Intervista alla make up artist Beatrice Agnoli

6 novembre 2019 | commenti: 1 |

In un mondo da favola le vere principesse sono le donne che incontriamo tutti i giorni: Tablet presenta Beatrice Agnoli

Foto ©, make up, modella: Beatrice Agnoli

Ho trascorso una giornata in compagnia della make up artist Beatrice Agnoli e mi sono fatta raccontare un po’ della sua vita e del suo lavoro da sogno.

Beatrice mi aspetta vicino alla sua macchina: è alta, snella, con un fisico tonico che i jeans attillati e la maglia super natural che indossa evidenziano. Ed è struccata.

Oggi andiamo a fare compere” mi dice.

Poco tempo e molte chiacchiere dopo arriviamo da ‘Mac‘ e lì, mentre la seguo osservando attentamente cosa fa, rapita da tutti quegli ombretti scintillanti che sta provando sulla mano, le chiedo…

Com’è nata la tua passione per il make up?

Ho sempre amato fin da piccola questo mondo – dice mentre si guarda attorno e sembra una bambina appena entrata nel suo negozio di caramelle preferito – e quando avevo circa dodici anni mia sorella si divertiva a darmi una sistemata veloce prima di uscire, sai, le prime feste in cui la sorella maggiore era la tua beauty guru; rimanevo sempre ammaliata da quello che faceva e con il tempo ho voluto imparare a truccare anch’io.

Ho sperimentato un po’ su di me e poi sono arrivate le prime amiche che facevano da cavia.

Andando alle superiori questa vena artistica ha comunque continuato a far parte di me, e si riversava in quello che studiavo; per esempio durante le ore di letteratura latina e greca mi immaginavo come potessero essere truccate o rappresentate le divinità, anche se non l’avevo mai considerata come una possibile realtà lavorativa: era qualcosa che mi piaceva, che mi appassionava, ma rimaneva tale.

E quando si è trasformata da passione a lavoro?

In realtà quasi per caso, se devo essere onesta: qualche anno dopo, a causa, o dovrei dire grazie, un enorme grazie, a una scommessa con il mio ragazzo dell’epoca, decisi di iscrivermi a una scuola di make up a Milano e beh…eccomi qui!

Beatrice è bella, intelligente e sa quello che vuole: lo si vede dal suo Instagram dove pubblica foto dei suoi trucchi (la make up artist ha lavorato anche per ‘L’Officiel‘) ma, quello che ha catturato la mia attenzione, sono le stories nelle quali si vede la sua propensione a passare una giornata a truccare delle ragazze apparentemente semplici e spesso timide.

Credo fortemente nel potere del make-up, lo ritengo uno strumento di empowerment femminile rivoluzionario e una cosa che amo fare è proprio prendere delle ragazze che non si piacciono oppure non si ritengono abbastanza belle e far vedere loro che tutti possono sentirsi bene nel proprio corpo, far capire loro che non sono sbagliate o imperfette come credono di essere, ma che basta trovare ciò che può valorizzarle e che con pochi aggiustamenti il gioco è fatto!

È gratificante vedere le loro espressioni quando si guardano allo specchio: a volte nemmeno si riconoscono.

È importante dare un vero boost di autostima alle ragazze al giorno d’oggi, che si ritrovano in un mondo fatto di influencers e modelle perfette e si sentono fuori posto: a me piace far vedere loro che non è così!

Quando trucchi qualcuno, qual è la prima cosa che guardi per capire il make up adatto al suo viso? Ci sono delle regole generali da seguire?

Ci sono tante cose da valutare: solitamente ci si basa sul colore dell’incarnato, dei capelli e degli occhi.

Tendenzialmente per dare più intensità all’iride si usano tonalità complementari, per esempio, se una ragazza ha gli occhi marroni ma che tendono leggermente al verde, uso un ombretto rosso mattone o viola per far spiccare il verde stesso; invece, se voglio ingrandire lo sguardo, devo usare colori simili all’occhio.

Se invece ha gli occhi vicini, si devono creare punti luce nell’incavo interno all’occhio per distanziarli, viceversa, chi li ha lontani, deve avere lo stesso colore su tutta la palpebra.

Poi si gira, mi scruta un attimo…

“Tu che hai questi occhioni grandi e azzurri staresti bene con una base luminosa, perché hai l’incarnato neutro, un ombretto luminoso sui colori naturali, un blush pescato e un rossetto matte nude”, dice, con la testa inclinata da un lato mentre ancora mi analizza.

Tra una spennellata e l’altra mi racconta che i suoi make up artist preferiti sono Patrick Ta e Pat McGrath e che la ricerca del suo lavoro dei sogni è a una sorta di bivio perché le piacerebbe seguire due strade contemporaneamente: sia lavorare per gli editoriali e per le sfilate, ma al contempo diventare una truccatrice fissa per aiutare a creare l’immagine di un artista.

Guardandola senza alcuna traccia di trucco è difficile capire che cosa predilige per se stessa.

Foto © Domenico Donadio, stylist Anastasiya Chvala stylist, modella Ruby Shiauyao, assistente Emanuele Recupero

I cinque prodotti che non possono mai mancare nella tua borsa?

Sicuramente la palette viso illuminante ‘Backstage Glow Face’ di Dior è la mia salvezza quando ho poco tempo e non ho voglia di portarmi dietro tante cose: con le sue quattro colorazioni stratificabili puoi creare un trucco quasi completo, utilizzandolo come blush, illuminante e ombretto… ci fai tutto!

Fondamentale per me è la base viso, quindi direi fondotinta e cipria: io uso quello di Armani ‘Luminous Silk Foundation’ e la ‘Hylauronic Hydra Powder’ di By Terry.

Il mascara è immancabile (personalmente adoro l’ ‘Eccentrico’ di Armani) e come tocco finale un gloss: il ‘Lip Maximizer’ di Dior

Ci sveli un’ ultima beauty tip prima di lasciarci?

“Quello che mi sento di dire è che, certamente, il trucco può valorizzare i nostri punti forti e coprire quelli deboli, ma non può trasformarci.
La prima cosa da fare è la cura della pelle.

Io da un po’ di tempo sto utilizzando i prodotti dell’ ‘Estetista cinica’: sono un vero miracolo”!

Ringraziando Beatrice Agnoli per averci raccontato la sua storia, non possiamo fare altro che fare tesoro dei suoi consigli!

di Marta Boraso

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1 commento

  • Cristina ha detto:

    Molto interessante! 👏
    Un servizio ben fatto e originale perché fa scoprire il personaggio, appassionando il lettore a quello che fa.
    Trovo l’idea di dedicarsi alle persone ordinarie, molto importante e anche molto esemplare in questo nostro mondo dove è così importante apparire per esserci. 👍

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