Grammy Awards: all’insegna del rispetto

25 gennaio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Grammy Awards protagonisti Billie Eilish e Lil Nas X

È difficile organizzare un premio musicale, men che meno il principale al mondo. Bisogna bilanciare il vecchio e il nuovo, il successo commerciale con l’onesto impulso artistico, qualcosa che attiri il grande pubblico e che coinvolga i più selettivi esperti. Difficile altrettanto è dire in che modo cavarsela nel dilemma, e bilanciare tutti questi aspetti contrastanti.

Conclusasi la serata della sessantaduesima edizione dei Grammy Awards, guidata dal motto Un-Expect Everything (In-Aspettatevi Di Tutto), si può dire senza dubbio che tale equilibrio sia stato rispettato in massima parte. E a volte da fonti inaspettate.

Sì, ci si aspetta che Usher sia un perforare di classe e sia in grado di compiere un valido tributo a Prince specie con una soave FKA Twigs che si produce in unottima lap dance, e una fiammeggiante Sheila E. che guadagna in pieno il titolo di regina della percussione.

Sì, non si può non amare una performance di Tyler, The Creator accompagnato da voci magnifiche come i Boyz II Men e Charlie Wilson. Sì, non ci si può non inchinare alla veneranda autorità della signora del country Tanya Tucker, che guadagna il primo Grammy della sua più che cinquantennale carriera. E allo stesso tempo ci si può sorprendere in relazione ai nuovi arrivati.

Tra tributi e vittorie

Non che le stelle di primo livello, questa sera, si siano dimostrate sempre tali. Lidea di chiamare ad esibirsi gli Aerosmith e i RUN-DMC era benintenzionata, un tributo al rock d’altri tempi e un modo di variegare la lineup aggiungendo un artista mainstream che non fa parte della nuova generazione, ma le buone intenzioni non giustificano un risultato mediocre.

I settantun anni di Steven Tyler e le età analoghe del resto della band cominciano a farsi sentire, e la performance del Demone delle Urla è paradossalmente sottotono e sgraziata. Quando poi inizia Walk This Way diventa palese che anche il gruppo rap non ha più niente da dire, men che meno chimica sul palcoscenico.

Dallaltra parte incontriamo la collaborazione di Alicia Keys e dei Boyz II Men, un tributo a Kobe Bryant venuto a mancare proprio il giorno della premiazione. Nonostante tutto, il lutto collettivo nei confronti della star della pallacanestro non risulta frettoloso e forzato. Anzi, la Keys e il la boy band R&B appaiono dolci e onesti, nella loro performance acustica di It’s So Hard To Say Goodbye To Yesterday.

Billie Eilish protagonista nel bene e nel male

È nel campo delle vittorie che tuttavia emergono i primi problemi. Il successo e l’affetto della critica nei confronti di Billie Eilish, la sensazione alternative pop preferita dal pubblico giovane, sono innegabili.

Tuttavia risulta prematuro e frettoloso assegnarle immediatamente i principali quattro premi della serata, facendo di lei la prima donna a vincere i big five.

Suo è il premio di Registrazione dell’Anno e Canzone dell’Anno per la sua Bad Guy (assieme al fratello Finneas O’Connell, produttore e fratello della cantante), di Miglior Nuova Artista, Album dell’Anno e Album Pop dell’Anno per il suo debutto When We All Fall Asleep, Where Do We Go?: e risulta unesagerazione, una corsa alla tendenza che disdegna altri candidati potenzialmente altrettanto validi. Come Rosalìa, la sensazione spagnola che è riuscita, si pensi un po’, a ottenere fama e rispetto a livello mondiale con un (ottimo) album di flamenco, El Mal Querer.

O Lizzo, la rapper e belter R&B che riesce finalmente a scavarsi una posizione nel mainstream dopo dieci anni di preparazione. O Lana del Rey, che ben prima della Eilish aveva reso popolare la musica alternativa, ma che per il quinto album di fila deve andare a casa a bocca asciutta.

Anche la performance della Eilish è senza infamia e senza lode. La sua mancanza di esperienza e potenza vocale emerge nel lasciarla sola al pianoforte, e la sua lenta ballata When The Party Is Over rallenta e porta allo stallo la serata. Per capire in che modo sarebbe potuta migliorare basta guardare gli altri performer. Anche Lizzo, vincitrice dei premi di Miglior Performance R&B Tradizionale e Miglior Album Urban Contemporary per Cuz I Love You, si esibisce con una ballata, la title track del suo album con unorchestra completa alle spalle e una furia vocale che lascia spiazzati.

Come una signora del soul d’altri tempi, la controversa popstar splende come un cielo di stelle nel suo abito nero, al punto da lasciar quasi dispiaciuti quando si produce nella più vivace Truth Hurts. Oppure da una Demi Lovato al massimo della forma, che presenta la sua nuova canzone Anyone con una classe e una maturità che non si è mai vista nella sua figura. Una ballata che tratta di paura, di solitudine, con un taglio personale che mai si è visto nella carriera della ex starlet Disney, e che potrebbe rilanciare la sua carriera con la serietà e il prestigio che le era necessario.

