La Mia Amica Pineta… in Bike

13 marzo 2019 | commenti: Commenta per primo |

Tablet Bike vi porta alla scoperta di una dimensione inedita della splendida pineta di Castel Fusano

Proprio come nelle favole: quattro passi a sudovest da noi c’è un tesoro. Non di quelli nascosti e sepolti da qualche parte. Questo è lì che ci guarda, anche se noi siamo così abituati a vederlo che non ci facciamo nemmeno più caso.

Il tesoro in questione è la pineta di Castel Fusano.

Quando le passiamo accanto non è altro che una macchia verde che fa parte del panorama ma se ci inoltriamo al suo interno, scopriamo un universo misterioso ed affascinante. Poco importa se la percorriamo a piedi, in bici o a cavallo. La pineta è magica comunque.

Quando si vaga senza meta per le sue strade sterrate ed i sentierini, si è avvolti dal silenzio e dalla rigogliosa vegetazione, ed è facile perdere la cognizione del tempo. Nonostante la sua maestosità, la pineta è però anche fragile e vulnerabile, e lo dimostrano gli innumerevoli tentativi di chi cerca di distruggerla ad ogni costo. Noi che l’amiamo, cerchiamo di proteggerla più che possiamo dalla stupidità umana. Come? La sorveglianza da parte di tutti, sia istituzioni che utenti è importante, ma la presenza massiva ed allo stesso tempo rispettosa sul territorio, a mio avviso è fondamentale.

Se vogliamo tenere in vita la nostra pineta la dobbiamo utilizzare spesso. Più siamo, e meno ci sono possibilità che qualcuno possa portarcela via. Si organizzano maratone, corse di mountain bike, gare di triathlon, passeggiate a piedi o a cavallo. In sintesi, sta nascendo un sodalizio tra amanti e fruitori della pineta che prescinde dai singoli sport.

La passione in comune diventa proprio la pineta e nascono gemellaggi inediti e molto divertenti. Avventure in Bici è stata coinvolta proprio in una situazione del genere: fornire assistenza durante una gara di equitazione.

Si tratta di una tappa del Campionato Regionale Endurance che si è svolta in una fredda e soleggiata domenica dello scorso febbraio. Organizzata dal Centro Equestre Castelporziano, uno splendido maneggio che ha sede proprio accanto alla pineta, questa bella manifestazione ha dimostrato, qualora ce ne fosse bisogno, che il nostro territorio, diventa ancora più bello se “sfruttato” pienamente.

Il nostro compito era quello di presidiare alcuni incroci nelle vie interne e fornire eventualmente indicazioni ai concorrenti lungo i circa 20 chilometri del percorso che si dipanava nel bosco. In sella alle nostre bici costituivamo un’ efficace e relativamente veloce servizio con l’unico mezzo su ruote che ha libero accesso in quest’ area protetta.

Quindi alle prime luci dell’ alba in sella alla mia inseparabile mountain bike, mi muovo da casa, e dopo un veloce briefing al maneggio entro in pineta per effettuare un ultimo giro di ricognizione sul percorso che da lì a pochi minuti utilizzeranno cavalli e cavalieri.

Altri, di Avventure in bici, mi raggiungeranno più tardi ma per ora sono proprio da solo.

Sono andato nel corso degli anni migliaia di volte in pineta, l’ho vista di giorno, di notte, violata dagli incendi o con la neve, ma con il sole nascente, immersa nel più profondo silenzio forse per me è stata la prima volta, e non l’ho mai trovata così bella: il gelido vento di tramontana, che ha sferzato per alcuni giorni il centro Italia, facendo parecchi danni, ha pettinato la sabbia che si fende al mio passaggio come se fosse un tappeto di neve fresca.

Mi sto godendo intensamente questo momento, rallento sempre più e mi fermo un attimo, come per imprimerlo nella memoria; fa freddo, ma non importa: la pineta è tutta mia.

Raggiungo finalmente la mia postazione, mi levo lo zaino e aspetto il passaggio dei primi concorrenti. Mi sto scaldando il viso al sole che fa capolino tra gli alberi, quando ho come la sensazione che la terra, sotto i miei piedi, cominci a vibrare delicatamente, e dopo una manciata di secondi, transitano un gruppo di cinque o sei cavalieri. La loro velocità è moderata (si tratta appunto di una gara di endurance) ma che spettacolo!

