DREAM. L’Arte del Sogno

13 marzo 2019 | commenti: Commenta per primo |

Dream. L’arte incontra i sogni’. Chiostro del Bramante sino al 5 maggio 2019

©B. Donzella

Un sogno a occhi aperti, o meglio, il sogno sognato da un artista. Che a raccontarlo diventa già una nuova storia.

Questa è Dream. L’arte incontra i sogni, la mostra allestita al Chiostro del Bramante e visitabile sino al 5 maggio 2019.

Giochi d’ombre, grovigli di linee in bianco e nero, simboli e oggetti che si svestono del proprio significato per lasciar presagire altro. Ogni opera è come un viaggio nella personalità dell’artista che esplora le pieghe della sua mente e del suo animo.

Statue volto di due donne in marmo

©B. Donzella

L’esposizione è un viaggio coinvolgente e suggestivo che permette al visitatore di lasciare dietro di sé la realtà ed entrare in contatto con l’inconscio e la propria dimensione astratta e spirituale.

Dream completa la trilogia, ideata e curata da Danilo Eccher per Chiostro del Bramante, iniziata con Love (2016), proseguita con Enjoy (2017). Tre grandi mostre dedicate alle più intime emozioni dell’uomo, rappresentate grazie alle tante poetiche dell’arte contemporanea, tre panorami capaci di esplorare i sentimenti dell’anima: dall’ambiguità dei desideri alle più esaltanti gioie sino all’inconscio.

ingranaggio di ororlogio appeso a filo

©B. Donzella

Dream è la rappresentazione dell’idea di sogno, una dimensione altra che trascende la fisicità della percezione per accedere nei territori dell’emozione, dell’incanto, della poesia“, come racconta lo stesso curatore.

I grandi protagonisti dell’arte contemporanea si rivelano attraverso opere intime e visionarie site-specific, che si alternano a lavori ripensati per gli spazi del Chiostro del Bramante, in un percorso che, grazie al coinvolgimento diretto degli artisti, diventa un’unica narrazione.

Dream è un racconto corale che porta la firma di Jaume Plensa, Anselm Kiefer, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Christian Boltanski, Doris Salcedo, Henrik Håkansson, Wolfgang Laib e poi ancora, Claudio Costa, Kate MccGwire, Anish Kapoor, Tsuyoshi Tane, Ryoji Ikeda, Bill Viola, Alexandra Kehayoglou, Peter Kogler, Luigi Ontani, Ettore Spalletti, Tatsuo Miyajima, James Turrell.

Nel centro del chiostro rinascimentale, circondati da pareti ornate da monumenti sepolcrali di fine Quattrocento e lunette che accolgono delicati affreschi con storie della vita di Maria, si distinguono due imponenti volti femminili con gli occhi socchiusi uno accanto all’altro e paiono pensare a qualcosa di lontano (J. Plensa).

fili con appesi centinaia di ingranaggi di orologi

©B. Donzella

Nella prima sala, una donna galleggia sospesa tra sonno e veglia (B. Viola) a cui si segue, una duna di sabbia, una stanza invasa da fasci di sterpi, luci e ombre di figure danzanti.

Una passerella conduce oltre un albero dalle radici sospese (H. Håkansson), accanto a camicie di seta leggera trafitte da migliaia di piccoli spilli e ricordi (D. Salcedo) fino a sculture di legno, ferro e ossa (C. Costa).

Dall’oscurità si passa poi in un’altra dimensione, sotto una pioggia d’oro fatta d’ingranaggi d’orologio sospesi, come attimi di futuri possibili, presenti o passati accaduti o possibili (T. Tane), mentre il suono ritmico di un cuore ridona la dimensione del cosmo (R. Ikeda).

foresta realizzata con fili di lana

©B. Donzella

Per accedere al piano fisico superiore, bisogna attraversare la soffice caverna di lana e pitture rupestri di Alexandra Kehayoglou (What if all is, 2018) che sembra ricordare l’immaginario surreale del film “L’arte del sogno” (del regista francese Michel Gondry), in cui il protagonista vive ad occhi aperti il proprio mondo interiore, popolato da rudimentali macchine del tempo che portano indietro di solo due secondi e artigianali pupazzi e oggetti, fatti di lana infeltrita e legno.

Lasciando la natura materica e rigogliosa si arriva ad uno dei lavori più enigmatici e affascinanti “Untitled” (2018) di Peter Kogler, uno sfondo illusorio di linee nere in continuo movimento, che avvolge le pareti e il soffitto di un lungo e spigoloso corridoio, che sembra trascinarti in un labirinto di computer grafica.

Questo caleidoscopio di opere è legato dal suono delle parole dello scrittore e sceneggiatore Ivan Cotroneo, interpretate da 14 voci di attori italiani.

linee curve che riempino una stanza

©B. Donzella

Valeria Solarino, Valentina Cervi, Matilda de Angelis, Marco Bocci, Simona Tabasco, Giuseppe Maggio, Matteo Oscar Giuggioli, Alessandro Roja, Alessandro Preziosi, Angela Baraldi, Brando Pacitto, Isabella Ferrari, Giulia Bevilacqua e Cristiana Capotondi sono i narratori dei 14 i racconti inediti ispirati ai lavori esposti, che fanno parte del progetto “Le voci del sogno” e accompagnano il pubblico, attraverso un’audioguida, per immergersi nella mostra Dream.

Una speciale audioguida è stata, inoltre, pensata appositamente per i più piccoli.

Un progetto ideato e realizzato da Antenna International e dedicato ai più piccoli che ha come protagonisti gli “Esplorasogni”, un gruppo di quattro ragazzini che accompagna i giovani visitatori alla ricerca dei bei sogni, per risolvere i problemi di insonnia degli adulti.

Al termine di questo suggestivo percorso espositivo, il visitatore può condividere i propri sogni, scrivendoli su un post-it colorato lasciato sulla grande bacheca dei Dreamers, con la possibilità di condividerli, insieme agli altri centinaia di sogni, con l’hashtag #chiostrodream.

Testo di Barbara Donzella

 

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