Lil Nas X re della serata

Ma se davvero si vuole incoronare un re della serata, non ci si può non innamorare della simpatia e della spontaneità di Lil Nas X, nel suo completo da cowboy argentato (cappello e stivali neri, naturalmente), e dellautoironia con cui canta i numerosi remix della sua hit Old Town Road.

La sua chimica istantanea con il gruppo k-pop dei BTS, che sbancano completamente nella versione Seul Town Road. La divertente presenza sul palcoscenico del giovanissimo Mason Ramsey, sensazione virale famosa per aver cantato lo jodel in un centro commerciale. Lentrata in scena da rockstar daltri tempi di Billy Ray Cyrus, giacca di pelle e chitarra elettrica come una rockstar di altri tempi, accolto da fischi western e applausi del pubblico in attesa del momento clou.

E quando durante il chorus finale tutti quanti si incontrano alle sue spalle, e cantano ancora una volta quel ritornello che tutti abbiamo sentito (e cantato anche noi, almeno una volta, anche quelli che non sopportano le hit virali), e nonostante l’atmosfera goliardica quasi ci si commuove.

Quasi dispiace che non sia quella la chiusura della performance, ma piuttosto il singolo in uscita Rodeo. Non che sia brutta, s’intende: il neon e la pelle attillata nera ricordano altri tempi, e l’apparizione di Nas – l’altro Nas, quello di ILLmatic – dimostra che Lil Nas X sa di cosa si sta occupando e nel suo prendere sé stesso poco seriamente, rispetta senza obiezioni gli altri e la musica di cui si occupa. E in questo senso, ecco che la divertente sensazione virale diventa una popstar che si fa amare davvero.

di Maria Flamia Zacchilli

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione del testo, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

 

Da Los Angeles i premi della musica Grammy Award

Sono oltre 80 i Grammy Awards che verranno sconsegnati allo Staples Center di Los Angeles il prossimo 26 gennaio!

Davvero tutti i generi musicali, dal rock alla musica classica, dalla musica per bambini all’opera, dal metal al R&B, dal jazz alla musica da film, dal rap al country, ma anche la musica sacra, elettronica, latina, strumentale, il reggae… tutto quello che vi viene in mente verrà premiato nella 62esima edizione dei prestigiosi premi musicali.

Tra gli strafavoriti ci sono Lizzo, Billie Ellish, Ariana Grande ma la serata presentata da Alicia Keys si preannuncia piena di sorpresa che troverete presto commentate su questa pagine dalla nostra Maria Flaminia Zacchilli.

Tra gli italiani presente Andrea Bocelli con il suo “Sì” nella categoria “Best Traditional Pop Vocal Album”.
Queste le nomination per i tre premi più ambiti:

Record of the Year

“Hey, Ma” — Bon Iver
“Bad Guy” — Billie Eilish
“7 Rings” — Ariana Grande
“Hard Place” — H.E.R.
“Talk” — Khalid
“Old Town Road” — Lil Nas X Featuring Billy Ray Cyrus
“Truth Hurts” — Lizzo
“Sunflower” — Post Malone & Swae Lee

Album of the Year

“I, I” — Bon Iver
“Norman F—ing Rockwell!” — Lana Del Rey
“When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” — Billie Eilish
“Thank U, Next” — Ariana Grande
“I Used To Know Her” — H.E.R.
“7” — Lil Nas X
“Cuz I Love You” (Deluxe) — Lizzo
“Father of the Bride” — Vampire Weekend

Song of the Year

“Always Remember Us This Way” — Natalie Hemby, Lady Gaga, Hillary Lindsey & Lori McKenna, songwriters (Lady Gaga)
“Bad Guy” — Billie Eilish O’Connell & Finneas O’Connell, songwriters (Billie Eilish)
“Bring My Flowers Now” — Brandi Carlile, Phil Hanseroth, Tim Hanseroth & Tanya Tucker, songwriters (Tanya Tucker)
“Hard Place” — Ruby Amanfu, Sam Ashworth, D. Arcelious Harris. H.E.R. & Rodney Jerkins, songwriters (H.E.R.)
“Lover” — Taylor Swift, songwriter (Taylor Swift)
“Norman F—ing Rockwell” — Jack Antonoff & Lana Del Rey, songwriters (Lana Del Rey)
“Someone You Loved” — Tom Barnes, Lewis Capaldi, Pere Kelleher, Benjamin Kohn & Sam Roman, songwriters (Lewis Capaldi)
“Truth Hurts” — Steven Cheung, Eric Frederic, Melissa Jefferson & Jesse Saint John, songwriters (Lizzo)

di Martino del Volo

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione del testo, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

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