Intervista a Paola Zanichelli, Assessore al Bilancio

19 novembre 2020 | commenti: Commenta per primo |
Condividi con i tuoi amici:

Passione e competenza alla base del lavoro svolto da Paola Zanichelli, Assessore al Bilancio del Municipio X di Roma

Analisi, pianificazione, spesa per far quadrare i conti per l’assessore Paola Zanichelli, ospite sulle pagine di Tablet Roma.

Assessore Zanichelli, il suo è un incarico particolarmente importante. Dover chiedere e ricevere finanziamenti per il Municipio X e per tutti i tipi di spesa non è certo cosa da poco. Come ha organizzato il suo lavoro all’inizio del mandato?

La grande passione per il territorio dove vivo con la mia famiglia, l’esperienza professionale maturata in oltre 30 anni su bilanci e finanziamenti e il desiderio di contribuire alla gestione del “mio” Municipio,  mi hanno fatto accettare con enorme piacere, e qualche timore, l’incarico proposto dalla Presidente Di Pillo di entrare a far parte della sua Giunta che, come tutti ricorderanno, si è insediata dopo i 2 anni Commissariamento per mafia.

Consapevole delle criticità che avrei incontrato, andando a ricoprire un ruolo meno “appariscente” rispetto agli altri Assessorati, ma nei fatti strumentale e fondamentale per tutte le attività messe in essere da tutti i colleghi, mi sono avvicinata al Bilancio del Municipio X con grande attenzione e, confesso,  qualche perplessità. Ammetto di non amare troppo le luci della ribalta e, al tempo stesso, di amare le sfide su terreni nei quali ritengo di avere la preparazione necessaria: l’Assessorato al Bilancio sembrava quindi l’occasione perfetta per entrare in scena, in un momento storico che vedeva Ostia come “crogiuolo” di mafie e delinquenza.

Ho iniziato quindi cercando di analizzare i bilanci delle precedenti gestioni e della gestione del Commissario per definirne il perimetro ed identificare priorità e criticità. È apparso subito evidente come  il Municipio X fosse stato gestito, dal punto di vista economico/finanziario, diciamo…..a “marcia ridotta”.

Mi spiego meglio: gli stanziamenti in bilancio sono fondamentali per porre in essere tutte le attività, che siano di funzionamento dell’ente, di erogazione dei servizi di competenza municipale (spesa corrente) e di investimento (spesa in conto capitale) per la realizzazione di opere infrastrutturali. In parole semplici: il budget consente di fare acquisti ed investimenti e senza soldi non si può fare nulla.

Nella contabilità pubblica, i fondi stanziati, nel nostro caso, per il Municipio stanziati da Roma Capitale, presentano due grossi rischi: il primo rischio è di non riuscire a spenderli tutti entro le scadenze previste, mentre il secondo è di non aver ottenuto stanziamenti sufficienti a svolgere l’attività programmata.”

In entrambi i casi, una catastrofe. Come vi siete regolati?

“Per quanto riguarda il primo rischio, per procedere con metodo, sono partita dall’analisi dei dieci esercizi precedenti  partendo  dal 2008. È subito apparso evidente il dato relativo al mancato impegno dei fondi annualmente stanziati per il nostro Municipio.

Ovvero, se il 1 gennaio 200.. vengono stanziati … milioni di euro per la gestione del Municipio e il 31.12.200… i fondi sono stati spesi (impegnati) nella misura del 30%, il residuo, pari al 70 per cento dello stanziamento inziale, deve essere restituito a Roma Capitale: uno spreco enorme e la mancata occasione per realizzare interventi sul territorio.

Abbiamo pertanto attivato fin da subito un attento monitoraggio dell’avanzamento dell’impegno dei fondi durante l’anno. Non è possibile , infatti, rendersi conto a dicembre che i soldi ancora da utilizzare sono molti, anche perché i tempi di “impegno” dei fondi stessi non sono immediati e la contabilità pubblica ha regole stringenti e molto chiare da rispettare.

