagna che non ha mai fatto niente per rendermi le cose semplici, ma devo dire che questa è stata una grande occasione per me.

Elena: Com’è il rapporto con gli altri membri della famiglia? E con i cani che frequentate per via del lavoro di Francesca?

Mortimer: Intendi i miei dipendenti?

Francesca: Mortimer, non siamo i tuoi dipendenti! Siamo la tua famiglia!

Mortimer: Certo, comunque, la mia persona preferita è il mio padre umano: lo manipolo come mi pare, ottengo tutto quello che voglio con qualche moina e gli ho insegnato a sbucciarmi e tagliarmi a spicchi le mele.

Madre è quella che mi protegge sempre da tutto e tutti, la mia cuoca personale, la mia infermiera, la mia grattatrice quando ho un prurito dove non arrivo a grattarmi e anche quella, devo ammetterlo, che ha sempre preteso per me rispetto. Poi c’è la manica di imbranati: i miei fratelli cani, siamo in quattro e ovviamente io sono la più intelligente e la più bella.

Francesca: Dai basta, Mortimer!
Dunque, Mortimer è un cane piuttosto prepotente, gli altri cani non la amano troppo, di solito. In casa nostra c’è una gestione attenta, per garantire la serenità di tutti, ma lei è, senza ombra di dubbio, un cane che vivrebbe benissimo anche da sola. Poi ti sorprende con sporadici gesti di gentilezza nei confronti di cani sconosciuti, dove per “gentilezza” intendo che non li minaccia.

Elena: Quanto ha influito il lavoro di Francesca (educatrice cinofila Gentle Team) sulla vostra relazione?

Mortimer: Sono felice che faccia questo lavoro perché ci permette sempre di trovare il migliore compromesso in ogni situazione, certo… tornasse a casa senza l’odore di altri cani, sarebbe meglio!

Francesca: Credo che il mio lavoro ci abbia salvate, ci abbia permesso di avvicinarci moltissimo e di capirci davvero. E’ stata la chiave per superare anche i momenti più complicati, senza prendere scorciatoie come la coercizione, che con cani difficili non è così inusuale.

Elena: Che consigli sentite di dare a chi vuole adottare un cane molossoide, sia esso un dogo argentino, un pitbull, un amstaff od altro? Ci vogliono particolari cautele?

Mortimer: Siamo cani pieni di contraddizioni, NON siamo sempre delle macchine da guerra: spesso vogliamo solo qualcuno che ci dica che possiamo lasciarci andare ed essere semplicemente cani.

Francesca: Il consiglio che posso dare è di non fermarsi ai luoghi comuni che si sentono su questo tipo di cani, di informarsi bene, di valutare attentamente se siano il genere di compagno adatto alla propria famiglia, di considerare attentamente quanto tempo e voglia di lavorare si ha, perché loro di impegno ne richiedono molto, molto più che altre razze.

E di mettere in conto un periodo di circa 3 anni, se si sceglie un cucciolo, di sacrificio e pazienza, però ne vale la pena… è come vivere con delle persone, tanta è la loro personalità.

Elena: Un’ultima domanda. Mortimer, cosa pensi di Francesca? E viceversa, Francesca cosa pensi di Mortimer?

Mortimer: Penso di averle cambiato la vita, di averla migliorata, arricchita. Come sempre tutto il lavoro devo farlo io, ma le voglio bene.

Francesca: Penso che abbia ragione, come sempre. E che sia una pazza furiosa, decisamente la mia pazza furiosa preferita.

Elena: E con questa conclusione, direi che possiamo restituire la linea allo studio. Ciao amici lettori di Tablet!

di Elena Cannella e Francesca Maculan

foto di Francesca Maculan

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