Il patto coniugale

8 gennaio 2020 | commenti: Commenta per primo |

IL PATTO CONIUGALE: aspetti emotivi e psicologici

Dopo la pausa natalizia, si riprende a parlare di coppia. Si è descritto il suo ciclo vitale e si è approfondito il concetto di intimità. È arrivato il momento di raccontare cosa accade da un punto di vista psicologico quando la coppia si “formalizza” e i due diventano coniugi.

Un tempo il matrimonio era quasi sempre combinato, un’alleanza tra famiglie, un fatto prevalentemente “sociale” … oggi invece è diventato autorealizzazione personale di due individui che si scelgono, dove al centro dell’attenzione c’è il legame sentimentale, si dà grande risalto all’intimità e dove la relazione di coppia è investita di desideri, richieste e fortemente idealizzata.

Spesso la coppia (fase simbiotica) si forma intorno all’aspettativa di trovare nell’altro il complemento perfetto a se stessi ed è in questo modo che nasce l’innamoramento e poi, con il tempo, l’amore.

L’amore, l’intimità e la condivisione diventano il carburante necessario per proseguire insieme il cammino intrapreso ed arrivare alla decisione di fondare una famiglia.

Ed è a questo punto che si parla di patto coniugale. Ma cosa intendiamo con questa espressione? Il patto coniugale è un patto di reciprocità giuridicamente sancita che tutela diritti e doveri dei coniugi.

È un patto fiduciario, dove la dimensione dell’obbligo e dell’impegno reciproco rappresentano il polo etico del patto e la fiducia ne rappresenta il polo affettivo, perché consente l’apertura verso l’altro e la costruzione nel tempo di un rapporto esclusivo.

La valenza, il peso di queste due polarità varia da cultura a cultura e da famiglia a famiglia ma esse sono assolutamente necessarie perché senza la fiducia il patto non sarebbe che un freddo contratto mentre senza l’obbligo dell’impegno reciproco la fiducia diventerebbe una rischiosa apertura di sé, in quanto ci si affiderebbe solo alla dimensione emotiva della relazione.

In che modo si fonda il patto coniugale e quali sono i suoi elementi costitutivi?

Come la coppia arriva alla decisione di costruire una vita insieme in cui condividere valori e pianificazione di progetti futuri? Sicuramente non è sufficiente provare una grande attrazione fisica o un intenso amore passionale ma serve soprattutto altro.

La consapevolezza rispetto ai valori morali che si condividono personalmente e che si accolgono al fine di creare il sistema di valori della coppia: esso infatti forma non solo la struttura della personalità ma costituisce la base del comportamento e dell’etica del singolo partner e quindi anche della coppia e della famiglia.

-La consensualità: una volta che ci sia questa conformità di voleri e di opinioni, essa si traduce in approvazione reciproca dei coniugi.

-La delineazione di un fine, inteso come il risultato a cui mira la coppia (per esempio sui figli da avere oppure invecchiare insieme).

– Infine l’impegno a rispettare il patto stesso, nonostante la fatica e le difficoltà, “nel bene e nel male, nella gioia e nei dolori”.

Il patto coniugale è un’area cruciale della relazione perché è un legame tra due persone che sono differenti in base al genere, differenti non solo biologicamente ma anche rispetto alle interiorizzazioni di ruoli e aspettative che convergono nel maschio e nella femmina.

In esso ritroviamo due aspetti fondamentali: una dichiarazione di impegno e quindi un patto coniugale esplicito e la presenza di una dimensione inconsapevole, cioè di un patto segreto.

Il patto dichiarato è una dichiarazione di impegno nella relazione, formulata esplicitamente e pubblicamente, che ha nel matrimonio la sua visibilità sociale e che si esprime con la promessa di fedeltà “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia” e si rifà prevalentemente al polo etico della relazione.

Esso può essere: fragile, se è povero di impegno; formale, se come nel passato si basa su regole e rigida contrattualità; assunto, se interiorizzato adeguatamente da un punto di vista cognitivo e affettivo.

Il patto segreto è invece un intreccio affettivo inconsapevole che influenza la scelta reciproca, è un patto non dichiarato, implicito, che comprende tutti i bisogni, gli ideali, le aspettative che appartengono alla storia personale e familiare di ognuno dei partner e che entrambi desiderano soddisfare nella relazione coniugale.

Nessuna coppia, infatti, inizia un rapporto a partire da zero: tutti hanno un sistema di credenze e aspettative nei confronti del matrimonio che si è strutturato a partire dalle esperienze nella famiglia d’origine o da altre esperienze personali (matrimoniali, di coppia)… il tutto condizionato anche dalla cultura di appartenenza.

Il patto segreto può essere:

praticabile, quando i partner soddisfano i bisogni affettivi reciproci. È flessibile, perché può essere riformulato secondo il mutamento dei bisogni affettivi e delle attese dei partner lungo il percorso di vita e, grazie a questa capacità adattativa, può cambiare in funzione alle situazioni del ciclo di vita della famiglia riuscendo a fronteggiare e superare crisi e compiti di sviluppo della coppia coniugale;

rigido, quando lo scambio avviene ma, evolvendosi i bisogni reciproci, l’intesa segreta si consuma. Nel patto rigido, cioè, quando si esaurisce la soddisfazione di una particolare forma di incastro tra i vari bisogni dei partner, si genera la corrosione del legame.È il caso di coniugi che, ad esempio, concentrino tutte le loro risorse ed interessi nell’educazione dei figli trascurando la coppia e, quando i figli adulti vanno per la loro strada, rigidamente non sono in grado di rilanciare il patto, non riescono a riorganizzarsi e finiscono col separarsi;

impraticabile, dove praticamente non esiste un patto segreto, perché l’intesa è nulla e lo scambio è impossibile. Nel patto impraticabile, l’altro nella sua realtà non è percepito, i bisogni che i due partner sperano di soddisfare reciprocamente vengono sistematicamente disattesi e il mondo psichico della coppia è costituito da sfruttamento reciproco sulla base di esigenze esclusivamente individuali.

Il legame coniugale risente della confluenza tra i due patti che, incontrandosi, danno luogo a forme specifiche di relazioni di coppia le quali determineranno se essa sarà in grado di affrontare e superare gli eventi critici che si presenteranno nel corso del loro ciclo vitale oppure no.

Quasi tutte le combinazioni (tra patto dichiarato formale o fragile e patto segreto rigido o impraticabile) sono assolutamente disfunzionali per la coppia e conducono a insoddisfazione, infelicità e magari alla separazione.

La costruzione di un patto coniugale che attui e mantenga viva la confluenza tra patto segreto e patto dichiarato necessita di un terreno comune che comprenda entrambe le valenze: etica ed affettiva. È appunto quando il patto dichiarato assunto e patto segreto praticabile si incontrano che la coppia riesce a superare positivamente le transizioni innovandosi continuamente, a costruire una propria identità ed essere mediatrice tra le vecchie e le nuove generazioni.

E, concludendo con le parole di Erri De Luca, questa coppia coniugale non avrà metà, sarà un due che non si può dividere con niente… nessuno sarà uno e l’unità consisterà nel due…”.

Buon 2020 a tutte le coppie giorno per giorno in cammino!

 

Dott.ssa Giulia Migani

Psicologa – Psicoterapeuta

Analista transazionale socio-cognitiva

Mediatore Feuerstein Basic e Standard I livello

Associazione Hikikomori Italia Onlus – Area psicologica Referente Roma Sud

EMAIL: giuliamigani@yahoo.it Cellulare: 338 3839479

 

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