Uscendo poi dalla gestione commissariale, abbiamo prestato la massima attenzione affinché  tutto fosse fatto nel rispetto di tali regole. Devo dare atto a tutto il personale del Municipio, dal Direttore Apicale, ai dirigenti, a tutti i dipendenti, sia dell’ufficio Bilancio che delle varie direzioni, di grande professionalità e disponibilità nel relazionarsi fornendo tutte le informazioni e i chiarimenti che via via si rendevano necessari con la massima collaborazione.

Con il loro contributo, abbiamo avviato in Giunta una sorta di dash-board per il monitoraggio costante dell’impegno dei fondi man mano resi nel bilancio municipale.
L’attento monitoraggio ha portato all’impegno quasi totale (oltre il 90 per cento) dei finanziamenti ottenuti. E perché non il 100 per cento si chiederà qualcuno? Esiste una percentuale minima di residuo, non comprimibile, rappresentata dai ribassi d’asta (a fine anno, se aggiudico alla ditta che offre uno sconto sull’importo stanziato, resta un residuo che per tempistica non riesco ad impegnare).

Quindi, primo importante risultato, utilizzo di tutti i fondi destinati al nostro territorio. Per quanto riguarda invece il secondo rischio, non aver ricevuto stanziamenti sufficienti, abbiamo giocato bene la “carta” delle variazioni di bilancio: a differenza del passato, in ogni variazione di bilancio ci siamo presentati con richieste di ulteriori finanziamenti.

Che, in realtà, possono essere un’arma a “doppio taglio” e che devono essere perfettamente calibrati in base agli stanziamenti già disponibili in bilancio e all’effettiva capacità della struttura operativa (gli uffici) di sopportare un ulteriore carico di lavoro per utilizzare non solo i fondi “ordinari”, ma anche quelli “straordinari” ottenuti con le variazioni di bilancio in cui eventuali ulteriori spazi di finanza, che si siano resi disponibili, vengano richiesti incrementando quando già stanziato.

Non utilizzare fondi stanziati è indice di incapacità ed inefficienza e riduce la credibilità dell’ente inficiando la sana gestione d’esercizio: richiedere ulteriori fondi , sottraendoli magari ad altre strutture territoriali o dipartimentali, tenerli “nel cassetto” per restituirli alla fine dell’anno, fenomeno che tecnicamente di definisce “overshooting”, è assolutamente deleterio per tutta la struttura di Roma Capitale ed altera il già delicato equilibrio finanziario.

E cosa abbiamo fatto? Ad ogni variazione abbiamo chiesto, ottenuto, ed impegnato ingenti somme “accaparrandoci” tutti gli spazi di finanza disponibili. Non voglio tediare il lettore con troppi tecnicismi. purtroppo la materia di per se rischia di non appassionare tutti i lettori, e faccio un esempio pratico per meglio spiegare l’azione portata avanti utilizzando lo strumento delle variazioni.

Bilancio iniziale 2018 (l’insediamento dell’attuale Consiliatura è di dicembre 2017) per le spese in conto capitale del Municipio X stanziamento pari a 2 milioni. Ovvero, tarato su quanto fatto negli anni precedenti, per il nostro territorio 2 milioni era la cifra adeguata per realizzare le opere d’investimento: manutenzione straordinaria strade, delle scuole, acquisti, opere idrauliche, realizzazione nuovi impianti e cosi via.

A gennaio 2018, prima variazione, richiesti  – ed ottenuti – ulteriori 2 milioni di spesa in conto capitale. Ovvero abbiamo raddoppiato quanto stanziato, inserendo opere quali la manutenzione straordinaria della fontana dello Zodiaco (opera nel cuore di tutti gli ostiensi e che nessuno prima di noi aveva inserito in bilancio) e realizzazione ex-novo di uno skate park nella “delicata” zona di “Nuova Ostia”, per offrire ai giovani una struttura dove praticare sport.

A novembre dello stesso anno, nel corso dell’ultima variazione prevista in cui le altre strutture stralciano opere previste perché i tempi stretti ( al 31.12)  non ne consentono la realizzazione, abbiamo chiesto ed ottenuto oltre 6 milioni di euro (rispetto i 2 iniziali!) per finanziare quasi esclusivamente la manutenzione straordinaria delle strade riuscendo, in tempi record e sempre grazie alla grande professionalità e collaborazione con gli uffici, ad impegnarli tutti.

