Femminicidio. Ora basta!

29 maggio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Un fenomeno tragico che non vede fine, anzi…

E’ di tre giorni fa la notizia dell’ultimo femminicidio avvenuto in Italia, nel pavese. A poco tempo dalla tragedia di Ragusa e di un omicidio-suicidio fotocopia sempre in provincia di Pavia, a dimostrazione che la latitudine del delitto non ha più rilevanza.

In due i casi la moglie aveva deciso di interrompere la relazione e i rispettivi mariti, appartenenti alle forze dell’ordine, hanno utilizzato l’arma d’ordinanza per mettere fine alle rispettive storie coniugali.

In questo ultimo un uomo ha posto fine alla vita della sua colf cubana.

Il fatto inaccettabile è che ogni anno si registrano episodi di questo genere, in famiglie di ogni estrazione sociale e come ricordato, di ogni latitudine. Non si tratta dunque di delitto d’onore, abolito nel 1981 dall’ordinamento giuridico italiano, quanto piuttosto di impedire ad ogni costo che altre relazioni vengano intrecciate dalle donne, dopo una relazione più o meno stabile negli anni.

Una sorta di possesso indiscriminato deciso unilateralmente dall’uomo. Cosa che non gli fa onore e che si risolve quasi sempre in tragedie di orfani giovanissimi e innocenti, dolore, sgomento degli amici e dei parenti, ma spesso anche dei vicini che, intervistati dai giornalisti inviati per seguire i singoli casi, dipingono queste coppie come coppie normali, senza eccessi, talvolta con qualche litigio ma persone insospettabili di poter compiere azioni tanto violente e irreparabili.

In Italia questi delitti hanno una media di circa 130 casi all’anno, quasi 45mila quelli censiti nel mondo.

Quasi sempre a monte degli omicidi, ci sono denunce di stalking, percosse, minacce più o meno gravi; segnali che comunque non possono rimanere inascoltati come invece purtroppo accade e viene puntualmente rilevato dalla cronaca.

La domanda sorge spontanea quando si raffrontano i dati con gli altri Paesi europei ed extraeuropei. Si, è un fenomeno che riguarda tutto il mondo tanto che viene da pensare che Otello non abiti solo qui da noi. Anche in confronto all’Europa mediterranea dove il sangue “caliente” potrebbe far pensare che gli uomini siano indotti ad atti fuori misura a causa della gelosia verso le loro compagne che manifestano la volontà di cambiare vita, di recidere il legame affettivo, di avere un altro compagno che non sia il padre dei figli già nati dal precedente rapporto.

Nel mondo il triste primato dei femminicidi ogni centomila abitanti spetta alla Russia, seguita dall’Honduras e dal Sudafrica: come si vede il fenomeno è ben distribuito in ogni angolo del globo.

Per i Paesi d’Europa mappati da Eurostat nel 2015, i casi più numerosi si registrano in Germania, Romania, Francia, Inghilterra, Italia e Spagna. Ma in rapporto alla consistenza della popolazione, situazioni di allarme sono anche in Finlandia e nelle Repubbliche baltiche di Lettonia e Lituania oltre a Repubblica Ceca, Montenegro e altre zone dei Balcani.

Tutto questo è assolutamente intollerabile e non solo per le donne, uniche vittime di questi atti meschini. I primi che dovrebbero indignarsi sono proprio gli uomini, quelli sani di mente, quelli cui viene dato dalla società un potenziale marchio infamante. Sono questi soggetti che dovrebbero scendere in piazza, manifestare, far capire che questo non ha nulla a che fare con una società civile.

Molti Paesi nel mondo hanno tutt’oggi ed hanno avuto in passato verso la donna una cultura maschilista e di tolleranza ridotta verso l’emancipazione e la libertà. L’Europa e la storia hanno scongelato certe resistenze verso la libertà femminile e verso le donne. Non vorremmo tornare al Medio Evo o anche solo a prima del 1946, quando in Italia una donna non poteva neanche esprimere il proprio voto e di fatto era considerata come una cittadina di serie B.

Gli uomini illuminati debbono volere l’esistenza di donne libere di pensare e di agire come meglio credono, senza il castigo di pagare con la morte decisioni unilaterali che riguardano in fin dei conti proprio la loro vita futura.

Mai più orfani innocenti, mai più violenza sulle donne, mai più assassinii che trovino motivo nell’intolleranza e nella gelosia.

di Stefano Quagliozzi

Direttore Responsabile di TabletRoma

 

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