Educare i bambini all’inclusione e a lottare contro il razzismo

10 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

L’educazione dei bambini e il razzismo

Che tristezza dover scrivere un articolo di questo tipo. D’altronde, però, forse, in questo periodo è anche molto importante. E’ importante assumersi la responsabilità di esprimersi su cosa sia giusto o meno insegnare ai bambini.

Le parole “giusto” o “sbagliato”, in realtà, non mi piacciono molto, anzi. Poche volte si può affermare che qualcosa sia totalmente giusto o completamente sbagliato. Quando si parla di razzismo, però, è uno di questi casi. Qui è molto importante schierarsi e prendere posizione.

E’ fondamentale educare i bambini all’inclusione, aiutandoli a valorizzare le differenze e non a temerle. La lotta contro il razzismo parte anche (e soprattutto) dall’educazione che vogliamo dare alle nuove generazioni.

Educare i bambini all’inclusione: cosa è il razzismo?

L’enciclopedia Treccani definisce il razzismo come una “concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze.

È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la ‘purezza’ e il predominio della ‘razza superiore“.

Ovviamente, sembra banale dirlo, ma forse è sempre utile ricordarlo, la divisione dell’umanità in razze, alcune delle quali superiori ad altre, è priva di qualsiasi fondamento.

Molte volte, però, sembriamo dimenticarci dell’infondatezza di questa teoria e vediamo la nostra cultura e il nostro modo di essere e di vivere come migliore degli altri.

Questo, anche se fatto in maniera inconsapevole, può essere molto pericoloso, perché trasmette ai bambini l’idea che al mondo ci sono persone migliori e altre peggiori, e che possiamo riconoscerle per una semplice caratteristica (colore della pelle, religione, luogo del mondo da cui provengono).

Educare i bambini all’inclusione significa aiutarli a superare pregiudizi e stereotipi. O, meglio, educarli senza pregiudizi e stereotipi. E, per farlo, dobbiamo essere noi adulti a superare quegli schemi mentali semplicistici con cui, a volte, ci troviamo a guardare il mondo.

La tendenza, a volte, è quella di dividere il mondo in categorie e di attribuirvi determinate caratteristiche. Da qui, ogni persona che, a nostro avviso, rientra in quella categoria, avrà quelle specifiche peculiarità.

A livello di economia di pensiero, questo processo è sicuramente veloce e parsimonioso, ma è altrettanto fuorviante e pericoloso. Categorizzare le persone per il colore della pelle o per il loro credo religioso non solo è scorretto, ma è anche terribile, perché annulla l’individualità della singola persona. E la storia dovrebbe insegnarcelo.

Educare i bambini all’inclusione: come si può fare?

 

Come è possibile parlare di razzismo in un mondo che va sempre di più verso la multiculturalità? Purtroppo, invece, è proprio così.

Per evitare di crescere bambini e ragazzi chiusi e pregni di pregiudizi e stereotipi, dunque, è importante riflettere insieme su come insegnare ai bambini a non aver paura del mondo.

L’inclusione è una delle cose che non si spiega a livello teorico. O meglio, non solo. L’unico modo per educare i bambini all’inclusione è l’esempio.

L’esempio quotidiano, infatti, è l’unico (e potentissimo) strumento che gli adulti hanno per dimostrare che ognuno di noi è unico e diverso e che non è possibile giudicare le persone dal loro paese di provenienza o dalla loro fede religiosa.

L’unico modo che i bambini hanno per cogliere la bellezza delle differenze è viverle in maniera naturale e serena, senza pregiudizi. E, qui, diventa fondamentale il ruolo dell’adulto.

Educare i bambini all’inclusione: attenzione alle parole

Purtroppo, non sono passati tanti anni da quando la cultura europocentrica promuoveva il diritto di andare a colonizzare Paesi ritenuti inferiori. Per l’Italia, stiamo parlando del 1960. Nemmeno 60 anni fa.

