Estate calda, estate fredda, estate pazza

10 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Evitiamo che Caronte e Forze si stringano la mano

Estate calda, estate fredda, estate pazza! Definita in ogni modo, con riferimento al fattore climatico e non solo, questa estate sembra sia una di quelle che farà parlare di sé a lungo. Ricordate quella del 2003? Ci furono temperature record per sei mesi consecutivi, comunque costantemente oltre i 35 gradi, segnarono quell’anno dal mese di maggio a quello di ottobre compreso.

Chi ancora non era persuaso circa gli sbalzi termici con la concentrazione di fenomeni tipicamente tropicali anche a latitudini temperate, che si manifestano ormai neanche così sporadicamente con bombe d’acqua e temporali equatoriali o con siccità e caldo umido, in questi ultimi anni avrà dovuto far ricorso agli “specchi di legno” per non vedere cambiamenti così evidenti nello scorrere delle stagioni.

Ed eccoci qui, dopo un giugno torrido, è previsto un luglio analogo e prospettive di un agosto breve ma intenso quanto a calura e afa.

Il risultato più evidente sono le bollette dell’energia. Apparecchiature sempre più impegnate a macinare kilowatt, con vendite record per condizionatori, ventilatori e quant’altro aiuti a far ritrovare un minimo di stabilità all’epidermide. La nostra pelle è pronta (si fa per dire) a passare dai 40 gradi allo shock della neve in poche ore, stile doccia scozzese.

Greta Thumberg ammonisce inascoltata e spesso sbeffeggiata. Ma i ghiacciai si stanno sciogliendo davvero e la terra si sta surriscaldando grazie ad attività industriali senza controllo. L’inquinamento e lo sfruttamento dell’ambiente senza sosta prosegue da parte dell’uomo, in barba a tutti i trattati di Kyoto, Copenhagen, Parigi e chi più ne ha più ne metta.

Nella sostanza, i grandi della terra, guidati dagli Stati Uniti di Trump e dai giganti asiatici emergenti, dicono con i fatti di non credere al trend che illustra il punto di non ritorno entro un lasso di tempo geologicamente fulmineo come i dieci o quindici anni indicati dagli esperti.

Gli interessi muovono infatti economie planetarie e masse imponenti di denaro. Evidentemente, a parere di alcuni, non possono fermarsi neanche davanti alle prospettive di un disastro ambientale senza precedenti. Questo coinvolgerebbe tutti, anche i figli e i nipoti della nomenklatura e del gotha internazionale che conta e che oggi guarda solo in una direzione, ahinoi quella sbagliata.

La terra, questo straordinario corpo celeste che ci ospita merita di più.

L’ambiente che ci circonda merita un differente trattamento rispetto a quello riservatole negli ultimi cinquant’anni. E’ giusto pensare alle future generazioni, lasciando loro almeno quanto ci è stato consegnato da chi è venuto prima di noi.

Altrimenti rischiamo la fine di quella zona di mare meravigliosa, nel sud dell’Italia calabrese, dove anni fa – complice l’ignoranza – boss locali hanno effettuato smaltimenti “sui generis”, affondando natanti contenenti barili inquinanti e scorie radioattive a due o trecento metri dalle spiagge, noncuranti che in quelle stesse spiagge giocavano, nuotavano e pescavano, tra gli altri, anche i loro figli.

Ma noi che pensiamo sempre positivo, siamo certi che con un colpo di reni rimetteremo in carreggiata il nostro pianeta, riducendo in tempo gli agenti inquinanti nell’aria, la produzione di plastiche che sporcano i mari e lo smaltimento corretto a terra, nel rispetto delle falde acquifere e delle coltivazioni.

Buone vacanze a tutti!

di Stefano Quagliozzi

Direttore Responsabile

 

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.