Leggere libri ai propri figli

17 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Secondo una ricerca scientifica, leggere libri ai propri figli li aiuta ad ampliare il loro vocabolario e stimola la fantasia.

 

Leggere al proprio figlio una bella storia non è utile soltanto a conciliare il sonno ma, la moltitudine di parole che ascolta, lo aiuterebbe ad arricchire il suo vocabolario ancor prima di affrontare la scuola, migliorandone probabilmente il rendimento.

I ricercatori della Ohio State University hanno pubblicato uno studio, sulle pagine di “The Journal of Developmental and Behavioral Pediatrics”, secondo il quale i bimbi in età prescolare i cui genitori leggono circa cinque libri al giorno cominciano la scuola con un vocabolario potenzialmente più ricco di parole rispetto a quelli a cui la famiglia non ha letto alcun libro. Un problema, sottolineano i ricercatori, che potrebbe influenzare le capacità di apprendimento e le abilità di lettura dei piccoli negli anni successivi.

Ecco quindi che possiamo insegnare l’amore per la lettura fin da piccoli, ma con l’esempio dei genitori. Perché leggere deve trasformarsi in un piacere.

Ognuno ha avuto durante l’infanzia il suo libro preferito.

Di certo la passione per la lettura è qualcosa che si consolida nel tempo, ma già da molto piccoli si può iniziare a sperimentare il mondo di carta viaggiando tra testi di avventura, fantasy e fantascienza.

 

Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ci dice che “Il libro rappresenta uno stimolo importante per i bambini già verso i 6-9 mesi, un’età durante la quale si può iniziare a sfogliarlo e a manipolarlo. È bene che ogni bambino abbia una libreria personale già nei primi anni dell’infanzia, dalla quale può scegliere e pescare un libro che lo attira, proprio come si fa con il cestone dei giocattoli. Ovviamente si può iniziare a far appassionare il proprio piccolo con dei libri-gioco, cioè quelli che attraverso suoni o odori, magari, stimolano la multisensorialità. O anche dedicando del tempo alla lettura a voce alta”.

È bene tenere a mente che la lettura rientra nella sfera emotiva, più che cognitiva, e quindi il bambino, con il libro, scatena la sua fantasia e inizia a manifestare i propri interessi per un genere specifico o per un tema in particolare che i genitori non dovrebbero soffocare.

L’amore per i libri si trasmette con l’ esempio

Ogni libro ci offre la possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo: con un libro di fantasia percorriamo luoghi inarrivabili, con uno di storia o di scienze soddisfiamo delle curiosità. Poi ci sono quelli che ci regalano delle sensazioni, quelli che ci fanno riflettere. Più che spiegare a un bambino perché è importante leggere bisognerebbe dare l’esempio. E ritagliare del tempo, non solo per la lettura, ma anche per la scelta del libro.

Alberto Pellai conclude dicendo che: “Ai bambini piace tantissimo essere accompagnati in biblioteca per esplorare il mondo dei libri. Quello che si potrebbe fare è riservare un budget a settimana o al mese, a seconda delle disponibilità, da far spendere al bambino in libreria. Oltre ai genitori, anche la scuola può rappresentare un forte promotore della lettura, con spazi dedicati alla lettura ad alta voce per esempio. L’importante, e forse in questi tempi rappresenta la sfida più grande, è ridurre l’iperstimolazione tecnologica, quella dei giochi su tablet, computer e così via perché, essendo caratterizzata da una gratificazione più immediata, può prendere il sopravvento sulla lettura di un bel libro, che viaggia su tempi di gratificazione più lenti, più lunghi”.

Grazie a Sara Pero e Marta Musso per le preziose informazioni su un argomento così importante qual è la lettura e l’età dell’infanzia.

Non dimenticate quindi di dare spazio a questo esercizio essenziale per l’essere umano: leggere e viaggiare con la fantasia.

 

Ci leggiamo al prossimo articolo!

di Ivan Alemanno

Watson Edizioni

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