Drink e cinema

27 febbraio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Drink e cinema. Un binomio perfetto

 

 

DRINK: GHINO 
(ispirato al film “Hammamet”, di Gianni Amelio, 2020)
BARMAN: Antonio Tittoni, bar manager e proprietario del Depero Club di Rieti

 

INGREDIENTI:

45 ml Vermouth Del Professore Classico infuso ai lamponi

45 ml VII Hills Italian Dry Gin

7,5 riduzione di bitter rosso all’arancia

4 drops bitter ai chiodi di garofano

rim di cioccolato bianco ai petali di fiori

oro edibile in polvere

Bicchiere: Old Fashioned
Garnish: polvere d’oro edibile e un lampone

PREPARAZIONE:
Raffreddare il bicchiere con ghiaccio, versare tutti gli ingredienti all’interno di un mixing glass e stirrare con ghiaccio, quindi versare su un cubo di ghiaccio in bicchiere Old Fashioned precedentemente bordato con cioccolata bianca sciolta a bagnomaria con una piccola quantità di latte e aromatizzata con liquore alle rose. Guarnire con polvere d’oro edibile e un lampone adagiato sul cubo.

 

ISPIRAZIONE:
Drink ispirato alla nuova avventura cinematografica di Pierfrancesco Favino, “Hammamet”,  dove veste i panni di Bettino Craxi, nei suoi ultimi sei mesi di vita e che fu soprannominato da Eugenio Scalfari “Ghino di Tacco”, brigante ‘gentiluomo’ toscano del tredicesimo secolo che aveva l’abitudine di lasciare alle sue vittime sempre qualcosa di cui vivere. Questo drink vuole essere un omaggio a uno dei personaggi più discussi e controversi della recente Storia della Politica italiana.

Il drink, composto da una riduzione di bitter rosso con scorze d’arancia, fino a raggiungere metà del suo volume, che legano Craxi alla sua città natale e al teatro – la corte di Milano –  dei suoi ultimi atti. Il VII Hills, gin romano che riporta Craxi al periodo in cui fu Primo Ministro e all’apice della sua carriera, mentre il Vermouth Del Professore classico infuso al lampone liofilizzato, realizzato utilizzando sifone per panna e due cariche di N2O, con 4 gocce di bitter ai chiodi di garofano e bordatura del bicchiere al cioccolato bianco e liquore alla rosa.

Il tutto servito su ice cube, polvere di oro edibile, a simboleggiare uno dei momenti più bui della sua vita: il celebre episodio del lancio delle monetine all’uscita dell’Hotel Raphael di Roma.

 

DRINK: CAN BE SWEET
(ispirato al film ‘Toro Scatenato’ di Martin Scorsese, 1980)

BARMAN: Alessio Giovannesi, Head Bartender del Ristorante Baccano di Roma, entrato in 70ma posizione nella classifica del The World’s 50 Best Bars 2019

INGREDIENTI:
45 ml Maker’s Mark bourbon infuso al dattero
45 ml Vermouth Del Professore
3 gocce angostura bitter
3 gocce Peychaud’s bitter

 


Bicchiere
: coppetta
Garnish: amarena

PREPARAZIONE:
Per il Maker’s Mark bourbon infuso al dattero, lasciare riposare 200 gr di datteri in una bottiglia di bourbon per 12 ore e filtrare. Quindi, con la tecnica dello Stir and Strain versare e mescolare tutti gli ingredienti in un mixing glass pieno di ghiaccio per dare la giusta diluizione, fare in modo che il drink arrivi alla giusta temperatura e versare in una coppetta, con un side di amarena.

 

ISPIRAZIONE:

Il drink, ispirato alla vera storia del pugile di italiano Jake La Motta, campione del mondo negli anni Cinquanta e interpretato magistralmente da Robert De Niro, è di fatto un twist sul Manhattan Cocktail. Il cocktail si chiama ‘Can be sweet’ perché, come nel film, la vita può offrire mille opportunità, ma se non si ha la costanza di mantenere tale fortuna, può diventare un’arma a doppio taglio e La Motta ne è l’esempio, con il suo stile di vita. Citando Shakespeare, ‘il mondo intero è un palcoscenico’.

 

 

DRINK: CHIACCHIERE E DISTINTIVO
(ispirato a The Untouchables – Gli Intoccabili, di Brian De Palma, 1987)

BARMAN: Gianluca Amato

 

INGREDIENTI:

50 ml Gin del Professore Monsieur
20 ml Vermouth Mancino Amaranto
10 ml Vermouth Dry Oscar.697
5 ml Liquore di Maraschino Pallini
1 dash di Boker’s bitter

Bicchiere: coppetta
Garnish: twist di arancia

PREPARAZIONE:
In un mixing glass precedentemente ben raffreddato versare tutti gli ingredienti in ordine di ricetta. Quindi, stirrare e filtrare in coppetta ben ghiacciata e guarnire con un twist di arancia.

ISPIRAZIONE:
Versione moderna adottata dal Savoy Hotel di Londra, una variante del Martinez, considerato il Padre di tutti i Martini, creato in piena era speakeasy da Jerry Thomas, quando si trovava presso il bar dell’Occidental Hotel di San Francisco, il barman più famoso della storia. L’ispirazione di Gianluca Amato nasce dalla sua grande passione per i gangster’s movie americani e per la stima nei confronti di due dei quattro protagonisti del film, Robert De Niro e Sean Connery.

Al primo, Amato ha anche avuto l’onore di preparare un Dry Martini mentre era seduto per un aperitivo all’Hotel de Russie di Roma, dove lavorava. Anche Sean Connery viene associato a un fatto personale del barman, l’aver vissuto in Scozia, al Gleneagles Hotel nel Perthshire, dove ebbe l’occasione di incontrare proprio l’attore scozzese, tra gli invitati a un matrimonio. “Lo ricordo vestito con il kilt e il suo Sporran nello stile delle Highlands, mentre ballava egregiamente”.

Una passione per le interpretazioni di Connery, dal suo James Bond – “il migliore in assoluto della saga” al poliziotto incorruttibile irlandese Jimmy Malone che da la caccia allo spietato Al Capone nel capolavoro di Brian De Palma.

Una versione twist del Martinez, quindi, di cui oggi esistono molte versioni differenti, e lasciando da parte Genever, Old Tom ci si tuffa in un gin di classe per ricordare quei tempi del Proibizionismo, con il Gin del Professore Monsieur, prodotto, dalla Distilleria Quaglia sotto la supervisione della crew del The Jerry Thomas Speakeasy di Roma, nello spirito della tradizione erboristica italiana.

Il metodo di produzione bathtub, della vasca da bagno, risale proprio all’epoca del Proibizionismo, in cui era sufficiente un recipiente, anche una vasca da bagno, per miscelare in infusione a freddo gli alcolati e le varie erbe, spezie e bucce di agrumi, in modo da far assorbire tutti i profumi, i colori e le proprietà dei botanicals.

a cura di Carlo Dutto

 

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