Quindi, anche se gli stanziamenti di fondi non sono capienti a sufficienza, inserirsi in ogni occasione per integrarne la consistenza. E’ quindi un delicato equilibrio che richiede la pianificazione strategica e politica di quanto si intende realizzare, la taratura della capacità operativa degli uffici in termini di risorse umane, la definizione del perimetro finanziario in cui muoversi e il costante monitoraggio dell’andamento che consente la sana gestione del bilancio municipale.

E, permettetemi di sottolinearlo, ritengo che tutto questo sia stato fatto in un’ottica di massimizzazione del beneficio per i cittadini.”

Un Municipio molto vasto e dalle più svariate prerogative (mare, verde, entroterra) quali le priorità?

“Un Municipio molto articolato con specificità quali la gestione delle spiagge, il decentramento sul verde, un territorio vasto e densamente popolato: insomma tante le azioni da portare avanti.

A mio avviso, le priorità sono innanzitutto infrastrutturali: manutenzione straordinaria delle strade, riqualificazione urbanistica, cura dei parchi, messa in sicurezza delle scuole, pulizia dei fossi idraulici e caditoie, potenziamento dei sistemi di drenaggio e contrasto al rischio idrogeologico, acquisto di telecamere, accessibilità delle spiagge….è tutto prioritario, come Assessore al Bilancio chiedo insistentemente che tutto venga finanziato.  

Abbiamo costituito una grande squadra che ora è nelle condizioni di esprimersi al meglio: e per continuare con la metafora sportiva, abbiamo un grande allenatore: la Presidente Di Pillo, che coordina le molteplici azioni da realizzare e vigila perché niente e nessuno “venga lasciato indietro”.

Aggiungo inoltre che per gradi ci avviciniamo, grazie allo strumento del Bilancio Partecipativo, all’identificazione delle priorità con la cittadinanza che viene chiamata ad esprimersi su alcuni temi. Lo scorso anno i cittadini e l’Amministrazione hanno deciso insieme, per la prima volta, come investire 20 milioni di euro su tutto il territorio di Roma Capitale per la tutela del decoro urbano.

I 4 progetti votati dai cittadini residenti nel nostro Municipio sono stati inseriti nel bilancio e finanziati e sono in corso di realizzazione. Mi piace pensare che le priorità non vengano “calate” dall’alto , ma vengano invece decise insieme ai cittadini che vengono così coinvolti in prima persona nelle scelte degli interventi da realizzare.”

Quali, se ci sono stati, gli ostacoli maggiori da affrontare tenendo anche conto di una legislatura breve (poco più che 3 anni e mezzo)?

“Diciamo che a meno di tre anni dal nostro insediamento, gli ostacoli principali sono stati, per quanto mi riguarda, all’inizio della Consiliatura, principalmente, la mole incredibile dei debiti fuori bilancio ereditati dalle precedenti gestioni insieme alla sfiducia dopo il commissariamento.

Cominciamo subito a spiegare cosa sono i debiti fuori bilancio. Come alcuni sanno, gli enti locali sono tenuti ad amministrare in maniera trasparente al fine di garantire una corretta gestione e il miglioramento dei servizi pubblici.

Purtroppo però, alle volte, nonostante le previsioni iniziali, l’Amministrazione deve affrontare delle spese non previste: questi i sono i debiti fuori bilancio, ovvero tutte quelle spese che non siano state previste dall’ente pubblico all’inizio dell’esercizio.

Detto in altri termini, i debiti fuori bilancio sono le obbligazioni impreviste, quelle non messe in conto dalla pubblica amministrazione che, però, alla chiusura del bilancio risultano comunque esserci, contratte in violazione alle norme gius-contabili.

Una percentuale minima, rispetto il “volume d’affari” del Municipio può essere comprensibile ed accettabile: trovarsi di fronte una somma di debiti fuori bilancio così consistente e disastrosa ci ha trovato impreparati e ci ha obbligato a sanare tutte le spese senza copertura che abbiamo man mano riscontrato. In una gestione sana, programmata e trasparente non c’è spazio per i debiti fuori bilancio.