E, nonostante gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e altri genocidi molto recenti di cui abbiamo diretta testimonianza, nel nostro modo di pensare, purtroppo, ritroviamo tanti modi di dire o frasi di ideologia razzista.

Tante volte li diciamo senza pensarci. Anche senza un vero e proprio intento xenofobo. Ma ai bambini questo non importa. I piccolo ascoltano e imparano. I bimbi e i ragazzi imparano a leggere il mondo dalle parole dei grandi.

E’ da qui, infatti, che possono possono iniziare ad “esplorare” quello che c’è fuori dalle mura domestiche un po’ più equipaggiati.

Quindi è molto importante il ruolo dell’adulto nell’educare i bambini all’inclusione, per fornire delle lenti per leggere la realtà senza pregiudizi e stereotipi.

Educare i bambini all’inclusione: il ruolo di televisione e social

Oggigiorno, un ruolo centrale nella vita dei bambini e dei ragazzi sono sicuramente i mezzi di informazione. Purtroppo, non sempre si può avere un controllo sui contenuti che Internet e Tv propongono.

E, sempre più spesso, la direzione dei mass media non sembra andare verso l’importanza di educare i bambini all’inclusione. Anzi. Per i bimbi, però, quello che si dice in televisione è la verità e, dunque, ha un valore.

Come genitori ed educatori, è importante educare i bambini all’inclusione insegnando un pensiero critico di fronte ai servizi dei telegiornali, ai post di Facebook e ai commenti degli opinionisti.

Occorre allenare i bambini a riflettere sulle notizie. E’ importante parlarne, discuterne insieme. Questo è un bel lavoro che si può fare non solo a scuola, ma anche quotidianamente a casa.

Educare i bambini all’inclusione: il razzismo non è solo violenza fisica

Ero indecisa sul titolo da dare all’articolo. Non mi piaceva scrivere “Come insegnare ai bambini a non essere razzisti” perché mi dava l’idea di una tendenza naturale del bambino ad avere paura del diverso.

In realtà, non è così, perché la caratteristica del colore della pelle, ad esempio, è una caratteristica saliente connotata culturalmente. Come dire, tutti noi abbiamo colori dei capelli diversi, ma nessuno lo usa come elemento discriminatorio.

Anche il titolo “Educare i bambini all’inclusione” non mi convince pienamente, perché l’obiettivo non credo debba essere solo quello o, almeno, non a lungo termine.

Mi piace di più pensare alla convivenza serena e tranquilla, armoniosa, costruttiva. Una realtà dove le differenze non vengono negate, ma valorizzate e lette come elemento di risorsa e crescita.

Per fare questo è importante ricordarci che quando si parla di razzismo non si intende solo la violenza fisica.

La lotta al razzismo è una rivoluzione culturale. Il razzismo è fatto di parole, sguardi, messaggi più o meno espliciti. Ma anche frasi e modi di dire che, spesso, si usano quotidianamente. Senza rendercene conto, ma di una violenza allucinante. Ed è importante rendersene conto per evitarli.

Educare i bambini all’inclusione attraverso l’esempio

E’ fondamentale, dunque, essere noi adulti a offrire l’esempio per contrastare la  discriminazione. Genitori, educatori e insegnanti, ma non solo. Tutti noi adulti, in quanto responsabili delle nuove generazioni.

Come? Mostrandoci curiosi verso il mondo. Sicuramente viaggiare, leggere, studiare sono modi molto utili per aiutare i bambini a sviluppare un’apertura mentale per cui la diversità può essere concepita come risorsa.

Ma non occorre necessariamente studiare trattati di storia o viaggiare dall’altra parte del Mondo. Può essere utile, ma non basta.

E’ l’atteggiamento che mostriamo verso il nuovo a fare da imprinting ai bambini. E’ vedendoci curiosi, e non spaventati, di fronte alle differenze a educare i bambini all’inclusione e insegnare loro a lottare contro il razzismo.

a cura della dott.ssa Annabell Sarpato

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