Festa del Cinema Roma 2018, sul grande schermo dal Watergate all’Olocausto

8 agosto 2018 | commenti: Commenta per primo |

Festa del Cinema Roma 2018, cosa ci aspetta

Festa del Cinema Roma 2018, si va dallo scandalo del Watergate con tutti gli episodi della nuova serie firmata dal premio Oscar Charles Ferguson. Si passa poi a due nuovi Incontri Ravvicinati sul palco dell’Auditorium del Parco della Musica con Jonathan Safran Foer, romanziere e saggista, e Thierry Frémaux, Delegato Generale del Festival di Cannes. E si finisce con Per non dimenticare: una serie di proiezioni che raccontano le persecuzioni e l’Olocausto a 75 anni dal rastrellamento del ghetto di Roma e a 80 dalle leggi razziali.

Svelate così alcune delle sorprese che la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 18 al 28 ottobre, teneva in serbo per il suo pubblico.

Ricominciamo dall’inizio. La serie Watergate, diretta e prodotta da Charles Ferguson, è targata History Channel e si basa su uno dei più grandi scandali politici della storia statunitense: ripercorre i fatti che, fra il 1972 e il 1974, hanno portato il presidente Nixon alle dimissioni.

Ferguson, Oscar al miglior documentario per Inside Job, candidato allo stesso premio per No End in Sight, ricostruisce l’intera vicenda con una narrazione coinvolgente e accattivante, supportata da un ventaglio di immagini e materiali inediti, alcuni recuperati grazie alle più recenti tecnologie informatiche.

Watergate si avvale anche di registrazioni d’archivio, trascrizioni di processi, testimonianze e nuove interviste realizzate con i membri del Congresso, lo staff dell’amministrazione Nixon, i pubblici ministeri e i giornalisti. Sullo sfondo, la guerra del Vietnam, i cambiamenti socioculturali innescati negli anni Sessanta e la comparsa di un nuovo soggetto globale rappresentato dalla Cina.

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I grandi ospiti attesi

Rispetto all’incontro con Jonathan Safran Foer, l’autore di bestseller venduti in tutto il mondo parlerà della sua opera approfondendo il rapporto fra letteratura e cinema.

Thierry Frémaux, invece,   incontrerà il pubblico per discutere sull’attuale significato dei festival cinematografici e su una loro possibile evoluzione.

Fra i protagonisti, già annunciati, degli Incontri Ravvicinati della tredicesima edizione ci saranno – oltre ai due Premi alla Carriera Isabelle Huppert e Martin Scorsese –Sigourney WeaverGiuseppe TornatorePierre Bismuth e, in merito ai mestieri del cinema, Luca Bigazzi e Arnaldo Catinari, Giogiò Franchini e Esmeralda Calabria.

Per non dimenticare

Infine, Per non dimenticare. Il 16 ottobre 1943, le truppe tedesche della Gestapo effettuarono il rastrellamento del ghetto di Roma: a settantacinque anni da quei drammatici eventi, il “sabato nero” sarà ricordato attraverso due proiezioni inserite fra le preaperture della Festa del Cinema, in collaborazione con Roma Capitale, Fondazione Museo della Shoah e Istituto Luce Cinecittà.

In programma, La retata. Roma, 16 ottobre 1943 di Ruggero Gabbai, docufilm che ricostruisce, attraverso dichiarazioni di testimoni e documenti, le tappe di questo doloroso capitolo, il primo grande arresto di massa degli ebrei nel nostro Paese, sfociato poi nella deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz.

Sul grande schermo arriva anche, a ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali, 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani di Pietro Suber in cui vengono affrontate le vicende di italiani, ebrei e non, durante il periodo che va dalla pubblicazione dei provvedimenti emanati dal regime fascista (1938) alla fase delle deportazioni dall’Italia (1943-1945).

Durante la Festa del Cinema, sarà poi presentato Who Will Write Our History di Roberta Grossman, prodotto da Nancy Spielberg e basato sull’omonimo libro di Samuel Kassow: il documentario racconta le vicende dello storico Emanuel Ringelblum che realizzò, in segreto, nel ghetto di Varsavia, un archivio che si è poi rivelato uno dei più importanti relativi all’Olocausto.

Con la proiezione di Sobibor – 14 ottobre 1943, ore 16.00, omaggio al cinema di Claude Lanzmann. Noto per il suo impegno nel racconto dell’Olocausto, autore del film Shoah, il regista firma un documentario sull’unica vittoriosa rivolta di ebrei internati nei campi di concentramento. A Sobibor, dove i prigionieri venivano sterminati appena dopo il loro arrivo, un piccolo gruppo di detenuti, sotto la guida di un capitano ebreo dell’Armata Rossa, decise di uccidere i pochi tedeschi che presidiavano il campo.

“Il cinema è anche memoria, rispetto, testimonianza – spiega Antonio Monda, direttore artistico del Festival – Sono particolarmente orgoglioso di ricordare uno dei momenti più tragici del novecento in un programma speciale della Festa del Cinema. Oltre a tre nuovi documentari celebreremo il grande Claude Lanzmann con una delle sue opere più vibranti”.

di Patrizia Pertuso

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