London Pride 2019

10 luglio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Torniamo a Londra per un viaggio tra i colori del London Pride.

Quando 50 anni fa, per la prima volta, le communita’ Gay di Londra scesero in strada per manifestare e protestare lo stato di oppressione che vivevano per “colpa” delle loro tendenze sessuali, l’atmosfera nella città era ben lontana da quella di ieri pomeriggio.

Allora la tensione era reale e dichiararsi Gay o Lesbica, voleva dire emarginarsi nella Società del tempo e rischiare seriamente per la propria incolumità fisica.

Non solo l’atmosfera, ma pure il numero di persone e le istanze presentate era decisamente differenti e meno varie di oggi. Al tempo c’erano gli omossessuali e solitamente l’idea generale era di un uomo che aveva rapporti sessuali con un altro uomo.

Era difficile pensare a una donna con le stesse tendenze e ancora meno possibile parlare di altre forme sessuali tra esseri umani.

La concentrazione era sempre e solo all’atto sessuale e amore, sentimenti e altro non erano in Agenda, in particolare per chi si opponeva a queste situazioni.

Non ho assistito alla prima edizione di 50 anni fa, ed al tempo non credo i media abbiano dato lo spazio e la giusta interpretazione della manifestazione, ma quando 20 anni fa vidi per la prima volta il Pride a Londra, capii che la differenza con le altre versioni (ultraridotte) che avevo visto in Italia o in altre città europee, era veramente abissale.

Da allora sono venuto spesso (forse una 15ina di volte) ad assistere alla manifestazione ed a portare, con la mia presenza, la mia solidarietà a quelli che sono per me, prima di tutto, Diritti Umani.

In quanto tali non possono in alcun modo essere limitati o perfino vietati, solo perché chi non è d’accordo ha una ristrettezza culturale e mentale e spesso è solo accecato da educazioni religiose che ha, per giunta, spesso mal interpretato per tutta la sua vita.

Per tanti, forse, un turning point

L’edizione di quest’anno, è stata per me il turning point, o forse l’ho vista cosi, visto che stiamo vivendo momenti difficili per i Diritti Umani nel Mondo, con tanti Governi di tendenza non più neppure “Conservatrice”.

Siamo verso la strada del proibizionismo e del tornare indietro di anni e decenni, forse Secoli, e i Nazionalismi e gli egoismi di varia natura, stanno facendo riaffiorare quel Fascismo che ha avuto bisogno di due guerre mondiali e di milioni di morti per essere abbattuto, ma chiaramente non è stato completamente sepolto.

Ora non serve una guerra per sconfiggere pregiudizi e ottusissimo, ma serve la mobilitazione delle persone, il riprendere coscienza che certe conquiste non sono eterne se non difese nel tempo.

2 milioni di persone si sono riunite nel centro di Londra, e in tantissime altre città Europee, per sfilare, manifestare, sostenere ed applaudire e sostenere quelli che sono dei semplici diritti umani: l’Amore.

La presenza della polizia era più di controllo a possibili pazzi probabilmente in giro, che per controllare cosa avvenisse nella manifestazione stessa.

Mi sono perso nelle innumerevoli associazioni presenti, di moltissime non ne avevo neppure idea, ma di certo ieri non era una “protesta”, ma casomai una festa.

Una festa dell’amore, una festa della felicita.

La maturità dei 50 anni del Pride si capiva dal fatto che nessuno aveva l’obbligo di manifestare nessun atto sessuale che doveva infastidire l’osservatore “Conservatore”, non c’è più bisogno di queste cose, tutti sanno che il sesso fa parte dell’amore ed è l’amore che attira due persone e non il sesso che essi fanno.

Tutti ieri volevano esserci, non solo i protagonisti della sfilata, ma anche tutta la città voleva esserci per applaudire il record di sei ore di Parade.

Tra le note negative, c’è da dire che anche la mostruosa macchina pubblicitaria voleva esserci e tutte le aziende hanno preparato gruppi sponsorizzati, dalle Banche a Google, dai negozi di abbigliamento alle catene di supermercati.

Ecco, questa cosa è stata (almeno per me) decisamente fastidiosa.

Ma è forse il prezzo da pagare se vuoi che il Pride e il suo messaggio sia, di fatto, al momento la manifestazione con più partecipazione di pubblico, di Londra e forse in tutto il Mondo, oscurando, almeno in Città, anche il Carnevale di Notting Hill, che ogni anno per le vie del quartiere a Ovest della Capitale, raccoglie circa un milione di persone.

Che atmosfera questo London Pride!

Sono anni che esco con la mia macchina fotografica per testimoniare e archiviare queste riunioni oceaniche di folla a Londra, dalle proteste contro il Brexit, il Papa o la Guerra in Iraq, fino alle varie manifestazioni più gioiose come può essere l’Olimpiade o la partenza del Tour de France o il Carnevale che citavo prima, e non avevo mai visto un’atmosfera più gioiosa e veramente rilassante di quella d’ieri dalla mia postazione a Regent’s Street.

Sorrisi, pace, serenità, amore, balli, musica, tutte quelle cose che in questi ultimi tre anni a Londra abbiamo leggermente dimenticato da quando il Brexit ha rattristito la vita delle persone e rinvigorito gli animi dei vari razzisti e nazionalisti, che pensano che il diverso sia da allontanare e isolare, quando invece il vero “diverso” è proprio questo genere di persone.

Tornando a casa con gli amici che mi hanno fatto compagnia, si parlava proprio di questo e di come, se uniti e motivati, coloro che vogliono reprimere la vita, l’amore e la gioia di respirare in questo Pianeta, siano la minoranza assoluta e che dobbiamo impegnarci ogni momento e in ogni occasione (non ultima andando a votare, visto che questo strumento ancora esiste) per bloccare l’ondata reazionaria che vorrebbe che la nostra vita sia regolata, monotona e in linea alle loro poche idee e limitate visioni.

foto © e testo di Massimo Usai

www.massimousai.co.uk

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