Dolore al ginocchio, povero runner!

10 gennaio 2018 | commenti: Commenta per primo |

Dolore al ginocchio, croce del corridore!

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Dolore al ginocchio e il runner si deprime, con un’amarezza che prima o poi capita a tutti. Un ‘oggetto’ del proprio corpo che spesso ci sembra estraneo, non possiamo sapere cosa accade dentro e spesso anche il medico deve sudare sette camicie per una corretta diagnosi. Mi fa male qua, sento dolore dentro, di lato, mi sciacqua, ho sentito un ‘tac’…. sono solo alcune delle affermazioni dei podisti.

Il primo punto da capire è che le nostra ginocchia non solo ci sostengono, ma sono anche soggette a ripetute sollecitazioni, sia nella vita comune, che a maggior ragione nella corsa.

Dicevamo delle difficoltà delle diagnosi, che spesso occorrono di un conforto degli esami strumentali in quanto il problema può essere osseo, cartilagineo, legamentoso, tendineo o meniscale.

Se non c’è stato un trauma distorsivo o peggio, se non è occorso un infortunio chiaro, si tratta di una dolorosità che aumenta nel tempo. La sindrome più comune del podista è infatti quella che comporta un dolore laterale, che comincia dopo qualche chilometro ed aumenta costantemente fino a costringere ad uno stop forzato. Poi con il riposo sparisce ma ricompare alle prime sedute, appunto, già di una media distanza.

La sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS)

Si tratta della ITBS, la sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS) dovuta principalmente al fatto che la bandelletta (il tendine) striscia con l’epicondilo laterale del femore. Questa frizione tra tessuto connettivo, il primo, e osseo, il secondo, è dovuta al movimento ripetuto di flessione ed estensione che il nostro ginocchio normalmente attua.

Le cause:

Spesso la sindrome si manifesta con l’aumentare dei chilometri, magari avete cominciato allenandovi per le piccole distanze ma l’appetito vi ha portato a distanza maggiori ed ora il vostro ginocchio comincia a soffrire il carico di lavoro.

Oppure il ginocchio non sta lavorando correttamente, il che può essere dovuto da un problema posturale o da percorso di allenamento (in discesa o non regolare) o anche semplicemente da scarpe (mal) consumate. Fino ad arrivare al gluteo, spesso sottovalutato nel suo stretto legame con tutta l’articolazione. In questo caso è il gluteo medio che deve essere rinforzato.

Talvolta anche un aumento di peso, ma anche una rapida diminuzione dei chili, possono essere alla base di un cattivo lavoro del nostro ginocchio e della cara bandelletta.

La prevenzione:

Oltre a cambiare le scarpe usurate, tra le prime raccomandazioni c’è quella di applicarsi in sedute didolore al ginocchio 1 stretching quotidiane, anche per pochi minuti, che si focalizzino naturalmente sugli arti inferiori, dal bacino, all’anca fino a ginocchia e flessori. E con esse anche un po’ di ginnastica posturale.

Il secondo consiglio è di non esagerare con il chilometraggio aumentandolo drasticamente. Gli ‘allenatori bravi’ vi diranno di non superare mai il 5% dell’uscita precedente e probabilmente è un ottimo metodo. Ma aggiungiamo di cercare di correre sempre su superfici piane, adatte anche alle calzature.

Ed infine come accennavamo, un ottimo lavoro sul muscolo medio del gluteo, saprà darvi conforto per molti e molti chilometri, youtube in questo senso è ricco di spiegazioni, noi vi consigliamo questi semplici esercizi.

La cura:

Se invece ormai è troppo tardi, capite ormai da soli che dovete fermarvi e riposare. Ma dopo ghiaccio (anche se il ginocchio non è gonfio) e massaggi, se l’infiammazione non è acuta potete già cominciare con del leggero stretching ed un piccolo potenziamento del muscolo.

Se il dolore non è passeggero, da evitare comunque il fai da te e per non ottenere una ricaduta è auspicabile rivolgersi al medico che potrà anche prescrivervi una prima cura a base di antinfiammatori. Saprà poi procedere con un piano di recupero prima e di allenamento poi, per supportare e non solo sopportare, il nostro diabolico ginocchio.

di Lorenzo Sigillò

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Le immagini Pixabay appaiono in Creative Commons CC0

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