Fore-edge painting

27 febbraio 2019 | commenti: Commenta per primo |

L’incredibile magia del fore-edge painting. Un’arte antica e preziosa che riaccende la passione dei lettori.

 

La magia che si realizza quando stringiamo con piacere un libro tra le mani è di quelle che esplodono tra mille colori e un profondo senso di felicità appagante riempie quasi tutti gli spazi attorno a noi.

Fissiamo la copertina quasi fosse un’opera d’arte, ne accarezziamo il dorso come “Il libro mostro dei mostri”, degustiamo l’odore della carta per confermarne la qualità.

Eppure, nel passato, preziosi artigiani hanno saputo rendere il libro ancora più straordinario con un’arte nata in Inghilterra intorno al X secolo, sviluppata soprattutto nel 1600, ed esplosa intorno al XIX secolo.

Si tratta del fore-edge painting.

Immaginate di aprire un volume, piegando un poco le pagine in blocco vedrete apparire illustrazioni, colori, riproduzioni a tema, nascoste in un piccolo universo accessibile solo a chi sa, cioè a pochi iniziati al segreto.

I bordi delle pagine sono stati dipinti in oro così da celare i dipinti, aspettando che alla prima apertura a ventaglio emerga l’immagine realizzata.

Questa tecnica raggiunse il suo culmine tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, quando gli artisti iniziarono a disegnare su libri originariamente pubblicati all’inizio del XIX secolo. La maggior parte dei dipinti sopravvissuti risalgono a questo periodo e sono collegati a romanzi famosi come quelli di Jules Verne, Charles Dickens e Arthur Conan Doyle.

L’idea è semplice, la realizzazione è incredibilmente affascinante.

Il blocco delle pagine viene fissato a una morsa, con quest’ultime inclinate secondo il grado desiderato. La mano dell’artista corre in ogni direzione con la punta fina del pennello che intinge prima in un colore e poi in un altro. Un lavoro di poche ore o di giorni e giorni, a seconda del soggetto. Quando questa fase è conclusa si procede a togliere il libro dalla morsa e applicare la polvere d’oro, argento o altro pigmento così da nascondere quanto appena realizzato.

 

Oggi questa tecnica è quasi estinta e di artisti che si dilettano nella realizzazione di tali opere se ne contano sulle dita di una mano.

Ma altre incredibili novità, applicate ai volumi, sono state inventate più di recente e ve ne farò notizia con il prossimo articolo.

 

 

 

 

Il mio suggerimento di lettura per questo mese è “Il giardino dei semplici” di Gerardo Bramati, un giallo storico che racconta le indagini di Padre Alan di Whitby (priore presso l’Abbazia di Whitby, nell’omonima cittadina dello Yorkshire del Nord) e del tentativo di fare luce su efferati omicidi avvenuti nel 1498 presso l’Abbazia di Goathland.

 

Lo trovate in libreria, sugli store online o anche in digitale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci leggiamo al prossimo articolo!

 

di Ivan Alemanno

Watson Edizioni

 

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