La Magia dei Sami: usi e costumi di una cultura che non congela Mai

27 febbraio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Immagine Pixabay sotto licenza Creative Commons CC0

Non so se abbiate mai avuto, anche solo per un brevissimo periodo, l’abitudine di scrivere i biglietti d’auguri nel periodo natalizio. Sì, lo so, siamo un tantino fuori stagione per parlarne ma, se mai vi foste ritrovati a rigirare quelle cartoline un po’ anni ’80 fra le mani, vi sarà sicuramente balzata all’occhio la figura di un qualche “uomo delle nevi” dalle guance rosse, gli abiti colorati e tessuti di pelli animali. Figure estremamente invernali, spesso erroneamente chiamate eschimesi, circondate da renne, igloo e muri di neve fresca: i Sami.

I Sami sono una popolazione indigena che conta, tutt’oggi, all’incirca 75.000 persone collocate in un’area da loro chiamata Sàpmi che si estende nella regione della Lapponia, includendo la Norvegia centrale, la Finlandia settentrionale e parte della Svezia.

Meglio conosciuti come lapponi, i membri di questa comunità posseggono una propria storia, identità, lingua, cultura e persino delle caratteristiche abitudini lavorative.

ph. Paola Martin Rosset

Sebbene spesso si tenda ad immaginare queste comunità come “specie in via d’estinzione”, le cui culture e abitudini siano oramai proprietà di tempi passati, ho avuto l’opportunità di osservare con i miei stessi occhi quanto questa idea sia, per quanto comune, profondamente sbagliata.

Tutt’ora, per l’appunto, i lapponi conservano uno stile di vita legato alle loro più primitive origini, restando fedeli al loro linguaggio (seppur accompagnato da un inglese fluente), alle loro abitudini quotidiane e persino alla loro singolare, ma curiosa, moda.

Se, in questo istante, vi state immaginando la vita di questi individui in comodi appartamenti debitamente riscaldati, ve lo dico, lasciate perdere! Per quanto possa apparire inusuale, le popolazioni lapponiche vivono  ancor oggi in enormi capanne realizzate con pelli di renna e tessuti, da loro creati mediante ciò che la natura gli offre, a seconda dell’ambiente a cui appartengono.

Sì, perché i Sami non sono mica tutti uguali, eh! A seconda del luogo in cui nascono, difatti, prendono il nome di: Sami delle Foreste, Sami delle Montagne, Sami del Mare e Sami del Sole.

“Sì bello, ma cosa cambia?” Ecco, innanzitutto, ognuno di loro possiede un colore dominante che viene riprodotto sul loro vestiario: blu per il mare, verde per le foreste, bianchi per le montagne (omaggio alla neve che li circonda quasi tutto l’anno) e giallo per il sole. Certo, non sono costretti ad indossare sempre lo stesso colore, affatto.

ph. Paola Martin Rosset

Tale caratteristica viene infatti riprodotta mediante ricami che, spesso, consistono in fasce colorate tessute sugli orli di giacche, vestiti ed accessori. Che poi, è proprio parlando di accessori che ho scoperto una tradizione davvero piacevole e, seppur tramandata da moltissimi anni, piuttosto originale!

A seconda del proprio stato civile, i ragazzi e le ragazze, indossano proprio una cintura di forma variabile: a fibbia quadrata se impegnati e a fibbia rotondeggiante se, invece, single. Bisogna di certo ammettere che, questa loro insolita usanza, non lascia molto spazio ai dubbi e risulta essere decisamente più pratica!

Nonostante questi aspetti della cultura Sami possano sembrare molto giocosi e superficiali, la loro è una popolazione di carattere decisamente spirituale. Essi risultano essere assiduamente legati alla natura, considerandola come un importantissimo elemento spirituale, tanto da farla divenire la vera e propria guida della vita sami. 

Proprio per questa loro forte credenza, sono soliti dedicare particolare attenzione all’allevamento di meravigliosi animali quali le renne: attività che, sì, gli permette di garantirsi la vita in un ambiente tanto bello quanto, alle volte, ostile ma che, soprattutto, crea un vero proprio collegamento con l’ambiente che li avvolge dalla nascita.

ph. Paola Martin Rosset

Trovandosi nelle zone da sempre conosciute come Paesi dell’Aurora Boreale, i lapponi ci forniscono (e ci mancherebbe, no?) una versione totalmente mistica e un poco fiabesca del fenomeno più chiacchierato al mondo: essi credono, infatti, che la magica apparizione delle luci del Nord rappresenti il manifestarsi degli spiriti che, al percepire atteggiamenti scorretti e/o quantomeno considerati tali, si scagliano sui “malfattori” danzando fra le luci colorate della Regina Verde e portandoli con sé, per sempre.

Tutt’ora, se vi doveste trovare ad osservare l’aurora in compagnia di qualche simpatico sami, potreste notare un atteggiamento di incredibile rispetto e correttezza durante la sua apparizione nei cieli!

Abbiamo detto tutto, quindi? Ah, no, aspettate un attimo.

Recentemente, nel nostro paese, si è parlato molto di musica. Tradizione locale, direte voi. “Eh ma Sanremo, è Sanremo!”, potreste replicare. E avreste ragione, eh, ma i nostri nuovi amici Sami non sono certo da meno.

La loro, per l’appunto, è una popolazione molto legata alla musica; ogni momento della giornata, evento, occasione particolare è sempre colorato da tipiche canzoni, quasi sempre intonate da una o più persone attorno al dolce tepore del fuoco. La musica è per loro ciò che per noi è, un po’, il prezzemolo: si trova ovunque!

Ma mica a caso, comunque.

Se mai vi venisse voglia di andarci a bere un buon bicchiere di Tè Matcha assieme, difatti, vi aspetterebbero caldi sorrisi e delicate, ma gioiose, canzoni di benvenuto e di arrivederci.

Ed è anche, o soprattutto, per questo che, se siete arrivati a leggere queste parole, ho deciso di ringraziarvi e di salutarvi esattamente così!

(se il browser non apre il link, cliccate sul video a lato!)

di Paola Martin Rosset

 

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