Intervista a Gaia Vazzoler, direttore del Piano Day

17 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Gaia Vazzoler è il Direttore artistico del Villa Borghese Piano Day.

La musica non è nelle note, la musica è tra le note” diceva Wolfgang Amadeus Mozart, intendendo l’alchimia di suoni e silenzio.

E cosa succederebbe se a questa si unisse la musica del vento tra gli alberi, il battito d’ali degli uccelli, il ronzare degli insetti, la risata di un bambino e l’acqua che scorre? Beh, non potrebbe che diventare una sinfonia!

Non si può che sintetizzare così il suggestivo evento “Villa Borghese Piano Day” che, da 3 anni a questa parte, a inizio giugno, trasforma per un giorno, dall’alba al tramonto, il cuore verde della Capitale, Villa Borghese, in un immenso palcoscenico.

Cinque pianoforti a coda, posizionati nei punti più belli del parco si confondono nel verde, tra cipressi e querce, dando vita a un grande concerto a due voci con la Natura.

Ottanta ettari, edifici barocchi, le rive del Laghetto, le rovine del finto tempio di Esculapio, viali ricchi di sarcofagi e statue antiche, l’affascinante Orologio ad acqua, la spettacolare terrazza del Pincio con vista su Roma, sono solo alcuni degli scenografici luoghi che fanno da sfondo ai tanti concerti di musica classica, jazz e da camera del Piano Day.

E quando i pianoforti non sono impegnati nel programma ufficiale, tra professionisti e giovani talenti del pianismo, gli strumenti sono lasciati a disposizione di chiunque voglia sedersi e suonare. A dimostrazione di come la musica possa essere democratica.  

Questa bellissima manifestazione – totalmente gratuita – ideata e curata da Gaia Vazzoler e Massimo Spada, con  la preziosa collaborazione di Matteo Ciampi, è diventata un momento sociale, sia perché atteso e amato dai romani e turisti, sia perché, ogni anno, ad essa è abbinato un progetto.

Quest’anno, ad esempio, è stata sostenuta l’Associazione Peter Pan Onlus, polo di accoglienza che mette a disposizione dei bambini malati di cancro, in cura presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, 32 unità abitative dotate di servizi, oltre ad ampi spazi comuni che favoriscono la socializzazione delle famiglie: 200 volontari che assicurano il funzionamento delle strutture 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

L’intervista!

Abbiamo avuto il piacere di incontrare proprio Gaia Vazzoler – pianista, musicologa per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per oltre dieci anni e direttore artistico di diverse rassegne musicali, tra cui “Villa Borghese Piano Day” – a cui abbiamo rivolto alcune domande.

1) Buongiorno Gaia, com’è nata l’idea del “Villa Borghese Piano Day”?

E’ nata in maniera molto “naturale”, portare la bellezza della Musica in quella della nostra città, in particolare nel suo cuore verde Villa Borghese, luogo caro a romani e turisti. Coniugare l’armonia di musica e natura è sembrato a me, Massimo Spada e Matteo Ciampi, un qualcosa di tanto semplice quanto innovativo, una specie di ritorno alle origini della performance musicale, in un ambito di condivisione massima e di grande emozione.

2) Com’è cresciuto in queste tre edizioni il Piano Day?

E’ stato principalmente il pubblico a crescere e a farci crescere.

In migliaia hanno commentato le nostre pagine social, ci hanno incoraggiato, seguito. Veramente un abbraccio molto bello! E anche la stampa e gli organi di informazione hanno sostenuto e documentato sempre di più l’evento. Dal canto nostro, abbiamo cercato di conservare e se possibile incrementare un’altissima qualità della proposta musicale nell’ambito di una fruizione aperta e completamente gratuita.

3) Quali sono state le difficoltà maggiori nell’organizzare un evento così particolare?

Senza dubbio la logistica particolare di Villa Borghese e l’incognita del tempo metereologico. Villa Borghese è un luogo di natura tutelata.

