Intervista a Francesco Murano, stella emergente della moda

25 luglio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Sta nascendo una nuova stella nel mondo della moda, abbiamo intervistato per voi Francesco Murano

Francesco Murano, giovane talento di soli 22 anni si è fatto notare nel mondo della moda per aver vinto, in occasione di Milano Moda Graduate 2019 il Premio Franca Sozzani, special award conferito al designer da Sara Sozzani Maino, Deputy Editor in chief Vogue Italia e Head di Vogue Talents con la sua collezione Ossimoro Plastico.

Persino Beyoncé in persona ha indossato le sue Pedestal Shoes nel video di Spirit, brano della colonna sonora de Il Re Leone e del suo nuovo disco “The Lion King: The Gift”e il suo blazer dress durante il Roc Nation Brunch, evento che precede i Grammys a Los Angeles.

Com’è nata la tua passione per la moda?

Devo essere sincero: non è nata fin da subito.

Io provengo da un piccolo paese della provincia di Salerno e una delle caratteristiche che più mi contraddistinguono sono la mia attrazione verso il bello: il mio paese mi ha sicuramente influenzato in questo, essendo che è pieno di storia, di cultura e di tradizioni che mi hanno ispirato.

L’estetica che mi circondava veniva poi inserita nelle varie cose che amavo, come il disegno o la danza: successivamente crescendo ho sempre di più concentrato questa voglia di esprimere il bello in un unico campo, quindi nella moda.

Ho frequentato il liceo artistico, durante il quale però non lavoravo molto sulla moda perché non volevo ai tempi già incanalarmi in un unico campo, volevo sperimentare l’arte in generale: una volta uscito dal liceo mi sono concentrato sulla moda.

Inoltre mia nonna era una sarta e ha sicuramente avuto un’influenza sulla mia predisposizione: sono sempre stato affascinato del suo lavoro e da piccolo ricordo che quando giocavo con le mie amiche mi divertivo a cambiare loro i vestiti, a crearne di nuovi.

La tua collezione Ossimoro Plastico ha sfilato a Milano all’interno del progetto di Camera Nazionale della Moda Italiana. Da che cosa deriva il nome Ossimoro Plastico e cosa ti ha ispirato nella realizzazione della tua collezione?

“Ossimoro Plastico è stato il mio progetto di tesi ed era strutturato sull’analisi degli opposti dal punto di vista astratto della parola, che ho poi concretizzato da un punto di vista più spirituale, come caratteristica che fa parte del nostro essere di singolo individuo, diviso fra irrazionalità e razionalità.

Successivamente l’ho concretizzato secondo un senso estetico, dandogli una forma, un’immagine  legata all’estetica propria della scultura, in un excursus tra arte classica e barocca.

Solitamente mi trovo a lavorare sempre sui contrasti cercando di unire mondi diversi per poi trovare l’armonia insita in essi: mi sono rifatto alla scultura classica e al concetto di apollineo per quanto riguarda la razionalità di una persona e tutti i canoni greci legati ai vari ragionamenti matematici.

Per quanto riguarda l’irrazionalità, quindi il cosiddetto dionisiaco, mi sono ispirato alla scultura barocca del Settecento, con il suo bisogno di rappresentare l’individuo per quello che è, quindi costituito da impulso vitale, emotività, dinamicità, evitando di basarsi sullo studio della forma scritta e delle figure geometriche, ma molto più libera e fine a se stessa.
Sono due aspetti inevitabilmente molto diversi fra loro ma legati dalla stessa forma che in questo caso è proprio la scultura.

Da quello che è stato quindi un pensiero astratto, sono passato poi a fare un ragionamento che è strettamente progettuale: sono molto legato a quella che è la sartoria e mi sono servito della modellistica sartoriale per la razionalità, mentre per rappresentare l’irrazionalità mi sono servito della tecnica del Moulage che è una tecnica francese che consiste nel modellare il tessuto direttamente sul manichino rendendo quindi l’approccio molto più impulsivo ed artistico.

Entrambi i concetti madre sono poi stati inseriti in un unico capo e, da come si vede nella collezione, tutto è un equilibrio tra ordine e forme rigide come le spalline, il blazer e disordine, come nei drappeggi super fluidi che ho fatto direttamente sul manichino lasciandomi trasportare.

Penso infine che negli opposti non ci sia mai un contrasto finale ma anzi, un’attrazione reciproca che sfocia poi in un’armonia e di conseguenza un’unione di qualcosa che prima era contrapposto: per questo l’ho chiamato ossimoro dalla figura retorica che accosta nella stessa locuzione parole che esprimono concetti contrari e plastico perché gli abiti sono una cosa che si può vedere e toccare.

Da che cosa deriva la scelta di colori della tua collezione?

Oltre al bianco, tutte le altre colorazioni sono derivazioni di sfumature provenienti da delle scale e varianti di grigio, essendo che il grigio non è mai un colore unico e assoluto, ma è sempre tendente ad una sfumatura.

