Il farmacista dalla ‘zona rossa’: “Uscite solo se necessario”

10 marzo 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Intervista al dott. Paolo Vincenzi, farmacista in ‘zona rossa’

Abbiamo intervistato il dott. Paolo Vincenzi, farmacista dal 2008 che pur vivendo a Rimini (da domenica ‘zona rossa’ da Coronavirus Covid-19) da più di dieci anni lavora presso la farmacia Magnanelli in San Mauro Pascoli, sotto la provincia di Forlì e Cesena.

Da domenica 8 marzo Rimini, insieme ad altre province italiane, è stata inserita nella zona rossa di contenimento del virus Covid-19, con possibilità di spostamento solo all’interno del territorio provinciale per lavoro e obbligo – già attuato nei giorni scorsi – per ristoranti, pub e bar di chiusura alle 18, oltre alla chiusura dei supermercati il sabato e la domenica.

Da lunedì 10 marzo molti di questi provvedimenti sono stati estesi all’intero Paese, ora considerato ‘zona protetta’.

Dott. Paolo Vincenzi

Grazie dottore per essere intervenuto sulle nostre pagine. Anche Roma come tutta Italia vivrà ora una situazione di emergenza, ma intanto a Rimini e provincia com’è cambiata la situazione nelle ultime settimane e con l’emanazione dell’ultimo decreto?

“Purtroppo sembra che i cittadini riminesi non abbiamo ben compreso il decreto come si può intuire anche da alcuni post che ho scritto sulla mia pagina Facebook.

Inoltre ho notizie di aggregazioni in diverse altre parti delle città specie nella serata di sabato scorso in centro storico nelle cosiddette ‘cantinette’. Non ho notato particolari cambiamenti in merito.”

Tu adesso sei diventato un “transfrontaliero” (appunto dalla provincia di Rimini a quella di Forlì-Cesena), cos’è cambiato per te?

“In sostanza non è cambiato nulla per me, continuo a recarmi regolarmente al lavoro in quanto la farmacia è obbligata a garantire il servizo ai cittadini.

In caso le forze dell’ordine mi fermassero per un controllo dovrò compilare un modulo che attesti la motivazione del mio spostamento al di fuori della ‘zona rossa’, nel mio caso per motivi di lavoro e sembra che tale modulo debba essere accompagnato da un qualsiasi documento che attesti il mio lavoro (la tessera di iscrizione all’albo dell’ordine dei farmacisti della provincia di Rimini, l’ultima busta paga, il contratto di lavoro).”

Fai parte di quelle categorie, insieme a medici e infermieri, a cui è fatto “obbligo” la continuazione del servizio? Avete ridotto o allungato la vostra operatività?

“Sì, come sopra accennato mi è fatto ‘obbligo’ la continuazione del servizio. La nostra operatività è aumentata, oltre all’orario in cui siamo aperti (8.00-13.00, 15.00-19.30) abbiamo aggiunto un servizio di consegna dei farmaci a domicilio proprio per andare incontro alle necessità dei cittadini.”

Quali sono le maggiori preoccupazioni e quali i consigli che più ti vengono chiesti nelle ultime ore? C’è disponibilità di mascherine e igienizzanti nella zona di Rimini?

“La maggior preoccupazione riguarda il fatto che la gente ha paura che questa epidemia non si possa risolvere. Mentre i consigli più richiesti riguardano le modalità di prevenzione del Coronavirus. La disponibilità di questi articoli è scarsa o nulla nella zona di Rimini come in tutta Italia.”

Hanno fatto scalpore alcune foto del primo giorno dall’emanazione del decreto che ha “blindato” Rimini, in cui si sono viste centinaia di persone passeggiare tranquillamente al mare, come fosse una domenica primaverile qualsiasi. Ma è andata davvero così o sono fake news?

“In merito alle centinaia di persone che passeggiavano in spiaggia e sul porto a Rimini è andata veramente così.”

Qual è l’appello che ti senti di rivolgere ai tuoi concittadini e a chi ci legge?

“L’ appello che mi sento di rivolgere è il seguente: l‘epidemia non deve essere sottovalutata, invito con forza la popolazione a rimanere in casa e di uscire solo in caso di necessità assoluta e manifesta, seguite scrupolosamente le norme igenico sanitarie previste!”

intervista di Barbara Donzella

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