Intervista alla cantautrice Angelica Schiatti

29 gennaio 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Angelica: l’intervista sulle pagine di Tablet Roma

foto © Arianna Ghengini

Il Capitol di Pordenone è un posto con un sapore retrò, con quei divanetti in stile, dispersi per l’edificio fronte palco, ed è qui che sto per incontrare Angelica per la nostra intervista.

Mi accoglie con un sorriso raggiante, degli occhiali da sole e una pelliccia lunga fino ai piedi dai colori rosa e azzurro pastello retrò un po’ come lei.

Entriamo nel camerino pronte per l’intervista, si siede in una cascata di capelli ricci scuri che la fanno sembrare una Venere dai capelli neri e iniziamo.

La cantautrice, ex leader dei Santa Margaret ha da poco pubblicato il suo ultimo singolo, Vecchia novità, uscito per Carosello Records il 5 novembre 2019, assieme a Giacomo Ferrara, noto soprattutto come l’attore che interpreta Spadino nella serie Netflix, Suburra.

Partiamo dalla novità più recente, il tuo singolo Vecchia novità feat. Giacomo Ferrara: come mai questa collaborazione un po’ fuori dall’ordinario?

foto © Alessandro Treves

“Se devo essere sincera è nata in maniera totalmente casuale, un po’ come nascono le cose migliori…ci siamo conosciuti su Instagram, come me e te: Giacomo mi ha scritto per farmi i complimenti per l’album (si riferisce al suo primo album da solista, Quando finisce la festa ndr), mi ha chiesto quando avrei suonato a Roma e fatalità la sera in cui ho suonato a Spaghetti Unplugged ci siamo incontrati; post concerto siamo andati a fare un po’ di festa con amici in comune, lì ho fatto ascoltare il pezzo e lui ci armonizzava sopra, cantava veramente bene ed è nato così!
La settimana dopo ci siamo sentiti per telefono e abbiamo deciso di farlo veramente!”

Com’è stato il contatto tra il mondo teatrale e il mondo del cantautorato? Cosa apporta di diverso secondo te il fatto di aver collaborato con Giacomo, rispetto a un altro cantautore?

“Quel brano sentiva proprio la necessità di un dialogo maschile sul ritornello, che è la parte più importante del pezzo e, se avessi collaborato con un altro cantautore sarebbe stata  più la sua canzone, così invece è diventata proprio la nostra canzone, mia e di Giacomo: è un lavoro alla pari.

È il frutto di bellissima simbiosi: sia nel cantato, dove gli ho dato delle dritte canore, sia nel video, nel quale mi ha aiutata a pormi nella maniera migliore; venendo dal mondo teatrale è riuscito ad interpretare immediatamente il suo ruolo, a calarsi subito nella parte: dopo due take e alcuni suggerimenti miei e di Cooper (il produttore Antonio Cupertino ndr) aveva in mano il pezzo.”

Sia dal video di Vecchia novità, sia in Due anni fa (diretto dal fotografo di moda Riccardo Vimercati ndr), che è stato girato in Super 8 con rullino analogico, sia dal tuo Instagram emerge la tua estetica un po’ vintage: come mai questa scelta stilistica?

“ Grande che dici vintage alla francese e non vintage all’americana – ride –  penso sia un po’ nel mio dna: ho una madre molto giovane e un padre anziano, quindi il 50% dei miei cromosomi è molto datato ed è come se fossi vissuta un po’ a metà fra due epoche con le loro relative tendenze.

Poi sicuramente una grande parte l’ha fatta la musica che ascoltavo, un po’ “da vecchi” e la moda correlata (Angelica è un’amante dei Beatles, però non si definisce una nostalgica ndr).”

“Quando Finisce La Festa”, è uscito l’8 Marzo 2019 e dalle storie che posta si nota che ultimamente è spesso in studio e sta lavorando a qualcosa di nuovo. Immagino tu stia registrando il nuovo album…puoi svelarci qualcosa?

“Guarda, te lo spoliero proprio così, diretto diretto: esce a Maggio.

Prima pubblicherò dei singoli, però non so ancora nulla di preciso.

Questo disco nasce in maniera completamente diversa ed è anche stato creato con un modus operandi diverso, ed è giusto così, perché in ogni novità ci dev’essere qualcosa di differente, che lo caratterizza e ogni album è una fotografia di un momento di vita che non sarà mai uguale ad un altro.”

In una parola, come lo definiresti?

“Più corale. proprio per la maniera in cui è nato, a differenza di “QFLF”, che è nato nella mia camera. È… più ballerino.”

Dopo questi mesi di vita di “QFLF”, la tua impressione sull’ esordio da solista?

foto © Arianna Ghengini

“Partendo dal fatto che sono una pessimista di base, ho spesso le aspettative a zero e sono felicissima di tutto quello che mi accade, non mi aspettavo proprio che andasse così bene!

Ho avuto la fortuna di fare un tour che è stato emozionante, soprattutto nel  vedere in faccia le persona che ascoltano la mia musica, che cantato i pezzi e conoscono a memoria tutte le parole.

Il concerto al quale hai lasciato il cuore?

“Tutte le date sono degne di nota ma, se devo scegliere, sicuramente l’apertura a Miles Kane, in particolare l’ultima serata: lì c’è stato il vero rock n’ roll con i vari eccessi del caso.

La gente ha paura degli eccessi, ma è da lì che nasce l’estro artistico; non cito quello che ha detto Carillo in post data”  ride mentre indica Federico Carillo che è seduto davanti a noi.

Infine la data a ‘Le Mura’ a Roma, perché eravamo proprio “murati” dal pubblico, c’era un’atmosfera pazzesca!”

di Marta Boraso

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