Questi magnifici animali sprigionano forza ed allo stesso tempo eleganza da ogni poro. Ma la cosa che mi ha colpito immediatamente è la completa armonia che unisce cavallo/cavaliere /natura circostante, come se tutto facesse parte del capolavoro di un pittore.

Così con il trascorrere dei primi minuti di gara, mi sono accorto che non mi annoiavo, anzi ero affascinato da una disciplina che, come la mountain bike, o forse addirittura di più, avvicina l’uomo al suo ambiente naturale. Ma ecco i miei rinforzi. Parte del gruppone di Avventure in Bici, ha sfidato il freddo ed è partita di buon ora direttamente da Roma con la bici, ora sono qui e possiamo offrire all’ evento un supporto maggiore.

Dopo qualche minuto dall’ arrivo dei miei amici, l’organizzazione decide di farci spostare in un punto del tracciato piuttosto delicato: la giornata di sole ha attirato in pineta tante persone che passeggiano o si allenano e bisogna avvertirle che in pineta c’è una gara di equitazione, con particolare attenzione a chi è a passeggio con il cane.

Qui vorrei aprire una piccola parentesi riguardo alle diverse reazioni della gente. Ho sempre praticato sport, e nell’arco di decenni ho visto con piacere cambiare l’atteggiamento delle persone riguardo alle competizioni. Anni fa, alla richiesta anche gentile ad una persona di fermarsi, o semplicemente di prestare attenzione al passaggio di una corsa, si aveva spesso una reazione piuttosto tiepida se non addirittura ostile.

La cultura dello sport e della salute in genere, fortunatamente, con il tempo ha pagato: anche nel mondo di oggi che è molto più frenetico rispetto al passato, in genere le persone reagiscono se non altro con curiosità.

Tante persone che abbiamo avvisato del passaggio di cavalli in pineta ci hanno rivolto domande, ma in genere l’atteggiamento è stato tutt’altro che ostile.

La gara quindi procede senza intoppi, e veniamo raggiunti da altri amici che in bici ci fanno compagnia. Ora siamo un bel gruppo di bikers, e quando veniamo avvertiti del passaggio dell’ ultimo concorrente, formiamo una discreta brigata che si dirige allegra verso il maneggio per assistere alla premiazione.

Qui vediamo l’insieme dell’evento che per tutta la giornata abbiamo visto sgranarsi un po’alla volta e devo dire che l’ effetto generale è stupefacente. Cavalli che vengono fatti passeggiare o caricati su camion e rimorchi, cavalieri ed amazzoni che si godono l’ultimo sole in un’atmosfera festosa e soddisfatta di chi ha trascorso una gran bella giornata.

L’espressione stanca ma felice dipinta sul volto di Valentina, che ha ospitato nel suo maneggio questa manifestazione, e con la quale siamo rimasti in contatto per tutto il giorno, ci fa capire che il nostro è stato un lavoro ben fatto.

La premiazione, mi vede curiosamente dalla parte opposta del tavolo, rispetto a quella che una vita di regate, gare e corse mi aveva abituato ad occupare.

Avventure in Bici, con la sua scuola di mountain bike dell’Infernetto è stata citata più volte durante la premiazione, e la cosa, lasciatemelo dire, mi ha reso veramente orgoglioso; anche questa è stata una nuova esperienza, tutt’ altro che spiacevole.

Con questa giornata, direi che abbiamo rotto il ghiaccio, ed abbiamo capito che discipline così diverse, possono non dividersi, ma unirsi in un ulteriore sforzo per proteggere il pianeta che ci è stato donato e tenendo presente che siamo responsabili e custodi della sua tutela. Ed ognuno dovrebbe fare la sua parte.

Marshall McLuhan diceva saggiamente: non ci sono passeggeri sul “Battello Terra”. Siamo tutti membri dell’equipaggio. 

Per chi desidera informazioni sulla Scuola di Mountain Bike può rivolgersi presso il Centro AICS di Via Varna all’Infernetto oppure chiamarmi al 347 0704344.

Testo e foto ©  di Luca Santagà

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

 

 

Punto e… a Capo, Cape Town!

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