For a piece of cake: Diabete, bici, micro, sensore e torte

25 gennaio 2017 | commenti: Commenta per primo |

 

For a piece of cake è una strada lunga 18.000 kilometri. Il percorso di due ragazzi in bicicletta. Con uno zaino in spalla, un microinfusore alla cinta, e un sensore glicemico sul braccio.


For a piece of cake
è andare alla scoperta di tutto ciò che appare diverso. For a piece of cakeA noi sconosciuto. Per viaggiare ci vuole coraggio. Superare il terrorismo dei telegiornali, in un periodo in cui anche prendere un aereo sembra essere un atto di fede.

Eppure Riccardo e Chiara hanno fatto ancora di più. Hanno deciso di percorrere in bicicletta 18.000 km. Da Cesena a Singapore. For a piece of cake è una dimostrazione di forza di volontà. La dimostrazione che tutto si può.

Già un viaggio del genere sarebbe quantomeno particolare, se non unico. Soffermiamoci un attimo sul nome del progetto: For a piece of cake assume una connotazione ancora più speciale.

For a piece of cake

Come possiamo leggere sul sito, For a piece of cake racconta una storia di Diabete. Una vita di insulina, di zucchero e di strumentazione all’avanguardia per la gestione della patologia.

 

For a piece of cake“La fetta di torta è un piacere scontato per molti ma non per tutti: Chiara ha il diabete di tipo I e i carboidrati sono un nemico da domare a colpi di insulina e pedalate. L’attività fisica, infatti, nelle persone diabetiche riduce sensibilmente il fabbisogno di insulina. La bicicletta per noi non è mai stato uno sport ma un mezzo di trasporto, una chiave d’accesso ad una dimensione lenta e profonda dove è concesso il tempo per confrontarsi. Ci piace pensare alla bicicletta come ad una combinazione di rivoluzioni: quelle dei pedali e dei copertoni, che connettono i nostri piedi alla terra senza toccarla e la nostra fatica allo spazio. Le ruote che si srotolano sull’asfalto lasciano una traccia sulla strada ed una dentro di noi: con immagini e parole vi raccontiamo questa traccia.”

Per quanto riguarda l’equipaggiamento medico, Chiara è supportata da ditte ben conosciute in positivo dagli “addetti ai lavori”. Noi Diabetici Tipo I, per l’appunto. Microinfusore Medtronic Minimed 640G e Sensore Medtronic Enlite. È addirittura disponibile online l’andamento glicemico di Chiara. Lo scarico dei suoi dati sensore insomma.

“Abbiamo studiato il percorso nel tentativo di evitare, nei limiti del possibile, freddo For a piece of cakee pioggia, con il rischio d’altra parte di cuocerci. Se non altro il clima che incontreremo ci ha permesso di viaggiare più leggeri, potendo ignorare quasi completamente l’attrezzatura invernale. Siamo certi che prima o poi, durante questo anno in sella, ci troveremo a ridere e imprecare perché, per qualche motivo, saremo finiti tra la neve in pantaloni corti e canotta. Più complicato il “tema insulina” che, a causa delle alte temperature, dovrà essere gestito con grande attenzione visto che affronteremo il percorso in totale autonomia.”

Ecco l’ultimo post che appare sulla Pagina Facebook di For a piece of cake:

“Ora siamo in Myanmar e ci alziamo ancora ogni mattina con l’entusiasmo di 228 giorni fa.”

Un’avventura che dura da 228 giorni, e che è destinata a proseguire al meglio. Una storia in grado di catturare il cuore di ogni Diabetico. Anche quando proprio non ci va. Anche quanto tutto sembra così difficile. Ricordiamoci di Chiara. E della magia dei sogni vissuti e realizzati. Tutti noi possiamo.



Riccardo Rocchi
(Cesena, 1983)

Sono nato e cresciuto in Via Valdagno, facevo le impennate al campino For a piece of cakedavanti a casa e cercavo le cavallette nel fosso.

Oggi ho 33 anni, sono un fotografo. Ho studiato a Milano, lavorato a Roma e quasi finito tre passaporti: da Panama al Brunei passando per Albania, Cambogia, Venezuela, Cina, Australia e tanti altri.

In viaggio mi capita spesso di leggere la prima pagina del taccuino su cui prendo appunti, la pagina dove scrivi il tuo indirizzo caso mai la preziosa agendina venisse smarrita: “Via Valdagno” mi ricorda sempre cosa significhi avere delle radici, nonostante il mio perenne desiderio di essere nomade.

Iniziare il viaggio in bicicletta, uscire dal garage, chiudere a chiave il cancello, rappresenta per me un dolce paradosso: omaggiare, partendo, la mia idea di casa.


Chiara Ricciardi (Cesena, 1989)

Sono la Chiara, For a piece of cakeil mio pancreas ha smesso di funzionare correttamente nel 2001, all’età di 11 anni: diabete di tipo I.

Per dare coraggio ad una famiglia più spaventata di me, mi sono fatta da sola la prima iniezione di insulina. Da allora ha fatto un sacco di strada. Dall’università in Portogallo a quella in Australia, passando per le onde dell’Indonesia e le case in terra battuta del New Mexico, fino ad arrivare alla laurea in ingegneria edile nel 2015.

Per festeggiare la lode conseguita a Bologna ho pedalato con Riccardo per 1600 km, da Trieste fino a Patrasso, in Grecia.

Mi piacciono le torte, specialmente se per mangiarle devo girare il mondo.


Vi lascio con un altro mio articolo, sempre riguardante tematiche simili.

Diabete Community: il Diabete nell’era dei Social


di Cristina Ippoliti

Foto prese dalla Pagina Facebook ufficiale dell’evento.

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