Realtà aumentata. Una app riporta al Museo le opere rubate

11 aprile 2018 | commenti: Commenta per primo |

Una startup di Boston riporta nelle cornici le opere scomparse con un’app che usa la realtà aumentata

Spesso, come per un film al cinema si decide che un attore in particolare valga la pena per pagare il biglietto, allo stesso modo si può scegliere di visitare un museo per vedere proprio una specifica opera d’arte.

Può capitare anche che quell’opera sia andata perduta e che al suo posto resti un desolante spazio vuoto.

A questo problema la soluzione può essere la realtà aumentata.

realtà aumentata museo

Quadri “ritrovati”

Una startup americana – Cuseum – con sede a Boston, ha inventato un’app che riporta nelle proprie cornici quadri e opere trafugati o andati perduti, per farne rivivere l’arte anche in loro assenza. Hacking the Heist – questa l’app- funziona con la realtà aumentata ed è stata realizzata grazie alla piattaforma per gli sviluppatori ARKit di Apple. Con la fotocamera puntata sulle cornici vuote riporta i quadri assenti al loro posto.

Seppur banale, sono il peso culturale e la motivazione che dietro la creazione di quest’app a renderla particolarmente importante.

realtà aumentata museo 2

Un furto indimenticabile

Il lancio di quest’app è capitato, infatti, proprio a ridosso dell’anniversario di uno storico furto avvenuto al museo di Isabella Stewart Gardner a Boston, nel marzo del ‘90. In questa data al museo vennero rubati ben 13 opere, quadri di autori famosissimi come Rembrandt, Manet, o anche Degas e Vermeer, per un valore totale di 500 milioni di dollari. Una perdita inestimabile e ancora oggi bene impressa nella memoria degli addetti ai lavori. Le opere sottratte non sono mai state ritrovate.

Così le cornici vuote lasciate appese alle pareti del museo rivivono nuovamente grazie alla realtà aumentata di Hacking the Heist, con i dipinti nuovamente al loro posto. Realtà aumentata che stavolta viene messa al servizio della cultura, dimostrando di essere sicuramente versatile e utile.

realtà aumentata

Si tratta di un’app ancora in pieno sviluppo, tanto che attualmente è possibile riportare nelle proprie cornici solo due opere di Rembrandt (Cristo nella tempesta sul Mare di Galilea e Signora e gentiluomo in nero) però Brendan Cieko, il Ceo della startup, è sicuro di poterla estendere anche alle altre opere trafugate e di poter presto iniziare una collaborazione ufficiale col museo di Boston, ancora non coinvolto.

 

di Simona Gitto

 

Tutti i diritti sono riservati. Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.