Il Carnevale della Natura

8 febbraio 2017 | commenti: Commenta per primo |

 

I Carnevali green. La Foresta che cammina di Satriano, il Carnevale dell’Uomo Cervo di Castelnuovo al Volturno e il Carnevale di Mamoiada

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Che il Carnevale sia la festa profana per eccellenza è noto.
Meno conosciuto è invece il fatto che le origini di questa festa derivino dai culti dionisiaci dell’antica Grecia e dai Saturnali del mondo romano. E che queste cerimonie prima ancora di avere un significato irriverente, ne avevano uno più profondo, purificatorio.
Il Carnevale è un rito ancestrale legato ai cicli della morte e della rinascita della natura e del cosmo.
Segnava il passaggio aperto tra gli inferi e la terra, abitata dai vivi. E le maschere, rappresentavano il mezzo con cui i trapassati potevano tornare sulla terra per auspicare un abbondante raccolto.

Non stupisce, quindi, che alcune maschere della Commedia dell’Arte derivino dal mondo animale e non solo.

Il nome di Arlecchino, ad esempio, riferito al personaggio del servo scaltro e furbo, troverebbe origine nella parola germanica ‘Hölle König’, che vuol dire re degli inferi.
Anche il nome di Pantalone avrebbe un significato nascosto. La maschera veneziana del mercante avaro e spavaldo, verrebbe da Santo Pantaleone, a cui i veneziani erano devoti, dove ‘Pantaleon’ deriva dal greco ‘pantes’ che significa tutti e ‘leon’ leone.
Ecco spiegato perché in alcuni Carnevali italiani si ritrovano ancora tracce di questo passato primordiale.
E siccome amiamo la natura, stavolta vi consigliamo tre Carnevali particolari che vi riporteranno alle origini. Partiamo!

“Gl’ Cierv” – il Carnevale Molisano

Il Carnevale dell'Uomo Cervo A Castelnuovo al Volturno, nella frazione di Rocchetta Volturno (Is), l’ultima domenica di Carnevale entra in scena l’Uomo Cervo, una figura metà uomo e metà animale, introdotto dal ritmo cadenzato delle percussioni, suonate da figuranti in costume.

L’animale inferocito si aggira nella piazza, sino a che arriva un altro cervo e poi il pulcinella molisano Martino, che brandendo una fune e un bastone, tenta di fermare entrambi gli animali.
Sarà infine il personaggio del Cacciatore, ad uccidere il Cervo e la Cerva, per poi ridargli la vita, soffiando nelle loro orecchie.

Alla fine della rappresentazione, delle fascine vengono accese e fanno il loro ingresso le Janare.
Le feroci streghe, vestite di pelli e ornate di campanacci, parenti dei lupi mannari e dei vampiri cominciano a danzare intorno al fuoco, sino a che lo stregone, che dirige la danza, le blocca e le Janare si allontanano nel buio.

Info: ultima domenica di Carnevale, 26 febbraio; www.uomocervo.org.

Il Carnevale di Satriano (Pz)

La Foresta che cammina. Questo è il singolare Carnevale di Satriano, paesino del parco nazionale dell’Appennino lucano.
Qui, da secoli, si ripete una tradizione suggestiva: le persone si vestono da alberi.
Carnevale di Satriano. L'uomo e la naturaL’ultima domenica, prima del Martedì grasso, quest’anno il 26 Febbraio, le maschere, chiamate Rumita (da “eremita”), completamente ricoperte di edera, escono dal bosco e girano per le strade.
Brandendo un bastone alla cui estremità è attaccato un ramo di pungitopo bussano alle porte delle case, annunciando la primavera e ricevendo in cambio doni.

Un evento con un messaggio ecologista.

Questo Carnevale è diventato un evento green, tanto che nei bar, da qualche anno, vengono utilizzati materiali biodegradabili e prodotti di stagione a filiera corta e chilometro zero. Inoltre ogni anno, vengono piantati alberi per compensare le emissioni di CO2 causate dall’organizzazione e viene prestata particolare attenzione alla raccolta differenziata.

Info: il Carnevale si svolge sabato 25 e domenica 26 febbraio 2017. www.alparcolucano.it

Il Carnevale di Mamoiada

Il Carnevale di MamoiadaI grandi protagonisti della festa di Mamoiada (paese del centro della Barbagia) sono le due maschere tradizionali Mamuthones e Issohadores.

I primi, vestiti di pelle ovina, indossano maschere di legno scuro dall’espressione imperturbabile e portano sulla schiena una gran quantità di campanacci, che superano spesso i 30 chilogrammi di peso.
Si muovono in gruppi di 12 – rappresentando i mesi dell’anno – saltellando e facendo un gran frastuono.
I secondi vestono invece con un giubbetto rosso, pantaloni bianchi e una maschera antropomorfa.

Gli Isshoadores e i Mamuthones sfilano in una vera e propria cerimonia solenne, a ritmo del suono cadenzato dei campanacci, come in una processione danzata.
Le maschere fanno la loro prima apparizione in occasione della festa di Sant’Antonio tra il 16 e il 17 gennaio. Poi è possibile rivederle la domenica di carnevale e il martedì grasso.

Info: il Carnevale si svolge domenica 26 e martedì 28 febbraio 2017.

 

I nostri suggerimenti finiscono qui.
Ora tocca a voi andare a scoprire le bellezze del nostro paese…cosa aspettate?

Se però ne aveste bisogno, ecco Qui  qualche altra idea di viaggio.

 

di Barbara Donzella

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