La Porta dell’Inferno

18 aprile 2020 | commenti: Commenta per primo |
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La Porta dell’Inferno

La porta dell’inferno esiste e si trova nel deserto del Karakum in Turkmenistan, a circa 260 km a nord da Ashgabat, città dell’Asia Centrale.

Sebbene ci sarebbe piaciuto pensare che fosse un fenomeno del tutto naturale e con caratteristiche sovrannaturali, si tratta di una voragine di origine artificiale che fu creata da un incidente nel 1971. Fu una perforazione creata da dei geologhi sovietici per cercare il petrolio.  Il terreno sprofondò facendo uscire una grandissima quantità di gas che fu incendiato volutamente per cercare di riparare ulteriori danni ambientali.

Da allora però il cratere brucia ininterrottamente. Nessuno sa quando e se smetterà mai di bruciare tanto appunto da averlo soprannominato “La porta dell’inferno”.

Il cratere è situato vicino al piccolo villaggio di Derweze anche conosciuta come Darvaza, ed è per questo che viene chiamato anche con questo nome che significa “porta” in lingua turkmena. Allo stato attuale, il cratere presenta un diametro di 60–70 m e una profondità di circa 20 m.

Il bagliore che nasce dalla voragine è visibile di notte da chilometri di distanza. Lo spettacolo è incredibilmente suggestivo.

Darvaza è diventata una meta turistica. Sono decine di migliaia i turisti che ogni hanno si recano a visitare il cratere e migliaia di persone che hanno postato i loro video e foto anche sui social riprendendo il fenomeno.

L’intenso calore però che emana dal cratere solo permette di avvicinarsi per pochi minuti fino a che la temperatura diventa realmente insopportabile.

Oriana Orlandi

 

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