Ebola, un vaccino funzionante disponibile

29 maggio 2019 | commenti: Commenta per primo |

L’Ebola è una delle tante piaghe dei nostri tempi ma…

l’epidemia di ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo vede da inizio anno 830 morti su 1290 casi accertati.

Quest’epidemia di ebola è seconda esclusivamente a quella del 2014, che vide 11.000 morti su 30.000 casi accertati.

Essa si sviluppò in tutta l’Africa Occidentale colpendo ben sei stati. Attualmente il Congo è colpito nuovamente dall’agosto scorso, non appena si era dichiarata conclusa quella presedente.

Purtroppo le difficoltà sono veramente molte, la popolazione in preda alla paura assalta e distrugge i centri dove si cura questa malattia, contribuendo alla sua diffusione.

Risultati preliminari del vaccino dell’ebola:

L’OMS ha reso noti i primi risultati del vaccino denominato rVsv-Ebov-Gp prodotto dalla MERK. I risultati sono realmente incoraggianti, l’efficacia è del 97,5% dei casi.

Possiamo leggere questi dati nel documento pubblicato dall’Oms, dov’è presente anche la strategia messa in campo per controllare l’epidemia.

La complessa situazione politica rende difficilmente attuabile quest’idea di risoluzione, dome abbiamo già detto, spesso i soccorritori vengono aggrediti.

La complessa situazione politica, nasce dal fatto che il Congo vive un guerra civile che vede fronteggiarsi i locali con l’autorità governative.

Medici senza frontiere ha contribuito nella campagna vaccinale, tentando di sfruttare la sua neutralità rispetto a qualunque fatto politico.

L’ONG ha collaborato con l’Organizzazione mondiale della sanità e altre autorità, riuscendo ad ottenere una copertura in alcune zone piuttosto cospicua. Il vaccino ha dato rVsv-Ebov-Gp ha dato ottimi risultati pari ad un’immunizzazionedel 97,5%, sono appena stati pubblicati in un documento dell’Oms.

Il vaccino rVsv-Ebov-Gp, ecco come funziona:

I vaccino rVsv-Ebov-Gp contiene un virus vivo attenuato ingegnerizzato in modo che esprima una glicoproteina del virus dell’ebola. Questo porta a provocare una risposta nel nostro sistema immunitario che porta a neutralizzare la glicoproteina.

Per il momento ad essere stati sottoposti a questa vaccinazione, sono stati ben 90.000 persone, 30.000 mila delle quali sono operatori sanitari. Si stima che questa campagna abbia salvato migliaia di vite.

La strategia di vaccinazione è la cosiddetta ad anello. S’inizia vaccinando quei gruppi in cui si sono trovati uno o più casi d’ebola, per poi spostarsi immunizzando le persone che sono entrate in contatto con questi gruppi, ampliando sempre più il cerchio.

Tra i 90.000 vaccinati soltanto l’8,8% ha sviluppato l’ebola, mentre solo il 2,2% ha avuto la malattia dopo 10 giorni dalla somministrazione del vaccino.

Questo risultato è importante perché moltissime delle persone immunizzate, erano ad alto rischio, in quanto con ogni probabilità erano entrate in contatto col virus.

Spostandoci verso le persone di secondo contatto cioè il terzo anello, ci sono stati esclusivamente due contagi.

Dopo questi risultati il vaccino è stato dichiarato efficace al 97,5%. Nel rapporto steso dall’OMS si può leggere: “Si tratta di una prova essenziale per il controllo dell’epidemia, perché fornisce un’evidenza sul ruolo della vaccinazione ad anello con rVSV-ZEBOV-GP”.

In altre parole, il vaccino si è rivelato efficace, per cui per poter debellare questa malattie orribile, si deve poterlo offrire alle popolazioni a rischio, per poi allargare il cerchio a coloro che sono venute in contatto col virus ed i loro contatti.

L’epidemia nel Congo, non è un’emergenza internazionale:

in Congo l’epidemia è scoppiata nell’agosto 2018, colpendo maggiormente le province di North Kivu e Ituri della Repubblica democratica del Congo.

Stando a quanto detto dal Comitato d’emergenza dell’OMS, che si è riunito il 12 aprile 2019, non è da considerarsi come un’emergenza internazionale.

Nonostante questo riconoscimento, l’Organizzazione mondiale della sanità si è detta preoccupata per l’emergenza e che il rischio da scongiurare con la vaccinazione a tappeto è il propagarsi agli stati vicini.

Il problema che si aggiunge all’epidemia è senza dubbio l’instabilità politica, molto vicina ad un contesto di guerra che vede scontri tra i rivoltosi e le forze governative che desiderano ristabilire l’ordine.

Inoltre, si deve combattere con forza anche la reticenza e la superstizione del popolo, che in passato ha anche assaltato e distrutto i centri medici che si occupano della cura dei malati.

I primi vaccini contro l’ebola:

Le armi per combattere questa malattia molto aggressiva, sono sempre state poche, si è sempre cercato semplicemente di contenerla fino alla grande epidemia.

Già nel 2014 a Pomezia nello stabilimento Okairos acquistato dalla GSK si era creato un vaccino, dichiarato dall’OMS come la prima arma per combattere l’epidemia.

Tale è stata la fiducia, che l’Organizzazione aveva acquistato 10.000 dosi, permettendo al laboratorio l’ampliamento dell’organico di scienziati, solo 20 al momento, che lavorano per l’azienda.

Il vaccino nasce da sette anni di ricerche ed è stato il primo contro l’ebola riconosciuto a livello mondiale.

Esso venne sottoposto anche a sperimentazione umana negli USA “In pochi giorni dalla richiesta, la Food and Drug Administration ha dato il via libera alla sperimentazione su volontari umani, che è già in corso anche nelle zone colpite, dopo che ha funzionato al 100% sulle scimmie in laboratorio”.

Queste furono le dichiarazioni fatte da  Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm Science Park di Pomezia, il laboratorio acquisito dalla britannica GSK. Il vaccino si è rivelato efficace, ma in maniera minore rispetto a questo creato.

di Elide Groppi Munoz

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Immagine Pixabay in Creative Commons CC0.

 

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