Lagotto romagnolo (viaggio nelle razze canine 8)

10 gennaio 2018 | commenti: Commenta per primo |

Lagotto romagnolo – continua il nostro viaggio nelle razze canine

lagotto romagnolo evidenzaLagotto romagnolo: viene così definita una razza giovane, che in verità è una razza molto antica: ci sono delle raffigurazioni di un cane molto simile al Lagotto, in una necropoli etrusca vicino a Ferrara. E addirittura compare in alcuni dipinti del 1400 (uno del Mantegna ed uno della scuola del Guercino). Sembra che il Lagotto sia uno degli antenati del Perro de Agua Espanol (cane d’acqua spagnolo, e le somiglianze infatti sono molto forti)

Il nome Lagotto

Deriva dall’affiancamento di questi cani ai “vallaroli” o lagotti, pittoreschi personaggi che cacciavano nelle zone lagunari del ravennate e  delle Valli di Comacchio. I cani, grazie al pelo riccio ed ispido, si tuffavano e riportavano ai cacciatori gli uccelli acquatici. I vallaroli si dedicavano anche alla ricerca del tartufo ed i cani vennero addestrati anche per questa attività, per la quale oggi il Lagotto è sicuramente più famoso. Il nome di Lagotto deriva quindi, sicuramente, dalla sua funzione primitiva di cane da acqua. Del resto nel dialetto romagnolo “Càn Lagòt” è sinonimo di “cane da acqua” o “cane da caccia in palude dal pelo riccio e ispido”.

Nel tempo la razza rischiò l’estinzione, ed i vari incroci tra cani di differenti razze (anche da caccia), rischiarono di far perdere l’originalità del Lagotto. Intorno agli anni ’70 un gruppo di cinofili sostenuti dai tartufai delle zone romagnole, riuscirono a rintracciare le linee genetiche della razza e ricostruirne la genetica.

La selezione e le caratteristiche

lagotto-romagnolo-1Nella selezione del Lagotto si è smorzato quasi totalmente l’istinto venatorio, così da rendere la cerca del tartufo priva di distrazioni. Il Lagotto viene definito un cane “lento” nella cerca, ma in realtà questa lentezza è conseguenza della meticolosità nel lavoro.

Dal punto di vista morfologico, il lagotto dovrebbe “stare nel quadrato”, cioè essere tanto alto quanto lungo.

Le caratteristiche sono il pelo riccio ed ispido, che deve essere tosato più volte durante l’anno (la tosatura deve essere sempre comunque adattata alle temperature esterne), per evitare fastidiosi nodi, impossibili da sciogliere. Il Lagotto, non avendo sottopelo, non fa muta e non perde pelo, quindi è un cane adatto a chi soffre di allergie.

Però, se è vero che non perde pelo, trattiene di tutto: terra, foglie, rametti e chi più ne ha più ne metta!

Possiamo definire il Lagotto autopulente, soprattutto quando si tuffa nel fango o scava buche nel terreno: una volta arrivato a casa, quando si mette a riposare, tutto lo sporco cade, spontaneamente e magicamente in terra, sul letto e sul divano, per nostra gioia!!!!

Nelle orecchie dei Lagotti, precisamente nel condotto uditivo, cresce il pelo, che periodicamente deve essere strappato. Non è una pratica dolorosa, ma è necessaria per evitare ristagni d’acqua e corpi estranei che potrebbero scendere fino al timpano. Inoltre, a causa del pelo, sono soggetti ad otiti e formazione di cerume. Per ovviare al possibile rischio di otiti sarebbe opportuno valutare una buona alimentazione non industriale che può contrastare il proliferare di batteri nel condotto auditivo.

I colori del Lagotto sono marrone, bianco, arancio, marrone/bianco e roano (una specie di melange tra marrone e bianco). Non esiste il nero.

Il tartufo del lagotto è ben riconoscibile, perché molto pronunciato e più esterno rispetto ad altre razze.

Ma i veri punti di forza, assolutamente irresistibili, sono gli occhi! Sono fortemente espressivi (se si riesce a vederli sotto il pelo!) ed il colore va dall’ocra al marrone.

