Il flusso della vita, il nuovo editoriale del Direttore dalla politica al ricordo di Frizzi

11 aprile 2018 | commenti: Commenta per primo |

Il flusso della vita, il nuovo editoriale del Direttore

Il flusso della vita, dalla politica al ricordo di Fabrizio Frizzi.

Le elezioni nazionali, tanto attese, hanno restituito al Paese un risultato che ha sovvertito ogni pronostico, lasciando al palo i partiti tradizionali a vantaggio di quelli chiamati, anche a torto, “populisti”.  Evidentemente gli italiani chiedono un cambiamento di rotta deciso, mostrando chiaramente che si affiderebbero volentieri a forze guidate da giovani leader non compromessi con una certa politica giudicata fallimentare.

La politica internazionale

il flusso della vita 1

foto pixabay.com

Il dittatore nord-coreano Kim Jong Un, più volte ricordato per aver sfidato il mondo con il ripetuto lancio di missili balistici intercontinentali, ha cambiato strategia e trovato altri modi per mettersi in vista e accreditarsi agli occhi del mondo come un Capo di Stato degno del rispetto della collettività internazionale. Dapprima con la fusione delle squadre sportive delle due Coree in occasione dei giochi olimpici invernali, svoltisi a Pyeongchang; poi con una visita a sorpresa da Xi Jinping, il presidentissimo cinese assieme al quale ha annunciato il vertice di maggio col Presidente USA, Donald Trump, per trattare principalmente della denuclearizzazione dell’est asiatico.

Poi la questione di Serghei Skripal (ex spia russa) e della figlia Yulia, avvelenati a Londra con sostanze nervine che sembra siano state prodotte nei territori dell’ex Urss, ha prodotto un rigurgito di guerra fredda di cui, sinceramente, non sentivamo proprio la nostalgia, con l’avvio di un ping-pong reciproco d’espulsioni di diplomatici tra il Regno Unito, la Russia ed i principali Paesi del mondo occidentale.

E ancora, i recenti scontri nella Striscia di Gaza, in Medio Oriente, dove si contano ad oggi 16 morti e oltre mille feriti, per una manifestazione indetta da Hamas, una delle forze più estremiste che sostengono la causa palestinese, per ricordare l’esproprio delle terre arabe nel 1948, a favore dello Stato nascente di Israele. Purtroppo la natura pacifica della manifestazione ha evidentemente contrastato con la location scelta, a ridosso del confine. Ed è stato probabilmente il timore di uno sconfinamento di massa a creare la scintilla che ha innescato la brutale reazione dell’esercito con la Stella di David, che ha sparato sulla folla causando vittime e feriti.

Ciao Fabrizio

il-flusso-della-vita-2

foto wikipedia.it

Ma c’è anche un evento che ha segnato la comunità del nostro Paese negli ultimi giorni del mese di marzo, un evento che ha colpito gli italiani oltre ogni immaginazione possibile e forse, per la prima volta, senza distinguo alcuno: la morte di Fabrizio Frizzi.

Probabilmente neanche il popolare conduttore televisivo sapeva di essere nel cuore di tanti italiani, ma la dimostrazione di affetto seguita all’evento luttuoso, ha spiazzato un po’ tutti, inducendo per prima la Rai, società per la quale Frizzi ha lavorato per ben quarant’anni, a seguire questo avvenimento per quasi una settimana con dirette, interviste, storie raccolte e testimonianze di vita vissuta da gente comune assieme all’ “eterno ragazzo”, distintosi sempre per la grande professionalità, per l’eleganza dei modi, per la riservatezza, per la gioviale compagnia, per la risata coinvolgente, per la grande bontà d’animo dimostrata nell’esercizio del suo lavoro di presentatore, ma anche nel ruolo occasionale di ospite, di musicista, di cantante… insomma, di uomo dello spettacolo a tutto tondo.

E a questo straordinario artista cui decine di migliaia di persone provenienti da ogni angolo del Paese hanno voluto rendere omaggio alla camera ardente allestita presso la Rai e poi nel giorno dei funerali a piazza del Popolo, dovremmo guardare come esempio di vita, per la sua generosità fatta anche di gesti importanti (come nel caso della vita salvata ad una bambina di soli dieci anni attraverso la donazione del midollo osseo) effettuati sempre lontano dalle telecamere e dai riflettori.

Quale “eredità”?

Ma il messaggio più grande lo ha dato negli ultimi mesi di vita, dopo il malore del 23 ottobre dello scorso anno, quando colpito da ischemia mentre registrava il programma “l’Eredità” è stato prontamente soccorso e portato in ospedale.

Ulteriori successive informazioni sul suo stato di salute non sono venute né da bollettini medici né da indiscrezioni. Si sa solo per certo che Fabrizio Frizzi non stava bene, che sicuramente sapeva quale fosse il suo stato di salute e che non si è mai sottratto al lavoro che ha continuato a svolgere sempre – pure con gli occhi che a volte tradivano sofferenza – con quel sorriso straordinario che ha caratterizzato il suo essere e che ha voluto donare con serenità e gioia al suo pubblico televisivo fino all’ultimo giorno, nonostante sapesse dell’inesorabile evolversi della malattia.

Un uomo straordinario che mancherà a tutti, molto più di quanto non si possa immaginare.

di Stefano Quagliozzi

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione del testo, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche. Le immagini appaiono in Creative Commons CC0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.