Intervista a Ladylittleterry tra miti e influencer

20 aprile 2020 | commenti: Commenta per primo |
Condividi con i tuoi amici:

Teresa Agostini è Littleladyterry

Capelli turchini, amante dei miti greci e del Natale e “piccola e colorata come un tascabile Mondadori” come dice la scritta nel suo profilo Instagram: lei è Teresa Agostini, in arte Littleladyterry, l’influencer, anche se non le piace essere chiamata così, più dolce che ci sia.

Sei un’appassionata di miti e quasi ogni giorno sul tuo profilo IG racconti ai tuoi followers un mito: com’è nato tutto ciò?

“La passione per i miti è nata semplicemente perché ho fatto il liceo classico e la mia fortuna ad oggi è stata quella di aver avuto un’insegnante molto dura.

Come tutte le cose però, le apprezzi veramente finita la scuola e la vera e propria passione l’ho portata avanti dopo e ho deciso di condividerla.

Troppo spesso viene associato quello che si studia a scuola come qualcosa di noioso che ci viene imposto, ma secondo me non esistono materie non interessanti.

Esiste invece qualcuno che non le sa spiegare bene e dipende proprio da questo il mio successo nel raccontare i miti: rapporto le storie al giorno d’oggi, ironicamente e in parte mi sento quasi blasfema a raccontarli in questo modo, con annesse parolacce o paragonandoli alla situazione attuale di una storia tra due ragazzi di oggi, però lo faccio per renderli più vicini a chi siamo oggi.

Chi mi sta guardando non è detto che abbia la mia stessa conoscenza in merito e il mio scopo è quello di renderlo semplice ed accessibile a tutti e, il fatto che le persone vedono che la mitologia è più vicina a loro di quello che pensavano, la rende interessante.

La storia è ciclica, i miti sono un po’ come le serie tv dell’antichità – ride – come il loro Netflix, e quello che accade potrebbe essere trasposto ad oggi: erano una popolazione fantastica ma anche super grevi e sdoganati, anche a livello di sessualità.

Il tuo mito preferito?

Questa è una domanda difficile… ho tante figure alle quali sono affezionata, ma in particolare a due donne: la prima è Berenice, perché il sacrifico che fatto per amore incarna la vera determinazione e autocoscienza e il sapersi dare all’altro. 

Poi Medea, figura che ho portato alla maturità; quello che mi piace di lei è che è controversa, non è sicuramente la più bella della mitologia greca e nemmeno la più avvincente però tutte abbiamo avuto il cuore spezzato e se non sei empatica con Medea beh, c’è qualcosa che non va.

Spesso parli di temi sessuali e di self confidence nelle tue storie: sei una sorta di portavoce di un movimento nuovo?

Io non mi sento capostipite in niente in realtà, però conosco bene l’argomento e credo sia giusto parlarne: per la mia tesi di laurea ho studiato come vengono costruiti i tabù e che cosa comportano nella mente delle persone.

Questa è una tematica delicatissima e molte di queste restrizioni interne ci sono state imposte in maniera un po’ subdola semplicemente perché la cultura storica ha insegnato ai nostri genitori a comportarsi in un certo modo e ai loro genitori prima di loro e così via.

Non è colpa loro: ci hanno semplicemente riversato addosso quello che loro stessi hanno imparato.

La cosa imperdonabile è che la donna ha sempre più tabù dal punto di vista sessuale e non va bene a prescindere.

Parlare di sesso è normale, aprirsi è normale, è una parte del proprio percorso essenziale; si parla sempre di body confidence, di self confidence senza toccare questo tema ma, così facendo, si innesca un processo di accettazione che vale solo a metà, perché bisogna accettarsi tutti interi, parte sessuale compresa.

Qualche tempo fa, per esempio, ho fatto delle storie sulla skincare del seno e mi sono arrivati dei messaggi nei quali sembrava che avessi detto delle cose assurde: quello che mi sento di dire è ‘ragazze non c’è niente di male, la pelle è tutto il corpo, anche il vostro seno e non c’è niente di imbarazzante in tutto ciò’.

Il tutto è legato al tabù del ‘non ti devi toccare, quelle cose non si fanno’: la conoscenza è la vera chiave per risolvere questi problemi e imparare a conoscersi.

La sessualità inoltre va ad intaccare la sfera relazionale, emotiva e si riversa in tutto: non puoi vivere una vita intera a disagio con una persona solo perché non siete in linea d’onda sessualmente e vi vergognate a parlarne e non riuscite nemmeno a spiegarvi cosa c’è che non va. Siamo esseri umani complessi e dobbiamo imparare ad accettarci.”

Sappiamo che sei una sorta di follettino del Natale e dai sempre una mano ai tuoi followers a trovare i regali perfetti ad ognuno sotto il periodo natalizio: come mai?

Nasce dalla semplice causa del Natale – ride – io super fan del Natale e me lo sono tatuato anche sul polso giusto per avercelo sempre sott’occhio.

Allora, questa festività devo ammettere di averla compresa veramente solo quando sono andata a vivere all’estero, a Londra; in Italia c’è una visione più cattolica del Natale, mentre nella UK il mio primo Natale lì è stato pazzesco, ho visto un modo diverso di vivere questo periodo.

