Le città europee tornano in lockdown: Bruxelles

21 ottobre 2020 | commenti: Commenta per primo |
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Anche Bruxelles torna in lockdown

Come era previsto dalla scorsa primavera, ecco nuovamente il lockdown a Bruxelles.

E’ vero che i Governi cercano di chiamarlo “parziale lockdown”, ma è complicato vedere sul serio molte differenze da quello che abbiamo avuto la scorsa primavera in tutta Europa e questo che stiamo per vivere da questa settimana.

Nel cuore della Capitale Europea la situazione è stata sempre tra le peggiori in tutto il Continente e il fattore principale è che la città di Bruxelles, essendo un centro nevralgico in Europa e la sede del Parlamento Europeo e della Nato, creano un viavai di persone da ogni angolo d’Europa ogni giorno, che importano (ed esportano) un Virus che ancora non si capisce quando potrà essere domato e controllato con sicurezza.

Nei mesi scorsi Bruxelles aveva provato a riaprire le porte alla vita normale

Le attività nelle strutture governative avevano ripreso a funzionare e negozi, ristoranti e bar avevano riaperto le porte ai loro clienti.

Non tutto andava per il verso giusto e sperato.

Prima di tutto, come tutte le grandi città’, i flussi turistici si erano ridotti al minimo e il centro città e la splendida “Grand Place” (anche conosciuta come “Grote Markt”), la piazza centrale circondata da eleganti palazzi che hanno una storia che parte nel quattordicesimo Secolo, era praticamente vuota.

Chi è stato a Bruxelles negli anni precedenti sa bene che avventura sia sempre stato attraversare questa piazza centrale o camminare nelle vie adiacenti, con migliaia di persone che cercavano di districarsi nella folla.

I ristoranti dell’area attorno alla piazza, che servono ottima birra per innaffiare abbondanti porzioni di cozze e patatine fritte, erano sempre affollati e trovare uno tavolo libero e’ sempre stata una bella impresa. Ebbene questo non era un problema nei mesi scorsi vista la mancanza totale di gente.

Quello che ti trovavi nei mesi scorsi visitando il centro città era una Piazza Centrale quasi deserta e ristoranti quasi tutti chiusi per mancanza di clientela.

Com’è cambiato il volto della città

Mancavano i turisti, è vero, ma anche i cittadini locali si guardavano bene dal frequentare un centro storico dove Teatri e Cinema erano comunque chiusi.

Nei quartieri “trendy” di Bruxelles, da Saint-Gilles a Ixelles, la vita invece prendeva decisamente un’altro aspetto

Un fenomeno che abbiamo osservato in tutte le Capitali Europee questa estate. La vita sociale ed economica delle grandi città’ e’ migrata in altre zone. Aree che negli anni passati hanno sofferto il centralismo delle Capitali e la loro centralità’ finanziaria.

Nelle scorse settimane la vita pareva tornata normale in queste aree di Bruxelles.

Obbligo di mascherina anche per camminare nei marciapiedi del quartiere, ma ristoranti e bar erano decisamente sempre busy e trovare un tavolo senza prenotazione in un ristorante era nuovamente tornata la norma in queste aree.

La scorsa settimana la città’ ha avuto un brutto contraccolpo

Il numero dei casi con Covid-19, in città e’ aumentato esponenzialmente e gli Ospedali cominciavano a sentire il peso dei nuovi ricoveri.

Il terrore di rivivere l’ecatombe di Marzo e Aprile toglieva il sonno a chi aveva responsabilità in città.

L’inverno non e’ ancora arrivato, neppure l’ora invernale è tra noi.

La paura del ciclo influenzale che potrebbe avere conseguenze drammatiche associate al Covid-19, ha obbligato Governo e Scienza a sedersi ad un tavolo e prendere una decisione.

Un lockdown completo e’ impensabile da affrontare, ma nessuno vuole trovarsi davanti a questa chance ed ecco che da lunedi 19 settembre, ristoranti, bar e coffee shops, hanno dovuto chiudere nuovamente.
Per le prossime quattro settimane nessuna chance di un pranzo o una cena, ma neppure un caffè, fuori casa.

La città rallenta per combattere il Virus nuovamente presente

Bruxelles va a letto presto e dopo le 24 serve una motivazione validissima per essere in giro.

Nessun assembramento è permesso, non in strada nè in casa.

Si torna ad una specie di lockdown, ma i negozi sono aperti la mattina e gli uffici cercano di lavorare.

Il Palazzo del Parlamento Europeo e la Nato continuano a stare aperti.

Nessun servizio di ristorazione è attivo al loro interno e il personale deve portarsi il mangiare da casa e consumare il pasto nel proprio ufficio.

Si cerca di tenere tutto aperto, ma cominciano le restrizioni in Europa a negare buona parte del personale che non può’ viaggiare senza doversi subire la quarantena prima di tornare al lavoro.

Le prossime quattro settimane saranno basilari per sperare di non perdere il Natale, ma è quasi certo, visto che il Vaccino è ancora ben lontano dal materializzarsi, che dopo il Natale, sempre che questo verrà salvato, la situazione potrebbe tornare seria e un lockdown-3 e’ più’ che ipotizzabile.

L’inverno è lungo e per essere onesti oltrechè realistici, non è neppure cominciato.

testo e foto di Massimo Usai

www.massimousai.com

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