Il cane che amava troppo

11 luglio 2018 | commenti: Commenta per primo |

Il cane che amava troppo – Comportamento e psicologia dei cani per capirli veramente

il cane che amava troppoIl cane che amava troppo è un libro scritto da Nicholas Dodman (casa editrice Tea, 1999). L’autore è uno psicologo veterinario americano, con grandissima esperienza nel recupero comportamentale dei cani e che all’epoca della pubblicazione dirigeva la Clinica Comportamentale della Tufts University, dove vengono affrontati e risolti quotidianamente problemi di vario genere che affliggono i cani e le loro famiglie umane.

Chi di noi non si è trovato alle prese con dei comportamenti del nostro cane che ci sembrano incomprensibili? A me personalmente capita spesso e volentieri, e l’idea che sfogliando questo manuale posso trovare non tanto delle risposte assolute, quanto delle ipotesi scientifiche su ciò che vedo e che non riesco a  capire, mi pare assolutamente vincente.

Uomo e cane: quanto ci somigliamo?

Il prendere atto che la mente del cane può essere offuscata, esattamente come la nostra, da stati di aggressività o  di ansia, può farci guardare al nostro beniamino in modo diverso. Uomo e cane sono, dal punto di vista psicologico, molto più simili di quanto si pensi. Immaginiamo sempre i nostri quattro zampe semplici nel ragionamento, che immaginiamo in maniera semplicistica sempre  legato al soddisfacimento dei bisogni primari (cibo, acqua, sopravvivenza, riproduzione) o secondari (attenzione del proprietario, gioco, tana/casa),  ma i loro pensieri sono invece piuttosto elaborati e le difficoltà ad affrontare il mondo che li circonda sono talvolta immense e difficilmente sormontabili. Occorre allora la chiave giusta per aprire la porta che conduce alla comprensione dei loro problemi ed alla loro risoluzione.

Il manuale è diviso in tre parti, che affrontano argomenti delicati e complessi: il cane aggressivo, il cane pauroso, e le sindromi ossessivo-compulsive.

Non mi mordere!!!

il-cane-amava-troppo-02Vengono descritti vari casi, ad esempio quello del cucciolone di Rottweiler che morde  i proprietari ,  del Chesapeake Bay Retriever che aggredisce, apparentemente senza alcun motivo, la sua umana (e invece un motivo c’è  e come!), del Pastore Tedesco che si scaglia  violentemente contro tutti gli ospiti che tentano di entrare in casa, e non ultimo della coppia di Springer Spaniel che vanno a caccia del neonato di casa.

Per ogni paziente a quattro zampe vengono descritti sia tutti i consigli per migliorare la relazione con il proprietario, sia tutti gli esami clinici eseguiti per escludere (o confermare) l’esistenza di patologie, e l’eventuale cura farmacologica.

Ma che paura!

La seconda parte del manuale è rivolta a tutti i casi in cui l’amore che il cane ha verso il proprio umano dà luogo a stati di ansia da separazione (con conseguente abbaio incessante,  distruzione di oggetti, rosicchiamento di mobili e quant’altro)   e che spesso sono causa di abbandono del cane o di rispedizione al mittente (che sia canile o allevatore). Invece le soluzioni ci sono, di effetto quasi immediato e riportano il cane in uno stato di serenità e di accettazione dei momenti in cui, per forza di cose, deve stare solo a casa.

Viene affrontato poi il problema della paura dei temporali, degli spari dei cacciatori e dei fuochi di artificio, e con pochi semplici consigli viene risolto in modo facile, tenendo sempre conto del carattere del cane e della situazione in cui vive.

Infine un approfondimento sui disturbi da ansia dei cani anziani, che spesso, più che nei cani giovani, possono essere causati da patologie non ancora diagnosticate. Così come i vecchietti umani spesso nascondono qualche malattia dietro al loro essere scorbutici, anche i nostri amici pelosi possono stare male e mostrare il loro malessere con dei comportamenti che stentiamo a capire.

Il cane che si morde la coda (e non e’ solo un modo di dire)  

il cane che amava troppo 02Il cane che gira su se stesso tentando (quasi sempre senza riuscirvi) di afferrarsi la coda manifesta un forte disagio ed un comportamento che si avvicina alla sindrome ossessivo-compulsiva dell’uomo. Anche in questo caso spesso la causa scatenante può essere una grave patologia o da una carenza di sostanze minerali necessarie per l’equilibrio fisiologico. Al di là delle cure veterinarie, molto si può fare anche a casa da parte dei proprietari con una dieta e attività fisica mirate.

A parte il rincorrere la coda, le stereotipie sono tante e più frequenti di quanto si pensi: leccamento di pareti (addirittura fino ad intossicarsi con la vernice), caccia alle ombre, tentativo di ingoiare al volo mosche inesistenti sono solo alcuni.

E che dire della pipì dentro casa? Per fortuna con semplici accorgimenti è molto più facile da risolvere di quanto si pensi.

In conclusione

Una riflessione finale è sulla selezione delle razze e sulle caratteristiche di ognuna. Spesso il proprietario neofita non ha la più pallida idea di quale possano essere il carattere, l’indole e la predisposizione del cane che sta per adottare, e questa è una delle principali cause dei problemi comportamentali nei quali poi si troverà ad imbattersi.

L’autore, da psicologo clinico, indica sempre nella conclusione di ciascun argomento trattato, l’utilizzo eventuale di psicofarmaci, che invece, secondo scuole di pensiero più innovative, possono essere sostituiti da un’efficace impegno dei proprietari supportati da rieducatori cinofili esperti.

Fermo questo mio appunto personale, ho trovato la lettura utile per la chiarezza, il linguaggio semplice e non troppo medicalizzato ed i casi proposti, che spesso sono gli stessi che viviamo con il nostro cane nella nostra quotidianità.

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di Elena Cannella

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