Energia, ma quanto mi costi?

13 giugno 2018 | commenti: Commenta per primo |

La bolletta elettrica cresce a dismisura. Colpa del petrolio? vorrebbero far credere i colossi dell’energia.

Ma la verità sembrerebbe un’altra: il mercato dell’energia è falsato. I grossi gruppi industriali e finanziari, complice lo Stato arbitro e giocatore allo stesso tempo, realizzano guadagni da capogiro senza reale concorrenza. I consumatori sono spremuti e tartassati.

Tutte le principali società del settore hanno visto crescere i propri utili, a cominciare da Enel ed Eni, che la fanno da padrone. A fine 2004 avevano utili netti rispettivamente per 2,54 e 6,778 miliardi di euro. Nel 2007 sono quasi raddoppiati. Il guadagno di Enel è salito a 4,213 miliardi e quello di Eni a 10,011 miliardi. Edison nei primi sei mesi del 2006 ha realizzato un utile netto di 398 milioni di euro con un più 99% rispetto al 2005.

I profitti di Sorgenia dal 2006 al 2007 sono saliti da 56 a 65 milioni di euro. Acea, la municipalizzata di Roma, è passata da 151 a 173 milioni di euro di utili dal 2006 al 2007. Qui è ancora più grave: il Comune guadagna sull’energia e sopra ci ricarica l’addizionale comunale.

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La buona notizia del libero mercato elettrico è una favola, ingegnosa ma atroce per noi cittadini

Specialmente quelli a reddito medio-basso. Il nuovo sistema tutto avrebbe regolato e migliorato – dicevano –, ma a conti fatti per le nostre bollette è un disastro, con costi pesanti per il nostro Paese e per la massa dei piccoli consumatori italiani.

Ci hanno raccontato che finalmente avremmo potuto scegliere tra varie offerte di diversi operatori elettrici con vantaggi sulla bolletta. Nulla di fatto. Sembra una partita truccata dove pochi decidono e rastrellano ingenti capitali.

L’operazione, partita nel 1999 è sfociata nella “liberalizzazione”, con la possibilità per tutti di passare dal vecchio contratto Enel (con prezzi imposti dallo Stato) verso nuovi contratti con i produttori privati di elettricità nel mercato “libero”.

Una vera bufala. Quasi nessuno ha optato per la novità, a dimostrazione della scarsissima possibilità di ottenere sulla Borsa elettrica prezzi concorrenziali. Altro fatto molto grave è che tra gli azionisti privati delle società che trafficano energia in Italia ci sono anche stranieri (Francia, Spagna, Austria, Belgio). Questi dirottano all’estero il danaro degli italiani, senza rischiare nulla perché sono affari che danno guadagni sicuri.

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In media l’energia elettrica da noi ora costa almeno il 25-30% in più rispetto alla media europea. E’ un sistema che tartassa pesantemente i più piccoli, la gente comune e le piccole aziende.
 


Quando partì il mercato elettrico, il prezzo del megawattora era intorno ai 50-55 euro. Oggi sta sugli 85-90 euro. Come mai? La Borsa elettrica doveva occuparsi di trovare l’offerta di elettricità per soddisfare il fabbisogno nazionale, zona per zona, in un sistema di libera concorrenza per spuntare i prezzi migliori a vantaggio di tutti.

Funziona così.

Ogni giorno si stabilisce quanta corrente elettrica servirà l’indomani. Per coprire questo fabbisogno previsto ogni produttore offre una porzione di elettricità. Si parte da offerte meno care e mano a mano i prezzi salgono fino a colmare il fabbisogno. In un sistema sano le offerte meno care dovrebbero contenere il prezzo finale. Questo sistema “gonfia-prezzi” approfitta del limite delle reti di distribuzione che non sono in grado di trasportare tutta la corrente lungo lo Stivale ed hanno problemi di congestioni. Perciò l’Italia è divisa in sette zone, al cui interno avvengono le contrattazioni per soddisfare i loro fabbisogni.
Le centrali elettriche a minor costo e con migliori rendimenti sono principalmente al nord e nelle altre zone devono comunque utilizzare l’elettricità più cara. La speculazione sarebbe quasi superata se si potesse trasportare dal Nord al Sud tutta l’energia prodotta, poiché il mercato andrebbe a coprire il fabbisogno acquistando elettricità dove costa meno.

Quindi sulle nostre bollette non troviamo alcuna convenienza dalle differenze dei costi di produzione. E se ci arriva corrente generata a basso costo oppure no, noi non lo verremo mai a sapere. Comunque paghiamo sempre il prezzo più alto.

di Claudia D. T.

 

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