Luis Gomez a Casal de’ Pazzi

16 gennaio 2019 | commenti: Commenta per primo |

Quando la periferia si riprende se stessa

Luis Gomez de Theran al Mercato rionale di Casal de’ Pazzi per il progetto “Street Frames” curato da “a.DNA collective”

Nel cuore del Municipio IV di Roma per “Respirando Cultura 2018” l’arte urbana è pubblica e non decorativa.

Luis Gomez è un artista muralista riconosciuto in tutto il mondo per le sue opere pittoriche ispirate spesso a simboli di miti antichi e moderni, personaggi reali o immaginari.

Durante la progettazione e la realizzazione dell’opera, l’artista e gli operatori dell’associazione hanno incontrato e conosciuto molti abitanti del quartiere che frequentano giornalmente il mercato.

E’ stata un’occasione per condividere l’opera in fase di realizzazione e il suo significato con i passanti abituali e non. Spontaneamente le persone si proponevano di dare un’interpretazione personale all’opera, esprimendo nuovi punti di vista. In pochi sono rimasti indifferenti: una riattivazione non soltanto visiva, ma sociale, deve scaturire da interventi simili.

L’obiettivo principale raggiunto, infatti, è di creare un dibattito intorno all’opera, che in questo modo si allontana dalla semplice funzione decorativa per assumere un ruolo importante, simbolico e culturale nella comunità che la ospita.

Nella sua nuova opera, Gomez propone la reinterpretazione di un simbolo popolare facilmente riconoscibile: la statua di Paolina Bonaparte, conosciuta anche come “Venere Vincitrice”, scolpita dallo scultore Antonio Canova tra il 1804 e il 1808, adesso esposta nelle sale della Galleria Borghese al centro di Roma.

La proposta figurativa incontra la sperimentazione materica dell’artista, che trasforma il muro in una sorta di antro dal quale si scorge la figura di Paolina.

Quasi un richiamo e una citazione pittorica del Mito della Caverna di Platone, emblema dell’umanità tesa alla scoperta della Verità in bilico tra luce e oblio.

L’interpretazione del progetto “Street Frames” è in questo caso espressa in modo fortemente simbolico, usando l’idea di “cornice”, “frame” o “finestra” come un varco spazio-tempo. La percezione della statua ritratta, quasi costringe il passante a fermarsi per scorgere la figura della “Venere” di Canova, che emerge dall’ombra con un gioco di chiaroscuri caravaggesco, reinterpretato nello stile personale dell’autore del murale.

Particolare emblematico, presente anche nella versione della statua originale, è la mela che Paolina Borghese stringe nella mano sinistra, enfatizzata da Gomez come legante iconografico con il luogo in cui sta dipingendo.

In questo modo due simboli, uno legato alla più alta nobiltà storica e l’altro strettamente connesso con il quartiere e il luogo in cui si trova l’opera, si incontrano sul muro del box di un fruttivendolo del Mercato Rionale di Casal de’ Pazzi: importante punto di riferimento non solo commerciale, ma soprattutto sociale e culturale per tutto il territorio circostante.

Le chiavi di lettura, quindi, sono molteplici, ma la più importante suggerisce le altre

L’Arte, la “Bellezza”, la Cultura che nobilitano lo spazio e l’anima, sono già intorno a noi, basta cercarle, lottare per riscoprirle e portarle alla luce. Così la Paolina Borghese di Gomez è come se fosse sempre stata lì, dietro l’intonaco di quel muro in un mercato rionale di periferia.

La forza del singolo, in questo caso l’autore dell’opera, ha smosso la materia, ha aperto un varco in quel muro mostrando a tutti che è possibile Creare ovunque, cambiare, modificare la terra e i luoghi che viviamo per adattarli alle proprie esigenze.

Per chi fosse interessato può prendere contatti con

e-mail adna.collective@gmail.com

tel. 3401649020

facebook: @a.DNA collective

instagram: @a_dna_project

a cura della redazione

 

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