Il futuro post Covid: un fiore nella tempesta

11 dicembre 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Un fiore nella tempesta, l’editoriale del direttore sul futuro post Covid

Quelli passati recentemente sono stati mesi difficili e sicuramente un’esperienza nuova, per quanto orribile. Tantissime persone si sono ammalate, altre sono state ricoverate in ospedale, altre nei reparti di terapia intensiva, altre ancora sono, purtroppo, decedute.

Il Covid non ha fatto sconti e ha coinvolto, trascinando con sé nel baratro della pandemia, milioni di persone in tutti i Continenti.

Viaggi a lungo raggio pressoché azzerati, porti e aeroporti vuoti, lavoratori a casa, in cassa integrazione, imprenditori in difficoltà economica, studenti in aula virtuale, con la formula della didattica a distanza.

Il mondo sta cambiando. Anzi, il mondo è già cambiato, in soli 300 giorni.

Dubito che si ritornerà allo stereotipo del precedente stile di vita, al modus vivendi del periodo ante pandemia; è come se fossero saltati gli schemi di gioco in una partita di calcio e, dopo un primo momento di smarrimento in cui si improvvisa una reazione difensiva, è necessario pianificare l’incedere sulla base della disponibilità di risorse.

Un aspetto positivo è costituito dal balzo in avanti di almeno dieci anni, effettuato “ob torto collo” dall’Italia in pochi mesi, grazie all’uso spesso obbligato di supporti informatici per riunioni di lavoro in rete, lezioni scolastiche da casa, spesa via internet e acquisti online, come anche l’incremento esponenziale nella richiesta dello “Spid”, la speciale password che consente di entrare nei portali della Pubblica Amministrazione per richiedere certificati, fare visure, ottenere documentazione online senza far file agli sportelli degli uffici del Comune, Agenzia delle Entrate, Inps, Catasto Urbano, Aci e mille altri.

E se occorrerà prepararsi a qualcosa di diverso, come pare sia molto probabile dopo questo periodo di forte instabilità sanitaria, è anche vero che l’intero impianto andrà ripensato, riprogrammato, rigenerato…

Uno sguardo al futuro

E qui entrano in campo le persone più illuminate, coloro che ragionano pianificando a 20, 30 o magari anche a 50 anni nel futuro, cercando di intercettare e sviluppare al meglio le esigenze, i desideri e le migliori pratiche per l’organizzazione di vita di uomini, donne, anziani e bambini.

Un esempio su tutti è Papa Francesco, che alla luce di quanto accaduto nel corso del 2020, ha proposto ai giovani, artefici della costruzione della vita di domani, di volare alto e di ricominciare col pianificare un sistema economico nuovo, etico, imparziale, che non speculi ma che, al contrario, ove possibile solidarizzi con chi ha di meno.

Un sistema che riduca il gap tra coloro che hanno patrimoni esagerati, che continuano ad arricchirsi e ad accumulare beni, e chi non possiede neanche le risorse primarie per sfamare quotidianamente la propria famiglia e sé stesso.

L’invito ai giovani

Ecco che nasce allora un invito virtuale ad Assisi, città mistica e fuori dal tempo, rivolto ai giovani imprenditori under 35 di centoventi Paesi, agli economisti, ai docenti universitari, ai filosofi, ai sociologi, a chi con buona volontà voglia cimentarsi per trovare la quadra di un nuovo ordine mondiale in cui vi sia meno ingiustizia e maggiore equità.

Per incamminarsi verso l’obiettivo, sono stati impostati temi e proposte su lavoro, finanza, educazione, impresa, diseguaglianze, intelligenza artificiale, transizione energetica, rispetto per l’ambiente e deferenza verso l’uomo.

Le basi gettate alla fine di novembre 2020 dall’iniziativa promossa dal Papa, saranno riprese e ulteriormente dibattute per successive elaborazioni, nella speranza che presto l’intera umanità possa avvalersi di una Società meno sbilanciata e più solidale di quanto non sia quella attuale, per consentire la nascita di un bel fiore dopo la tempesta.

di Stefano Quagliozzi
Direttore Tablet Roma

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Le immagini Pixabay appaiono in Creative Commons CC0

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