Francobollo, l’invenzione. Parte prima

24 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

I precursori del francobollo

 

Nel corso dei secoli il francobollo è stato preceduto da vari precursori. In Francia la posta era, come ovunque, un servizio riservato al re e allo stato.

Nel 1653, il gestore della posta cittadina di Parigi, Jean-Jacques Renouard de Villayer, crea la petite poste, un servizio di recapito della corrispondenza in Parigi a disposizione di tutti i cittadini.

Si acquistava un billet de port payé, una striscia di carta simile a un francobollo però privo di colla; veniva fissato alla lettera per mezzo di un fermaglio o di un filo.

Una “carta valori” del 1628 (freccia rossa), con ornatissimo indirizzo a sinistra e sigillo a destra

Nascono anche le prime “cassette postali” per imbucare la corrispondenza. E’, su scala ridotta, l’dea del francobollo che due secoli dopo verrà sviluppata in Inghilterra da Rowland Hill.

Dopo qualche anno qualcosa di analogo entra in funzione anche a Londra, al prezzo fisso di un penny (la “penny post”), pagato dal mittente. Anche questa fu una novità perché, da sempre, il costo del recapito della posta era a carico del destinatario. Si trattava del cosiddetto “porto dovuto”, spesso abbreviato “P.D.” Pagare prima di spedire la lettera era considerato bizzarro, ma sarà l’innovazione decisiva per riuscire a far funzionare sistemi postali pubblici efficienti.

Regno di Sardegna. 1823. “Carta postale
bollata” da 15 cent. spedita da Caluso.
E’ visibile l’impronta a secco del genietto a
cavallo. A destra il disegno del tipo da 50
cent, e da 25 cent.

A Venezia all’inizio del 1600 erano stati creati dei fogli di carta bollata obbligatori per la corrispondenza fra gli uffici della repubblica. Altre simili “carte valori” postali appaiono in vari paesi, come in Lussemburgo nel 1790, e nella città di Sidney in Australia, nel 1838.

Alla base di queste iniziative c’è il tentativo di rispondere in modo adeguato all’enorme aumento della corrispondenza dovuto allo sviluppo dei commerci, della cultura, dei viaggi, a cui però un sistema postale farraginoso, complicato, frammentato, lento e costoso non è in grado di dare una risposta soddisfacente. Ed in più tutte le Poste nei vari Stati erano in forte deficit, a causa della concorrenza dei corrieri privati.

Un’altra novità viene realizzata nel 1660 in Inghilterra; si tratta del primo timbro postale, con mese e giorno, da apporre sulle lettere in partenza.

Londra. 1839. Postino della “General Post”. La sera girava per le strade per raccogliere la posta da spedire, richiamando l’attenzione della gente con una campanella. E’ riprodotto su un francobollo inglese del 1990.

 

Fu introdotto dal “post master general” Sir Henry Bishop in seguito alle lamentele del pubblico per i ritardi con cui la corrispondenza veniva recapitata. Così si poteva almeno sapere con certezza quando la lettera era partita. Questi timbri furono chiamati “bishop marks”.

Molto importante è quanto accade nel Regno di Sardegna nel 1819.

Anche qui il servizio postale dello stato era in deficit perché il pubblico preferiva valersi di corrieri privati, meno costosi. Allora viene deciso che le lettere devono essere obbligatoriamente scritte su dei fogli di carta postale bollata da acquistare al prezzo di 15, 25 o 50 centesimi, a seconda della distanza. Inoltre viene tassativamente proibito di utilizzare altri sistemi per inviare la corrispondenza.

In sostanza la posta diventa monopolio dello Stato. Questi fogli portavano l’immagine di un genietto a cavallo, e sono noti come i “Cavallini di Sardegna”. In questo modo si pensava di semplificare le cose per il pubblico e di sanare il bilancio delle poste. Tuttavia il successo fu inferiore alle attese.

Un sistema simile vide la luce in Inghilterra il 6 Maggio 1840; vennero messe in vendita al prezzo di un penny le buste Mulready” (dal nome dell’ artista che le disegnò), ma non piacquero per niente al pubblico, che le considerò brutte, poco pratiche, pompose, con un disegno allegorico incomprensibile.

Furono presto ritirate, mentre esplodeva il successo incredibile del penny black”, il primo francobollo al mondo, che era stato emesso lo stesso giorno.

Ad esso dedicheremo la prossima puntata.

 

a cura di Giuseppe Menzio

 

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