Abbiamo effettuato molti sopralluoghi con gli esperti della Tutela Ambiente e del Servizio Giardini per studiare il posizionamento dei pianoforti e degli allestimenti che, per le ragioni di cui sopra, devono essere minimi e discreti.

Ad esempio non possiamo portare corrente elettrica (i generatori farebbero troppo rumore, e metri e metri di cavi andrebbero a deturpare l’armonia del luogo). Quindi la grande difficoltà è riuscire a far ascoltare in acustica la nostra bella musica ad un pubblico sempre più numeroso. Per l’eventualità maltempo, il Comune ci garantisce ogni anno un “piano B” la domenica successiva, quindi con la possibilità di rimandare di 7 giorni l’evento.

4) Come avete scelto il repertorio di quest’anno, che ha spaziato tra diversi genere, artisti affermati e giovani emergenti?

La manifestazione si propone di essere più trasversale possibile, quindi ben vengano grandi pianisti accanto a giovani promesse, classica, jazz e improvvisazioni.

Ed è bellissimo nel corso della giornata vedere come queste giovani promesse vengano ad ascoltare, rapiti, i concerti degli artisti in carriera.

Per la scelta del repertorio ci siamo affidati molto anche ai pianisti stessi, che stimiamo e con molti dei quali collaboriamo da diversi anni. Unica richiesta della Direzione Artistica: brani con volume sonoro importante (tra alberi, uccellini, acque che scorrono, risciò che passano e tanto pubblico i più raffinati “pianissimo” andrebbero certamente perduti!)

E grande parte dell’evento è affidata proprio al pubblico: quando i pianoforti non sono impegnati nei concerti ufficiali possono essere suonati liberamente da chi vuole. Addirittura quest’anno al Pincio c’era uno strumento dedicato esclusivamente a questo scopo. Ecco, questo in una sala da concerto non accade nemmeno per sbaglio.

5) Tutte performance eccezionali, ma quali sono stati gli ospiti che ti hanno sorpreso maggiormente?

E’ difficile rispondere. Ogni nostro concerto era il tassello di un mosaico pieno di colori. Quello più divertente, quello più meditativo, quello romantico, quello fascinoso.

Senza dubbio l’esibizione di Gilda Buttà e Luca Pincini (musicisti collaboratori del Maestro Ennio Morricone) è stata magica. Complice il laghetto di Villa Borghese al tramonto, la sonata di Franck ci ha davvero fatto sognare.

E poi Gilda scherzava: “Da PIANISTA SULL’OCEANO a PIANISTA SUL LAGHETTO il passo è breve!“.

Spettacolare, poi, il concerto finale, Divertissement a 8 mani di Massimo Spada, Gianni Bicchierini, Francesco Bravi e Adriano Scapicchi in cui, si è cominciato dalla sola mano sinistra, aumentando via via il numero delle mani, delle dita e dei pianisti. Strepitosi!

Non capita quasi mai di vedere e ascoltare quattro musicisti sullo stesso pianoforte, per di più vederli ridere e scherzare durante la performance, ancor meno… e questo è il vero spirito di VILLA BORGHESE PIANO DAY!

6) Quali sono le differenze ambientali e non solo tra un concerto in sala e un’esibizione immersi nel verde?

Senza dubbio acustica e concentrazione vengono penalizzate. E questo non riguarda solo l’ascoltatore, ma anche l’interprete. Francesco Bravi ad un certo punto si è ritrovato una formica sulle dita!

Ma l’altra faccia della medaglia è il valore aggiunto che tutto questo regala alla musica. Potersi sedere, sdraiare liberamente, chiudere gli occhi, o passeggiare, per chi si infastidisce a stare fermo, guardarsi intorno e godere del bello in ogni suo aspetto.

Solo un concerto nella meraviglia di un luogo incantato può regalare queste emozioni. Il pianista Giuliano Adorno, nell’ambito del suo programma, ha suonato ” Reflets dans l’eau” di Debussy: e l’acqua dell’Orologio ad Acqua di Villa Borghese scorreva davvero dietro di lui, mentre il cinguettio degli uccelli, un volo radente sul pianoforte di 3 pappagalli verdi e curiosi hanno reso davvero unica la sua esibizione.

