Google ti guarda negli occhi e nel cuore

7 marzo 2018 | commenti: Commenta per primo |

Il colosso del web entra nel campo della medicina

Google ti guarda negli occhi: un algoritmo individua le malattie cardiache

Gli studi sull’intelligenza artificiale, soprattutto rispetto alle sue possibili applicazioni, si muovono verso le direzioni più disparate. L’ultima “via” è quella intrapresa da Google, che ha portato l’AI verso la medicina. Il risultato è un algoritmo in grado di determinare la predisposizione alle malattie cardiovascolari.

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Il segreto in un algoritmo

L’algoritmo di Google, che utilizza il machine learning, funziona attraverso l’analisi della parte interna dell’occhio degli utenti. Grazie all’AI permette di capire se quella persona potrà o meno sviluppare problemi cardiaci. Mediante una macchina fotografica e un microscopio il medico può misurare età e pressione sanguigna del paziente.  Può anche capire se è un fumatore abituale.

Questo è possibile perché la retina è ricca di vasi sanguigni, che sono un perfetto indicatore dello stato di salute di una persona. Raccolti questi dati, il software sviluppa una previsione sul fattore di rischio maggiore per il soggetto in esame, come ad esempio potrebbe essere l’infarto.

Un alto tasso di precisione

Allo stato attuale il software di Google con il suo algoritmo è stato in grado di elaborare informazioni e dati raccolti su almeno 300mila pazienti. Il tasso di precisione è del 70%. Una percentuale considerevole, considerando che con il metodo usato tradizionalmente, mediante analisi del sangue, si raggiunge il 72%.

Proprio grazie al machine learning e all’analisi dei dati dei pazienti, il sistema ha imparato autonomamente ad associare determinate caratteristiche della retina ad altri indicatori utili per individuare problematiche cardiache. Per ora non è un metodo che può sostituirsi ai metodi tradizionali ma una volta approntato e migliorato promette un’affidabilità quasi comparabile.

Questo studio è frutto di una collaborazione tra gli scienziati di Google e Verily, la divisione medica che si occupa di health tech di Alphabet (una holding che ingloba anche Google). È possibile leggere l’articolo relativo, pubblicato sulla rivista Nature Biomedical Engineering.

di Simona Gitto

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