Razza e carattere

lagotto-romagnolo-2E’ una razza rustica, sia perché molto resistente dal punto di vista della salute, sia perché adatta  alla vita all’aperto. Necessita di fare molta attività fisica ed olfattiva, è adatta a varie discipline: Rally Obedience, Agility, Dog Dance e soprattutto Ricerca Olfattiva (oggi anche la Protezione Civile ha iniziato ad impiegare questa razza, per via dell’olfatto sviluppatissimo).

Dal punto di vista caratteriale il Lagotto è giocherellone, energico, attivo. Molto affettuoso con i familiari, abbastanza schivo con gli estranei. E’ piuttosto selettivo rispetto alle persone con cui decide di relazionarsi, ma una volta che elegge qualcuno ad amico, si mostrerà affettuoso e disponibile. E’ un gran coccolone e non si stancherebbe mai di ricevere carezze.

Il Lagotto è sempre pronto a fare qualcosa: impossibile che non abbia voglia di uscire, giocare o imparare. E lo fa con una simpatia unica, che mette buonumore. Diciamo che è anche una terapia contro la tristezza!

W la dolcezza

E’ un cane dolce, che va trattato con dolcezza. E’ molto sensibile ed a volte la sua ipersensibilità lo rende fragile. Non si può alzare la voce con un Lagotto, si rischia di allontanarlo da noi e di rompere il rapporto di fiducia. Ricerca sempre conferme in quello che fa, ha bisogno di sentirsi bravo ed importante. E’ furbo, ed a volte sembra prendersi gioco di noi. In realtà è spesso un modo per attirare la nostra attenzione e convincerci a fare quello che vuole

Si spaventa per un maglione appeso alla maniglia della finestra sul termosifone, per un vaso che è in strada e magari c’è sempre stato, per un oggetto poggiato su un mobile, anche questo sempre stato li! Questa sua “debolezza” deriva probabilmente dal fatto che il suo approccio al mondo sia principalmente attraverso l’olfatto, più che per altre razze di cane.

A proposito della scarsa diffusione della razza, è facile incontrare persone che ti fermano chiedendoti se è un barboncino bicolore, uno schnauzer, o un setter!

Siete tipi da lagotto se:

lagotto-romagnolo-3– amate le passeggiate all’aria aperta anche sotto il diluvio, la neve e ogni tipo di condizione atmosferica;

– non vi importa di avere casa piena di zampate sporche di fango (correre sull’erba bagnata ed in mezzo alle pozzanghere è bellissimo!);

– il vostro giardino è un parco da sogno  anche se pieno di trincee e di buche degne di una talpa scavatrice;

– siete pronti a rinunciare al veglione di Capodanno per passare la serata a coccolare il vostro piccolo amico terrorizzato dai fuochi di artificio;

– siete persone equilibrate, che riescono a gestire con savoir-faire quei piccoli grandi inconvenienti che si possono creare nelle situazioni di cui abbiamo appena parlato!

Non siete tipi da lagotto se:

– quando vi capita di arrabbiarvi non riuscite a contare fino a 10, 100 o addirittura 1000 e poi con un bel sorriso buttarvi ogni cosa alle spalle;

– non riuscite a divertirvi con il vostro piccolo amico facendo cose per voi assolutamente senza senso, ma che a lui piacciono da morire

– non vi piace il pensiero di avere a casa un “cane da allarme” che vi chiama abbaiando ad ogni minimo rumore (citofono e campanello della porta in primis!)

Siete lievemente a disagio quando rientra in casa dopo essersi rotolato su escrementi di mucche, cavalli e pecore, soprattutto se avete la fortuna (ed il privilegio) di vivere con un soffice e coccoloso lagotto bianco!

Se avete letto fino a qui, e nonostante tutto pensate di essere un “tipo da lagotto”, vi consigliamo di approfondire lo standard di razza sui siti dedicati (http://www.enci.it/libro-genealogico/razze/lagotto-romagnolo; http://www.lagottoromagnolo.org) , e poi, come sempre, seguire il vostro cuore, che ha tutte le risposte.

di Elena Cannella e Francesca Tomei

foto di Francesca Tomei

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