7) Come si fa nell’epoca della musica ‘mordi e fuggi’ a far venire una persona a Villa Borghese e farla sedere ad ascoltare della musica?

Credo che sia proprio la modalità inconsueta ad attirare e incuriosire i non avvezzi. Non è solo una giornata di concerti gratuiti. È un’occasione per riconciliarti con Roma, con la sua parte più bella.

E se si ha fretta, o poca pazienza, la possibilità di ascoltare anche solo qualche minuto “di passaggio” è comunque un valore aggiunto ad una domenica non convenzionale. Moltissime persone ci hanno detto proprio questo: “Non ho mai assistito ad un concerto di musica classica! Oggi l’ho fatto per la prima volta e mi è piaciuto da morire!”. Il bello è che il nostro pubblico è molto variegato, c’erano anche appassionati, musicofili e habitué delle sale da concerto. Entusiasti per il livello delle esibizioni e la qualità degli strumenti, messi a disposizione da Ciampi Pianoforti.

8) Sei pianista e docente, quanto è difficile trasmettere ad un pubblico occasionale come quello di passaggio in una Villa, l’incredibile passione della musica al pianoforte?

Non è stato difficile per nulla! La gente si fermava estasiata. Hanno fatto tutto la musica, la cornice da favola di Villa Borghese, i nostri pianisti eccezionali, ma anche i piccoli PIANISTI IN ERBA! Alle 15, all’Orologio ad Acqua, l’esibizione era aperta e dedicata ai bambini. Con tanto coraggio, ma anche tanta naturalezza, i piccoli pianisti si sono seduti allo strumento e hanno suonato per tutti e in particolare per Peter Pan Onlus, l’associazione che da anni opera a sostegno dei bambini onco-ematologici in cura presso l’Ospedale Bambin Gesù di Roma.

Ognuna delle 5 location di VILLA BORGHESE PIANO DAY aveva un salvadanaio Peter Pan per le libere offerte. Ci teniamo moltissimo a questo aspetto sociale e solidale: pensare anche a chi, mentre noi ci godiamo la musica e la natura, sta combattendo una grande battaglia.

9) È importante comunque che lo stesso ragazzo che instagramma un piatto a tavola, faccia anche una stories al Piano Day?

E perchè no? Certo! Apprezzare la musica di qualità ci può solo completare, migliorare. E poi i ragazzi lo hanno detto e scritto sui social: “Che cosa fichissima!”.

10) L’evento ha avuto un sostegno da Coop e dal Comune di Roma, quanto è stato importante il loro contributo? Chi altro ti senti di ringraziare?

Il contributo della Coop è stato fondamentale, anche perché unico. Senza il suo sostegno concreto, il sogno di VILLA BORGHESE PIANO DAY sarebbe rimasto tale. E la disponibilità del Comune di Roma è stata altrettanto preziosa per velocizzare pratiche altrimenti molto lunghe. Ci siamo sentiti appoggiati fin dalla prima edizione, le istituzioni hanno capito subito che si trattava di un’iniziativa molto bella e inclusiva. Voglio ringraziare anche tutti i nostri partner e naturalmente Ciampi Pianoforti, sponsor tecnico d’eccezione, che ha messo a disposizione di tutti (non solo dei professionisti) perfino il preziosissimo grancoda Fazioli.

11) Appuntamento allora al 4° Piano Day? Cosa ci riserverà?

Il nostro primo obiettivo è migliorarci sempre, quindi più sedie e più ombra per tutti. Ci auguriamo che anche altre realtà ci possano sostenere, così da rendere sempre più bello e piacevole il nostro appuntamento, seguito e apprezzato ormai da decine di migliaia di persone. Quanto alle anticipazioni della prossima edizione… posso solo dire che il 2020 sarà l’anno di Beethoven. Per uno che componeva in mezzo alla campagna, quale location migliore? 

Ringraziando Gaia Vazzoler, vi diamo appuntamento al prossimo Villa Borghese Piano Day!

intervista di Barbara Donzella

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