Prima di creare la colazione dal punto di vista del prodotto, ho fatto una grande ricerca di immagini, sviluppandolo prima di tutto visivamente, andando a campionare tutte queste sfumature che si ritrovano nelle sculture: dal verde salvia al celestino tendente al grigio, fino ad arrivare ad un vero e proprio grigio che è per me la sintesi per antonomasia di quelli che sono i contrasti assoluti, quindi il bianco ed il nero.

Inoltre la totalità del colore che comprende sia le scarpe, come anche i guanti, è voluta per dare l’idea di una totalità scultorea, giocando sul concetto dei colori per blocco.

Sappiamo che la personal stylist di Beyoncé, Zerina Akers in persona, ha visto il video della tua sfilata su Instagram e si è innamorata delle tue Pedestal Shoes che sono state indossate da Queen B nel video di Spirit, brano della colonna sonora del nuovo film de Il Re Leone: com’è successo?

Come sai ho partecipato al concorso di Milano Moda Graduate 2019, dedicato esclusivamente ai ragazzi che si stanno per laureare e l’ho vinto: di conseguenza c’è stata un’ ondata di varie pubblicità riguardanti la mia collezione, su Instagram, sui social, su Vogue.

Dopo qualche giorno sono stato contattato dall’assistente di Zerina tramite mail, nella quale mi venivano chiesti quattro outfit per un video.

C’è da fare una premessa a tutto ciò: io sono un fan sfegatato ed ossessionato da Beyoncé da circa 10 anni, uno di quelli che conosce ogni cosa riferita a lei e ogni suo movimento e lì per lì non potevo crederci perché a solo due giorni dalla sfilata, mi sembrava impossibile mi fosse venuto a contattare il pass per il mio sogno sceso in terra.

Abbiamo di conseguenza verificato che fosse tutto vero, anche perché inizialmente mi aveva contattato l’assistente di Zerina, non lei in persona ma poi quando lei stessa mi ha scritto dicendomi che le erano piaciuti gli abiti, ho realizzato il tutto.

Nel giro di quattro giorni ho spedito i quattro abiti richiesti e le scarpe con una spedizione super express per far sì che arrivasse tutto in tempo, in meno di un giorno, fino a Los Angeles sul set.

Nel frattempo mi sono laureato senza nemmeno un vestito – ride-  ma allo IED sapevano tutto e quindi non è sorto nessun problema.

Pochi giorni dopo la laurea mi sveglio e vedo Instagram inondato da tutti gli scatti estrapolati dal video che era appena uscito e vedo Beyoncé con le mie Pedestal Shoes: inutile dire quanto fossi emozionato.

Beyoncè ha inoltre indossato al Roc Nation Brunch un abito blazer grigio drappeggiato parte della tua 2collezione Primavera Estate 2020, abbinato al completo lilla di Jay Z:

Beyoncé aveva richiesto altri due abiti miei per suo guardaroba personale e verso fine luglio le ho spedito questi due outfit, senza sapere però quando li avrebbe indossati essendo che erano personali.

Ogni volta prima dei Grammy Jay z, il marito di Beyoncé, organizza sempre un brunch dove indossa sempre abiti disegnati appositamente per lei, che a volte non sono nemmeno in collezione.

Quella sera io stavo andando al Plastic e mentre sono lì mi arriva un messaggio di Zerina che mi dice che c’era una sorpresa per me e che dovevo stare sintonizzato su Instagram: ovviamente avevo capito tutto e ho aspettato scatti rubati dagli ospiti di quel party che l’avrebbero immortalata per tutta la serata mentre tutti attorno a me i miei amici festeggiavano in mio onore.

Come è stato vincere il Premio Milano Moda Graduate 2019?

Camera Moda seleziona dei partecipanti per ogni università e in questo caso siamo stati selezionati io ed una mia amica, con due prodotti estremamente diversi e opposti, essendo che lei ha uno stile più concettuale, mentre io sono più verso il sartoriale, l’indossabile e pratico, anche se legato all’alta moda.

Sinceramente non pensavo di vincere ed è stato inaspettato, il mio intento era quello di partecipare e riportare in auge un po’ la sartoria italiana e pensavo avrebbe vinto qualcuno con un prodotto più estremo. Tra l’altro uno dei feedback che più mi ha fatto piacere è stato il fatto che gli abiti della mia collezione sono ricercati ma contemporaneamente legati a quella che è la moda italiana.

Solitamente dietro ai miei lavori c’è sempre un concetto molto profondo, però poi dal punto di vista del prodotto mi piace creare qualcosa che si possa portare oggi, domani e tra vent’anni e che faccia sentire bene le donne!”

Intervista a cura di Marta Boraso

Foto Instagram dalla pagina ufficiale di Francesco Murano (@murano.francesco) e Beyoncè (@beyonce) e i diritti delle immagini si intendono dei rispettivi proprietari

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