Le liste bianche

26 giugno 2019 | commenti: Commenta per primo |

Una storia incredibile. Strane coincidenze e misteriosi incontri. Inquietanti missioni. Dimensioni parallele, sogni e realtà

 

Le liste bianche. Intervista all’autore Iacopo Bellavia

 

Iacopo Bellavia è nato a Roma nel 1971. Dopo gli studi classici si è dedicato allo studio della comunicazione e all’esplorazione della creatività. Ha lavorato come grafico illustratore e pubblicitario, progettatore di loghi, identità, strategie di marketing, prodotti cartacei e giochi da tavola.

Specializzato come designer, sviluppatore, copywriter e content editor, nutre da sempre la passione per la fantascienza: fin da ragazzo ha letto autori classici e moderni, perdendosi in realtà parallele e in altre dimensioni, al punto da intraprendere egli stesso la strada della scrittura. Le liste bianche è la sua prima storia. Editore L’Erudita.

“Un strano colloquio di lavoro sconvolge la vita di Giona, giovane impiegato in un supermercato e in cerca di una nuova occupazione. Non ricorda nulla ma in mano ha un foglio con delle istruzioni per svolgere una misteriosa missione. Con l’aiuto del suo migliore amico, Leo – anch’egli inspiegabilmente coinvolto – si ritrova a vivere situazioni incredibili, viaggiando per l’Europa nel tentativo di ricomporre i pezzi di un puzzle inquietante. Un burattinaio occulto inizia a guidarlo alla scoperta di terribili segreti, svelandogli che nulla è come sembra. Chi si nasconde dietro alla bella Moira e allo studio dell’avvocato Leonetti? E cosa sono le Liste bianche? Per chiudere il cerchio e spezzare la catena di misteri che lo ha coinvolto, Giona dovrà scendere nelle profondità del suo inconscio e affrontare un avversario che è rimasto nascosto in attesa del momento giusto per colpire. Con uno stile fantastico, Iacopo Bellavia accompagna il lettore in un’avventura ricca di colpi di scena, alla ricerca di un nemico a metà strada tra sogno e realtà”

Iacopo Bellavia

Ciao Iacopo, presentiamo ai nostri lettori il tuo esordio letterario. Come nasce questa passione per la scrittura?

Ciao Cristina e ciao a tutti i lettori di Tablet, in realtà la mia passione è la comunicazione. Ho sempre avuto tante cosa da dire a tutti e la scrittura è il mezzo che mi sembra più idoneo. L’ho sempre ritenuta rapida e veloce. Basta un pezzo di carta e una penna, e il gioco è fatto!

 

Che genere di letteratura e quali autori ti hanno più affascinato negli anni?

Ho cominciato con l’avventura. Da piccolo ho letto molti classici, Jules Verne, Melville, Twain, Clarke… ma poi la nostra dimensione ha iniziato ad andarmi stretta e quindi ho imparato da Isaac Asimov come far viaggiare la mente per gli infiniti universi dell’immaginazione. Vagando ho incontrato i sogni di Lovecraft, gli orrori di Stephen King e la fantasia di Tolkien. Ma c’era qualcuno che mi attendeva pazientemente dietro l’angolo del tempo, per indicarmi la giusta direzione: Clive Staples Lewis, autore di storie incredibili che, una volta lette, ti porti appresso per sempre. Il mix tra fantascienza, mistero e profonda introspezione, mi ha catturato.

 

Come possiamo definire il genere in cui ti stai cimentando?

In effetti non mi è semplice spiegarlo. Sicuramente il mistero e il surreale sono alla base dei miei scritti, però credo sia la fantascienza, che la faccia da padrona. Ma non necessariamente quella distopica, che cerca di trasportare il lettore in un’era cupa in cui regnano atmosfere post atomiche e tecnologici cavalieri medievali. A me piace scavare nella mente dei personaggi e raccontare le loro storie fantastiche.

 

A chi è ispirato il personaggio protagonista della tua storia?

Credo sia originale, è arrivato da solo. Sai, spesso con la mente vago in altre dimensioni alla ricerca di persone, luoghi e storie da raccontare. È lì che trovo i personaggi. Giona, protagonista suo malgrado, si è presentato un giorno per raccontarmi la sua storia. L’ho ascoltato, ma l’ho trovata molto confusa. Poi, quando Giona se n’è andato, ha bussato alla mia porta Leo, il coprotagonista, che invece mi ha raccontato tutt’altra storia, all’insaputa del suo amico. Due ottiche diverse di uno stesso incubo. Nella loro dimensione c’erano anche un molo di legno scricchiolante, abbandonato su un lago freddo e grigio, e una panchina silenziosa sul vialetto di uno strano parco, illuminata da un lampione che non faceva luce… troppo interessante per non scriverne.

 

Sappiamo che è già in cantiere una prossima pubblicazione. Si tratta di un sequel?

Le Liste Bianche è una lunga storia autoconclusiva che non ha un sequel, almeno per ora. Invece la prossima storia verte su ben altri scenari e si svolgerà in un altro quando. Al momento sono a caccia dei protagonisti, che si nascondono in luoghi profondi e bui, difficili da interpretare. Per ora ne ho tratto alcuni piccoli racconti che ho sottoposto a varie persone, e devo dire che sono risultati molto inquietanti… sembra promettere bene!

Grazie Iacopo per la tua disponibilità. A breve il tuo libro verrà presentato in alcuni luoghi a Roma e nel nostro Municipio. Ti auguriamo il meglio e aspettiamo le date degli eventi.

Ai nostri lettori consigliamo di seguirci nelle prossime settimane anche on line su www.tabletroma.it

a cura di Cristina Anichini

 

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