Quest’anno poi la pandemia COVID ha ci ha drammaticamente colpiti in maniera imprevista ed imprevedibile. Oltre all’emergenza sanitaria, abbiamo dovuto affrontare e continuiamo a farlo, un’emergenza di tipo economico che sta  impattando negativamente sia sugli operatori economici del territorio che sulle entrate del Municipio e del Comune di Roma.

E, come tutti possono facilmente immaginare, senza entrate è veramente difficile finanziare le uscite e quindi i servizi da erogare e gli investimenti da fare nelle infrastrutture.

Stiamo operando in stretta sinergia con le strutture dipartimentali e la Ragioneria capitolina per cercare la quadra necessaria al fine di non essere costretti a stralciare opere o ridurre i servizi: speriamo di riuscire a risolvere in modo positivo e non dover operare tagli a quanto programmato ad inizio anno, prima che si scatenasse questa terribile pandemia.”

Fine anno vuol dire anche pianificare il Bilancio dell’immediato futuro. Può anticiparci qualche richiesta specifica?

Prima di pianificare il futuro, occorre verificare il roll-out dell’anno corrente, con tutti i limiti e gli ostacoli già illustrati.

Conto di chiudere l’esercizio corrente con almeno l’ormai consolidato 90 per cento di saturazione sia delle spese correnti che degli investimenti in conto capitale per dare continuità all’operato del mio Assessorato: lavorare quindi a stretto contatto con i colleghi Assessori, la Presidente, gli Uffici e i Direttori per un deployment  intelligente e ben calibrato di tutte le iniziative poste in essere.

In contemporanea, anche alla luce dell’esperienza fatta nei bilanci precedenti, abbiamo avviato la fase di rilevazione dei fabbisogni e la definizione delle iniziative che vogliamo realizzare alla luce della nostra visione politica e che vengono ulteriormente affinate tramite il colloquio costante con i cittadini, le associazioni, le consulte in tutti i momenti previsti e possibili.”

Scusi il gioco di parole, può fare un bilancio della sua esperienza?

“Il bilancio solitamente offre la visione d’insieme dell’operato, le competenze maturate, il quadro complessivo dell’esperienza che mi riservo di esprimere alla fine del mandato.

Per il momento posso sicuramente anticipare che è stata una bella sfida entrare nel merito della moltitudine di norme che vincolano la gestione finanziaria e contabile e verificare che siano seguite  norme e regole che determinano la formazione del bilancio del Municipio e la sua corretta gestione per chi, come me, ha una preparazione di tipo diverso e viene dal mondo privato.

Ammetto di essermi “rimboccata le maniche” per familiarizzare con gli atti che lo compongono:  il DUP (Documento Unico di Programmazione) , il PEG (Piano Esecutivo di Gestione), i principi di contabilità pubblica e i regolamenti che fissano in ogni minimo dettaglio ogni procedura, ogni spesa, ogni vincolo.

Ma, come abbiamo detto, chi ama le sfide si impegna al massimo per raggiungere il risultato, l’obiettivo prefissato. Con il lavoro di squadra dei colleghi Assessori, grazie alla sapiente regia della Presidente, la proficua collaborazione con gli Uffici Municipali e Capitolini e la consolidata interazione con la Ragioneria Capitolina, mi sembra di poter affermare che l’obiettivo prefissato, ovvero contribuire alla gestione del “mio” Municipio,  in una fase critica come quella post-commissariamento per tentare un ritorno alla “normalità” e ad una sana gestione trasparente con una visione politica di ampio respiro, sia stato ampiamente raggiunto.

Non ricordo di aver mai visto nel Decimo cosi tanti cantieri aperti, le spiagge libere cosi curate, il verde pubblico seguito e di questo risultato ho il grande onore di sentirmi parte.

E, come diceva Periandro,  “I piaceri sono effimeri, gli onori eterni”.”

a cura di Emanuela Sirchia

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

Forse potrebbe interessarti anche:

Il Giudice di Pace torna nel Municipio X

 

Condividi con i tuoi amici:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.