Luigi Notarangelo, il dottore di tutti

17 luglio 2019 | commenti: 2 |

In ricordo di Luigi Notarangelo, il Dottore di tutti

 

Un grande medico, uno straordinario uomo. Parliamo di Luigi Notarangelo, il “Dottore” per eccellenza, conosciuto da quasi cinquant’anni nel quartiere di Mostacciano, dove si insediò come Pediatra e medico di famiglia nella seconda metà degli anni ’70, partito da Monte Sant’Angelo, un paesino della Puglia, con tanto sacrificio ma anche con tanta voglia di fare.

Anche io ho avuto la fortuna di conoscerlo e di averlo come medico curante negli ultimi dieci anni della sua lunga carriera (conclusa con il mega-saluto di tutti i suoi amici-assistiti nel 2005 presso la sala parrocchiale della Stella Maris) e ricordo, come fosse adesso, le sue spiegazioni di ogni diagnosi con parole semplici, per rassicurare ma anche per far capire al paziente i nessi e le reazioni che il nostro corpo incarna davanti ad una malattia, nell’ottica di un vero approccio olistico “ante litteram”.

Il 3 giugno scorso Luigi Notarangelo ci ha lasciato per passare a miglior vita.

Ma chi era quest’uomo, capace di far sembrare per i suoi funerali perfino piccola una Chiesa maestosa come quella di Santa Maria del Carmelo, che contiene centinaia e centinaia di posti a sedere?

E sì, perché chiunque lo abbia conosciuto – e parliamo di tre generazioni di mostaccianesi – non ha voluto mancare nel dargli l’ultimo saluto, un abbraccio molto più che simbolico a lui personalmente e per rispetto alla moglie Anna e ai figli Annalisa, Lorenzo e Natascia (ai quali evidentemente ha trasmesso un amore smodato per la medicina, essendo divenuti tutti medici in diverse specializzazioni) e ai nipoti Beatrice, Gabriele ed Emanuele.

Un’idea di chi fosse questo personaggio conosciutissimo e amato da tutti, l’hanno materializzata Giovanna Conti, che ha manifestato un suo ricordo e poi due carissimi amici, Roberto Somma, la cui presenza a fianco del “Dottore” è stata, come quella dei familiari, costante fino all’ultimo, e l’intervento di Marino Saso con l’elogio funebre letto da Mimmo Basile al termine della funzione religiosa.

E badate, nessuna parola di quelle che seguiranno è fuori posto o esagerata; la descrizione e il profilo di Luigi Notarangelo è esattamente quello che emerge dai racconti dei tantissimi che lo hanno conosciuto e dalla bella sintesi che viene fuori dalla testimonianza che segue.

Era un bravo medico? Sì, lo era. Era anche un uomo di scienza: competente, sempre disponibile, rassicurante e mai superficiale; rappresentava alla perfezione l’ideale di medico, quello che ognuno di noi vorrebbe avere vicino quando il nostro corpo e/o la nostra anima hanno bisogno d’aiuto. Perché Luigi era veramente una persona speciale, riusciva a trasformare il rapporto con il paziente in un sincero e profondo rapporto d’amicizia. Per dirla in latino, lingua che amava coltivare, insieme alla filosofia: “nihil maius aegris prodest quam ab eo curari a quo volunt” (al paziente nulla giova di più che l’essere curato dal medico che predilige).

Spesso alle nove di sera si affacciava dal suo studio per vedere quanti pazienti ancora aspettavano di essere visitati. E lui li visitava tutti. Quante sere è tornato a casa tardi e trovava la cena fredda! Ma lui c’era abituato. Iniziò la sua professione a Roma come medico condotto. Era chiamato a qualunque ora, anche di notte, per recarsi in qualsiasi posto, anche in campagna. Lui partiva con la sua valigetta, la sua cultura e basta. Senza analisi chimiche o strumentali, senza radiografie o altro doveva capire e risolvere i problemi che trovava, sia che si trattasse di un semplice malore, sia che dovesse salvare la vita a una donna affetta da grave emorragia causata da un aborto clandestino.

Aveva fatto sua l’etica del grande medico del passato: 1° cura il paziente al meglio che puoi; 2° se non riesci a guarirlo allevia almeno la sua sofferenza; 3° se non si riesce neanche in questo intento allora consolalo e non lo abbandonare.

Sì, la sua era una missione!

Ma c’è un altro aspetto di Luigi Notarangelo che ce lo fa ricordare con affetto: amava l’amicizia e cercava l’allegria. La sua gioventù dedicata con sacrifici agli studi, segnata anche da eventi negativi, è stata priva di quella spensieratezza e di quella allegria che tutti i giovani dovrebbero avere. Perciò era promotore di riunioni conviviali con spirito goliardico. Di queste riunioni lui era l’anima.

Per merito suo si allestivano grandi tevole imbandite, che si allungavano sempre di più per l’arrivo di qualche nuovo amico. Ma Luigi non era solo un bravo medico e un amico fidato, era un uomo di grande cultura. Un uomo di scienza che aveva tuttavia grande amore per le lettere, per la filosofia, leggeva con un gusto infinito Virgilio, Cicerone, i lirici greci e molte opere filosofiche di cui per ore avrebbe volentieri parlato con gli amici.

Certo tutti i meriti che abbiamo ora ricordato ne fanno una splendida persona, ma sono queste le cose che ci lasciano una grande nostalgia, come un vuoto incolmabile?

No. …..Era la sua bontà, il suo amore per tutti gli esseri viventi. Gesù disse: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”. Ma per Luigi non era un comandamento da seguire come dettato dal Vangelo, che talvolta noi troviamo difficoltà ad applicare; per lui era naturale questo amore per l’umanità, con i suoi difetti e le sue nobiltà. Aveva dentro una religiosità pura.

Marino Saso conclude dicendo: Luigi, non ti vedremo più. Ma ci piace immaginare, anzi ne siamo sicuri, che adesso Gesù cammini insieme a te, tenendo il suo braccio sulle tue spalle e mentre ti sorride con amorevole tenerezza come solo Lui sa fare, e ti sussurri: “ti aspettavo” e ascoltando la nostra preghiera ti dica: “questa è per te, ti vogliono bene”!

E tu, Luigi, stanco ma felice, chini appena il capo come per dire “sì, lo so” mentre lentamente ti allontani sempre più, guidato dall’abbraccio del figlio di Dio.

di Stefano Quagliozzi

 

 

 

 

 

E’ attiva una proposta per l’intitolazione di una Via di Mostacciano al dr. Luigi Notarangelo.

Per firmare la petizione popolare clicca qui

 

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2 commenti

  • Ivana ha detto:

    Io mi ritengo la piu’ fortunata visto ke sono stata la prima bambina ad essere visitata dal grande dott.Luigi e inoltre di ringraziarlo x avermi instrada x la mia professione ke svolgo tutt’oggi grazie Doc e grazie Anna. IVANA S.

  • ANGELA Mario e Alessia ha detto:

    Un rapporto di stima e di affetto durato 40 anni.Punto di riferimento importante per le sue doti di competenza e umanità. Impossibile dimenticarlo dato che ha trasmesso ai figl,con cui continuano i rapporti, i suoi valori.

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