Locations segrete a Roma

24 aprile 2019 | commenti: Commenta per primo |

Locations segrete in una Roma “inedita”

Luoghi nascosti di una Roma segreta, poco visibile, spesso svelata quando si tralasciano i soliti percorsi, per una passeggiata che fa scoprire locations particolari e di design.

Nonostante la considerevole presenza turistica, distribuita durante tutto l’arco dell’anno, la città Eterna ha sviluppato una certa capacità a tenere segrete alcune interessanti locations. Soprattutto quelle a carattere gastronomico. Celate al costante passaggio dei turisti, ecco alcune destinazioni gourmet della città Eterna.

Nel cuore di Roma, tra il Pantheon e Piazza Navona, il ristorante Liòn appare come una location quasi sussurrata dal ciglio della strada. Alloggiato al piano terra di un edificio razionalista degli anni ’30, il ristorante è stato realizzato dall’architetto Daniela Colli, che ha fatto degli interni una tela di trame e colori. Fregi ad arco con cornice laccata, colonne rivestite di tessere a mosaico, cerchi in ottone che si ripetono.  Una tavolozza di tinte che virano dal verde acqua al turchese, con qualche punta di rosso inserita da alcuni elementi di arredamento.

Un tripudio di texture e di colori che contrastano con il menù rigorosamente classico dello chef Luca Ludovici.

Nel quartiere Monti, in piazza di S.Martino dei Monti 8, troviamo il Drink Kong. Un cockail lounge dalle influenze internazionali, ispirato alle ambientazioni futuristiche alla Blade Runner, ma in cui la cultura orientale fa da cardine tra ricercatezza ed estetica.

Gli interni sono infatti un mix tra l’estetica minimale e rigorosa Giapponese e quella più calda e caotica della Cina, il tutto unito con ambientazioni dark illuminate da luci al neon. Nello spazio antistante ai bagni sono stati inseriti dei giochi Arcade anni ’80, retaggio di un’appartenenza, nostalgica di quegli anni.

Ideato dal bartender Patrick Pistolesi, questi 300 mq offrono ambienti differenti.

Il mini bar, la sala lounge e un palco, dove ogni martedì e giovedì prende vita la musica dal vivo.

Il menù è composto da bite food ricercato, realizzato con ingredienti e ricette internazionali.

Nel popolare e dinamico quartiere di Centocelle, in via delle Palme 44 d/e, un anno fa Paolo e Daniele Camponeschi hanno aperto l’enosteria Menabò, un misto tra un wine shop e un wine bistrot. L’ambiente è intimo e dai tratti vintage grazie all’inserimento di alcuni oggetti, quali una macchina da scrivere e una collezione di modellini d’auto d’epoca.

Le quasi 80 etichette di vino, presenti nel locale, ci ricordano che Menabò è prima di ogni altra cosa un’enoteca dove potersi rilassare, da soli o in compagnia, degustando un buon bicchiere di vino. Tuttavia ci si può trattenere oltre provando le proposte stagionali offerte dalla cucina. Quattro differenti piatti per ogni portata dall’elaborazione semplice ma stimolante. Tra le iniziative sociali troviamo il sostegno all’economia carceraria con il Caffè Galeotto, prodotto dai detenuti di Rebibbia su iniziativa della cooperativa sociale onlus Pantacoop.

di Alessandra Lino,  Architetto

Creativa seriale

 

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