Per loro il Natale è quella festa durante la quale hai la tua opportunità per fare qualcosa per l’ altro, senza pretendere nulla in cambio, solo per rendere qualcuno felice: per dire, persone che avevo incontrato pochissimo, quando lavoravo lì, mi lasciavano addirittura dei regalini sulla scrivania la mattina.

In Italia spesso qui non sanno perché fanno i regali alle persone, ma sanno solo che li devono fare per una sorta di regola non scritta e non ci pensano davvero, non si sforzano nel cercare di capire qual è il gusto regalo per una persona e invece, se cambiassero approccio nei confronti di ciò, le persone troverebbero sempre il regalo perfetto.

Non esistono persone che hanno tutto, esistono persone che hanno bisogno solo di essere sorprese, anche da una cosa piccola piccola: basta semplicemente a dire che” ti ho pensato”; anche un cupcake va bene.

Tra l’altro ho scoperto che c’è una ragazza qui a Milano che si occupa di questo lavorativamente e lo adoro!
Vorrei fosse il mio lavoro comprare regali alla gente!”

Il tuo vero lavoro però è fare la talent manager e social media strategist: quanto ha influito nel diventare influencer?

Mi sono laureata nella facoltà di interpreti e traduttori, non ho inizialmente studiato per lavorare nel mondo della comunicazione: subito dopo la laurea sono andata a Londra per mantenere la lingua e ho iniziato a lavorare un brand di scarpe e accessori.

In Inghilterra hanno un sistema di crescita molto rapido e tendono a seguire le tue inclinazioni per farti rendere al massimo: io per esempio ero sempre la dipendente del mese e il mio capo aveva capito che ero brava a comunicare con le persone e di conseguenza sono stata spostata nella comunicazione; è stato casuale e, tornata in Italia, ho continuato su questa scia e mi sono inserita in questo settore.

Passando alla parte dell’influencer… quando me lo dicono, devo essere sincera, non mi sento di definirmi tale: divido la mia carriera lavorativa dai social e il mio seguito: il tutto dipende dal fatto che sono iscritta sui social da più di 10 anni e nel periodo in cui vivevo a Londra ero parecchio conosciuta; ci sono followers che mi conoscono da anni!

Ho sempre portato avanti questa sorta di passione ma il mio lavoro non è impostato sul diventare influencer, sono due cose distinte.

Sei follemente innamorata di Kim Kardashian e Kayne West: raccontaci!

“L’incipit di questa storia è: io ho questo approccio grazie alla mia prof di italiano delle superiori che una volta al mese ci assegnava un classico da leggere e un giorno ci assegnò Moccia e noi rimanemmo stupiti.

Lei ci disse che, per imparare le cose fatte bene bisogna conoscere le cose fatte male: allo steso modo per dire che si odia qualcosa si deve prima conoscere il proprio nemico ed avere delle tesi al riguardo.

Io ero stufa di vedere le Kardashian ovunque ed ero davvero pronta a criticarle, così mi sono guardata il programma e in realtà me ne sono innamorata: io davvero non riesco a capire come non si noti la genialità dietro a questo business; ok, sono delle pazze viziate e rifatte ma Kim è intelligentissima.

Cioè questa donna ha fatto un merch auto prendendosi in giro per aver pianto mentre perdeva gli orecchini di diamante nel mare! È un genio! Si rende conto dell’assoluto mondo parallelo nel quale vivono e della loro realtà fuori dalla realtà.

Poi, come tutte le persone con una grande notorietà viene criticata per le sue scelte fisiche e per tutte le operazioni che ha fatto, senza rendersi conto di quello che c’è sotto la superficie ed invece se la si studia Kim fa tanta beneficienza, ha aperto un movimento per liberare le persone incarcerate e all’ergastolo ingiustamente e si sta laureando in giurisprudenza.

Banalmente anche solo parlando della linea beauty che ha fatto, tutti subito hanno criticato il fatto che ora la bellezza naturale non esiste più, che ci si deve perfino imbellettare il corpo con il fondotinta ma, quello che non sanno è che ha avuto grossi problemi di psoriasi.

Lei a inventato un prodotto che le permette di non sentirsi a disagio e vivere più o meno liberamente, essendo sotto i riflettori; alla fine è una persona che ha un disagio e ti sta mettendo a disposizione un prodotto che può risolverti il problema, io non ci vedo niente di male.

Per quanto riguarda Kanye a livello musicale lo apprezzo perché amo il rap, ma a livello personale per la loro love story; al contrario di Kim lui è altrettanto criticabile perché è instabile: si può provare a capire ma non si potrà giustificare in tutto o apprezzare in qualsiasi cosa fa, ma c’è da tenere conto che ha un disturbo bipolare diagnosticato.

I due pezzi di Kanye West che ascolti quando sei felice e quando triste?

‘Monster’ quando sono felice e ‘Church in the wild’ per quando sono un po’ giù.

Sappiamo che odi l’estate e che hai uno stile impeccabile: il capo invernale al quale non puoi assolutamente rinunciare?

Questa domanda ha solo un’unica e sola risposta: eco pelliccia in colori possibilmente pastello, amo!

Il tuo travestimento meglio riuscito?

Adoro le feste a tema e quella migliore è stata a tema serial killer e mi sono vestita da cocaina!

intervista a cura di Marta Boraso

Foto © Teresa Agostini

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione del testo, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Forse potrebbe interessarti anche:

Intervista alla fotografa Chiara Mirelli

 

Condividi con i tuoi amici:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.